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Guardati intorno, che cosa
vedi? Subbuglio, conflitti, odio, guerre, povertà. Che modo è di vivere questo?
Come se, ogni volta che prendiamo in mano il giornale o guardiamo la TV,
venissimo colpiti dal fatto che l’intera popolazione della terra stia
centrifugando selvaggiamente fuori controllo, sull’orlo di un grosso incidente.
Perciò, come siamo arrivati a questo punto e, innanzitutto, come facciamo ad
allontanarci dal precipizio?
Quando veniamo bombardati
dai sintomi di questa portata, è facile perdere di vista le cause che stanno
alla base di questi problemi. Tuttavia, con un’analisi immediata, alcune cause
vengono fuori da sole.

Avidità
– Dopo l’apparente fallimento del comunismo e del socialismo alla fine degli
anni 70, il mondo iniziò a cercare un’altra soluzione economica. Gli economisti
del libero mercato spiegarono loquacemente il principio che la società sarebbe
servita nel modo migliore se la gente avesse seguito i propri interessi,
arrivando ad un punto che potremmo definire: avidità. La logica alla base
di tutto era che ognuno avrebbe dovuto amministrare al meglio le proprie risorse
perché, altrimenti, nel lungo periodo si sarebbero fatti del male da soli con un
sfruttamento insensato delle risorse. La follia di questa logica è stata
confermata ripetutamente nella storia, eppure è così intellettualmente attraente
che, ogni 25 anni, sembra che si debba imparare la stessa lezione.
Preoccupazione per sé
stessi – Quando
la gente semplicemente “cura i propri interessi”, è molto facile perdere di
vista il fatto che il gioco del mondo è a somma zero. Perciò, se prendo più di
quello che mi serve realmente, sto in effetti portando via quello che dovrebbe
soddisfare i bisogni degli altri. Gli effetti di questa logica sono drammatici
per la percentuale delle risorse naturali che le nazioni industrializzate
prendono per se, rispetto a quello che rimane per le nazioni del secondo e del
terzo mondo.
Necessità di ricevere una
gratificazione immediata –
Quando la società continua ad inseguire la gratificazione immediata, le
opportunità a lungo termine e il benessere della società vengono messi a
repentaglio. La ragione risiede nel comportamento che inevitabilmente porta a
estendere esageratamente il proprio credito. Siccome la motivazione principale
continua a essere la gratificazione immediata, ci si sforza poco per allineare i
consumi con le entrate, finché la società non arriva sull’orlo della rovina.
Credere che “La ragione è
del più forte”-
Quando le nazioni credono che chiunque sia il più forte militarmente o
economicamente è quello che detta le regole, lo scenario è pronto per una lotta
senza tregua che fa sì che i potenti diventino più potenti e i deboli si
indeboliscano ulteriormente, fino a quando l’intero sistema cede sotto il peso
della disuguaglianza. Questa logica non è intuitiva, dato che è evidente che i
potenti saranno sempre in grado di dominare i deboli, e la storia dimostra che,
alla fine, si arriva al punto di rottura per l’effetto degenerativo dello
sfruttamento sul tessuto della società sfruttatrice.
Intolleranza
– Finché gli uni si sentono superiori agli altri, non hanno problemi a sfruttare
la gente e le loro risorse. Inoltre, la gente tende a seguire i leader che
confermano la loro superiorità e sono disposti a fare ogni tipo di azioni
negative nella ricerca di quello che, secondo loro, sono i “Diritti dati da
Dio”. E’ davvero difficile trovare un errore nella propria nazione o nei propri
leader quando “Dio è dalla tua parte”…
Allora, come invertire la
tendenza?
Considerando le cause di
base, diventa ovvio che la radice di tutti i nostri problemi sta nella
caratteristica di vedere ogni situazione dal punto di vista "ricaverò piacere da
quello che faccio?" Se la risposta è “si”, allora si fa; se è “no”, non si fa.
Su questo è basata l’intera natura umana.
Il problema è che, finché
continuiamo a comportarci in questo modo, continueremo ad avere problemi e, come
dicono gli economisti, i problemi cresceranno sempre più velocemente. Questo
perché, meglio conosciamo la tecnologia e più siamo in grado di distruggere
veramente il nostro pianeta.
Ė evidente che l’unico modo
per invertire questa tendenza è di capire che siamo tutti quanti insieme in
questa situazione. Parafrasando diverse religioni, occorre “amare il prossimo
come te stesso”. Ma come arrivarci? Le risorse, i posti di lavoro, la ricchezza,
il cibo, ecc. sono veramente sufficienti per soddisfare l’intera umanità.
L’inghippo si crea quando mettiamo il nostro egoismo da parte per creare questa
situazione realmente. Non è possibile legiferare questo comportamento, anche se
molte società ci hanno provato... fallendo. Non possiamo neanche “incolpare” la
gente per far correggere il loro comportamento. In realtà, esiste un'unica via
per lasciare il mondo attuale dell’egoismo opprimente per raggiungere quello del
reciproco supporto e della soddisfazione: percorrendo il cammino della crescita
spirituale. Il modo migliore per crescere spiritualmente è immergendoci nel
programma di formazione basato su principi scientifici anziché andare a intuito
con le nostre emozioni. In tutta la storia dell’umanità questo avvicinamento si
è svolto solo tramite la scienza della Kabbalah. |