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 Dare il potere ai nostri bambini

 

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Non si tratta di Berlusconi. Non si tratta di Veltroni. E non riguarda neanche Piero Fassino. Nessuno dei nostri politici è in grado di fare il proprio lavoro in modo giusto se noi non mostriamo loro dove vogliamo che essi vadano. Si, proprio così, perché tutto questo non riguarda gli eletti ma gli elettori.

I presidenti vanno bene per una cosa: essere eletti. Ma per governare hanno bisogno di aiuto. Noi – qualunque persona che tenga al futuro di questo paese e a quello dei propri figli – dobbiamo rendere sicuri quegli aiuti sapendo cosa consigliare, sia al capo della maggioranza che a quello dell’opposizione.

Il punto centrale di questo periodo presidenziale dovrebbe essere l’educazione. Ma per educazione non intendo sapere il nome del capoluogo della regione Marche, cos’è l’Ipogeo dei Volumni, o in che giorno iniziò la Seconda Guerra Mondiale (non importa sapere il perché). L’educazione di cui sto parlando ha a che fare con un più sottile tipo di conoscenza, che proviene dall’anima: la conoscenza dello scopo della nostra esistenza.

Lasciatemi spiegare. Nel secolo scorso, abbiamo assistito all’aumento del processo di globalizzazione e di interdipendenza fra i paesi. L’attuale crisi finanziaria ha rivelato un fatto eccezionale: in questi giorni noi non possiamo risolvere nessuna crisi senza collaborare insieme come un’umanità unificata. L’Italia è troppo dipendente dall’importazione, ma anche la Cina, la Russia e i paesi dell’OPEC dipendono completamente dalle continue importazioni dell’Europa e degli Stati Uniti.

Questa interdipendenza può non piacerci ma questo avviene solo perché siamo inclini per natura a cercare il nostro stesso beneficio – a livello personale, sociale e internazionale. La differenza tra questa crisi e le crisi passate è che quest’ultima ci sta dicendo in modo assordante: “E’ arrivato il momento, o tutti o nessuno”.

Perché? Perché così funziona il mondo! Nell’universo ogni cosa, viva o inanimata, aderisce alla legge della reciprocità, in cui ogni parte agisce solo a favore del suo ambiente ospitante, che sia l’ambiente umano o l’ecosistema in cui vive. Questo sistema, a sua volta, garantisce alle sue parti il loro beneficio.

In natura, il bene collettivo e il bene individuale sono una sola e unica cosa. Se non fosse così, non sareste capaci di leggere questa colonna perché entrambi i vostri occhi starebbero cercando qualche altra cosa e il vostro cervello probabilmente li ignorerebbe entrambi. Non sareste vivi perché i vostri organi non funzionerebbero come un sistema che consente la sopravvivenza in cui ognuno di essi (gli organi) sostiene il benessere dell’organismo intero che a sua volta mantiene il benessere dei suoi organi.

Anche la razza umana è come un organismo unico, completo, bellissimo e diverso. E quell’organismo ha dentro di se un’anima, che governa i suoi organi: l’organo russo-arabo fornisce la benzina e l’energia; la destrezza e l’agilità dell’organo asiatico utilizza l’energia per creare beni, e l’organo americano-europeo utilizza i prodotti. In questo modo tutti gli organi si supportano e si sostengono l’un l’altro in modo armonioso.

Lo scopo delle nostre vite è scoprire quella legge di reciprocità, la legge del dare reciprocamente. È esattamente ciò che le religioni ci dicono “Ama il prossimo tuo come te stesso”, lo scopo qui però non è diventare persone amabili ma insegnarci la legge dell’esistenza così che noi diventiamo i padroni dei nostri stessi destini.

Se dessimo il potere ai nostri bambini con la conoscenza della legge della reciprocità, essi non solo saprebbero con assoluta certezza come evitare gli errori, ma sarebbero senza alcun dubbio capaci di sviluppare un futuro completamente diverso – costruito sull’amore, sul supporto reciproco e sulla profonda comprensione della natura. Questo è lo scopo delle nostre vite: capire la natura e collaborare nella costruzione di una società umana che sia in sincronia con le leggi.

Utilizziamo il prossimo periodo di tempo come un trampolino per il cambiamento. Perché il cambiamento è già avvenuto, quindi facciamolo accadere nel modo giusto, per la felicità dei nostri bambini e per la nostra.

 
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