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Sono
le quattro del pomeriggio, mancano solo poche ore al Natale. Come ti sentirai
questa sera? A cosa penserai? Dove sono i tuoi pensieri in questo momento?
Ė la vigilia di Natale. Le
lancette dell’orologio segnano le 20:00. Sono rimasto a sedere qui nelle ultime
due ore, perso tra i miei parenti, cercando di dare un senso persino al fatto
che mi trovo qui.
Non fraintendermi, amo il
Natale. Nessun altro evento sociale potrebbe eguagliare la visione pseudo
scientifica dei miei parenti raccolti intorno alla tavola di Natale, ben sapendo
che non potrebbero sopportare di rimanere vicini gli uni agli altri per molto
tempo, e comunque cercando di fare di tutto per agire uniti, anche se solo per
poche ore…
Tuttavia, permetto a me
stesso di soccombere nel tepore di questa festa in costume, ricordando a me
stesso che, dopo tutto, siamo ancora una famiglia.
Ma quest’anno il Natale è
diverso. Questo Natale non possiamo non pensare che il mondo è cambiato.
Persino lo zio Carlo, il commentatore politico della famiglia, ha dichiarato che
“non c’è via di scampo – tutta l’umanità è seduta intorno allo stesso tavolo, ed
è lì per rimanerci”. Come ci è stato dimostrato dalla attuale crisi finanziaria,
che ci piaccia o no, siamo tutti collegati, e collegati rimarremo. Che ce ne
rendiamo conto o meno, tutte le azioni che compiamo toccano le altre persone in
tutto il mondo e ritornano a noi come un boomerang.
Questo mi ha fatto pensare:
la crisi si sta effettivamente avvicinando. E anche se la maggior parte di noi
non sopporta gli altri (come in qualsiasi famiglia), non abbiamo altra scelta
che quella di unirci, dato che siamo responsabili l’uno dell’altro, nel bene e
nel male.
Però non c’è solo questo di
tanto speciale in questo Natale particolare. Seduto qui, mentre ascolto i miei
parenti, qualcosa mi ha colpito all’improvviso: sta emergendo una nuova
sensazione, assieme all’aumento dell’incertezza nelle nostre vite. Puoi quasi
sentire che un desiderio collettivo si sta formando, c’è quasi una bramosia che
questa bianca neve di Natale possa pulire il pensiero pretenzioso, avido e
concentrato in se stesso che ha portato questa crisi nelle nostre teste. E
come la storia ci ha insegnato, quando desideriamo intensamente qualche cosa, e
la desideriamo insieme, può diventare realtà. Inoltre, è Natale, e sta
arrivando Babbo Natale, quale momento migliore per avere un desiderio?
I miei pensieri mi hanno
portato via da questa realtà alienante, che allo stesso tempo ho sentito molto
vicina. Come ci si sentirebbe a vivere in un mondo nel quale non ci fosse il
bisogno di provvedere ai propri bisogni, perché il mondo intero si occuperebbe
di questo? E noi, dal nostro canto, faremmo lo stesso per il mondo intero?
In un mondo così la
polizia, le forze armate e le autorità fiscali sicuramente tenderebbero a
estinguersi. Non ci sarebbero crimini perché nessuno vorrebbe ferire nessuno. Al
contrario, le persone vorrebbero condividere e donare. Naturalmente immense
risorse e persone sarebbero libere di impegnarsi in attività socialmente
collaborative.
Anche
se può suonare un pochino fantasioso, i collegamenti tra di noi stanno già
creando delle opportunità perché noi facciamo diventare realtà questa idea. Se
possiamo cambiare il nostro modo di affrontare la vita, questo potrebbe
succedere. E non sarebbe un cambio enorme come si potrebbe credere. Il
capolavoro di Baal Ha Sulam, “La
Pace”, mi è venuto in mente più di una volta durante quella
sera. Dopo aver sottolineato la strada che l’umanità dovrà prendere per
diventare una società perfetta e amorevole, il più grande Kabbalista del
ventesimo secolo ha dichiarato che si tratta solamente di un cambiamento
psicologico: “A prima vista sembra qualcosa d’immaginario, come qualcosa che è
al di là della natura umana, però quando scaviamo in fondo ad esso, troveremo
che il contrasto che c’è tra il ricevere per sé stessi ed il donare agli altri è
solo una questione psicologica”.
Dipende solo da noi, se
siamo capaci di cambiare il nostro modo di affrontare il collegamento globale
tra di noi e capire che ci dobbiamo unire, in pochi anni il mondo sarebbe così
profondamente cambiato, che guardando indietro ci chiederemo con incredulità
come abbiamo fatto a essere stati così ciechi.
Dopo tutto, una volta che
il mondo sarà diventato una grande famiglia, non potremo più continuare a
scappare dai nuovi membri di questa grande famiglia. Il nostro futuro dipende
realmente dagli altri, che però non possono essere ancora considerati come “gli
altri”. Per creare realmente una vita di famiglia sostenibile (globale),
dobbiamo prendere proprio tutti, e proprio tutta l’umanità, in considerazione.
Come disse lo zio Carlo prima di lasciare casa nostra, “Che ti piaccia o no
Michele, siamo tutti una sola cosa”. Io ho sorriso. Cos’altro potevo fare?
Ed eccocidi nuovo qua a
oggi pomeriggio, alle quattro del pomeriggio, ed ora mancano solo due ore al
Natale. Come ti sentirai questa sera? A che cosa penserai? Dove sono i tuoi
pensieri in questo momento?
Buon
Natale, e assicurati di avere la chiave prima di chiudere la porta. |