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Libertà.
Nel corso della
storia abbiamo visto un paese dopo l’altro e una cultura dopo l’altra,
impegnarsi in un susseguirsi di battaglie e guerre, inseguendo la Libertà.
Niente sembra così ripugnante per la vera natura dell’umanità come essere
oppressi da una forza fuori controllo, che in ogni modo e in ogni caso limita la
libertà individuale. Dove inizia questo senso di bisogno di libertà? Come
diventiamo liberi e come possiamo sapere se siamo davvero liberi?
Il concetto della libertà
implica che occorre essere liberi da qualcosa. Deve esserci un “noi” e un
“loro”; i buoni e i cattivi. Cosa facciamo poi? Iniziamo a disegnare linee e
creare confini. All’inizio, probabilmente, c’erano territori, si creò una linea
immaginaria sulla terra e tutto quello che si trovava all’interno di questa
linea era mio oppure faceva parte del mio gruppo e quello che rimaneva fuori non
faceva parte di me o del mio gruppo. Gli anni passarono e alla fine abbiamo
avuto le città, gli stati, le nazioni, tutti con i loro precisi confini
immaginari.
Le religioni
si svilupparono, diventando altrettanto abili a creare confini. Confini basati
su credenze. Se uno crede in una determinata cosa e si comporta in un
determinato modo, entrerà nel confine della nostra religione. Altrimenti, non
verrà accettato. Ci sono così tante e diverse religioni, ognuna di loro si è
creata il proprio spazio, ma nessuna è particolarmente tollerante verso le
altre.
Esiste un confine
immaginario che viene accettato dalla maggior parte di noi, e che raramente
riconosciamo come tale. “Tutto ciò che si trova nei confini della mia pelle sono
io mentre tutto quello che sta fuori della mia pelle non sono io.” Questo
concetto è largamente accettato. Sarebbe davvero difficile trovare una persona
della strada che non condivida questa affermazione. E’ così palese, non è vero?
Molte tradizioni mistiche
direbbero che questo non è così ovvio, ma lasciamole da parte e guardiamo la
fisica moderna e la Teoria Quantistica.
All’inizio del XX secolo, gli scienziati erano alla ricerca di scoprire
finalmente l’elemento fondamentale dell’Universo. La particella più piccola
nell’atomo stesso, dalla quale tutta la materia è fatta. Erano convinti di
avere, dopo anni di sviluppo, lo strumento necessario, il microscopio di tutti i
microscopi, per vedere questa particella infinitamente piccola.
Quello che trovarono, in
effetti, fu sorprendente e, come disse uno scienziato, “fu come svegliarsi la
mattina e trovarsi la chela di un’aragosta al posto della mano!” Scoprirono che
mancava l’elemento fondamentale. Non esisteva un’unità più piccola con la quale
era fatto tutto il resto della materia. L’esistenza è un’onda di infinite
possibilità, tutte intrecciate e connesse tra di loro. L’esistenza non ha né
limiti né cuciture: è integra. Non esistono confini. Gli atomi e le molecole che
pensiamo abbiano una forma solida come il nostro corpo fisico non hanno nessuna
solidità e si mischiano liberamente con tutti gli atomi e le molecole, fuori da
quello che credi sia il tuo corpo. Esiste una nozione scientifica che si chiama
l’effetto farfalla, che dice che se la farfalla starnutisce su Marte, questa
cosa avrà effetto anche su di noi qua, sulla Terra.

Se è vero tutto questo,
allora perché non siamo in grado di percepirlo?
La Kabbalah autentica
ci dice che in verità lo sentiamo – semplicemente non riconosciamo la
connessione. Tutti i guai di questo mondo d’oggi – la
crisi finanziaria,
tutti i tipi di violenza, la depressione e l’uso delle droghe – sono il
risultato del nostro combattere contro questa reciproca connessione
dell’umanità. Siccome non capiamo le leggi di questa interconnessione, non
capiamo i risultati della loro violazione. Se saltiamo fuori dalla finestra, ci
aspettiamo che la gravità ci attiri al suolo. Accettiamo le conseguenze come
inevitabili. Dobbiamo raggiungere lo stesso livello di comprensione riguardo le
leggi dei sistemi connessi per poter interpretare correttamente i risultati
della loro violazione.
Da migliaia d’anni, la
Kabbalah ci dice che l’esistenza e l’Unità sono la stessa cosa e che siamo tutti
collegati, come le parti e l’insieme, o anche come gli organi del corpo. Il
reciproco collegamento è la fondamentale legge
della Natura.
Lo studio della Kabbalah è un approccio scientifico e metodologico che spiega
come sviluppare i sensi che ci permettono di percepire le leggi di un sistema
interconnesso. Una volta che saremo in grado di capire queste leggi, potremo
imparare a lavorare con loro per il bene di tutti. Non faremo più,
inavvertitamente, il “gesto simbolico” di buttarci dal decimo piano,
aspettandoci di volare verso l’alto. Noi siamo in grado di fermare le dolorose
conseguenze delle nostre azioni. Dopodiché potremo scoprire dove veramente
risiede la libertà. |