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L'egoismo crea disvalore
Kabbalah: per superare la crisi bisogna privilegiare la comunità

 

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''La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita'', era solito dire Forrest Gump. Sembra proprio che nella realtà odierna, il caro Forrest potrebbe avere un posto d`onore accanto ai migliori analisti ed esperti del Mercato Finanziario. Detto tra noi, nessuno ha la benché minima idea di cosa succederà alla nostra economia neppure tra un minuto. Svariati modelli finanziari stanno provando a indovinare il futuro basandosi sul passato, ma anche il modello più sofisticato può solo ridurre l`incertezza senza però mai eliminarla. Non a caso i recenti articoli giornalistici che parlano di finanza, terminano tutti con questa conclusione: ''dopo che così tanti analisti di economia si sono rimangiati le proprie parole, è meglio non scommettere più sul futuro dei mercati''.

Allora, qual è il problema? Perché non siamo capaci di prevedere il futuro dei sistemi che abbiamo costruito? "E' la combinazione di tante ragioni", risponderebbero seriosi i responsabili di tutto. Però, la risposta è molto più semplice: se un tempo non ci importava cosa facesse un giapponese o un americano di Wall Street, oggi, nell'era dell'iper-globalizzazione, tutto è cambiato. Basta che qualcuno, in un certo paese del mondo, si rigiri nel suo letto per tutta la notte, che tutta la struttura globale ne risentirà. A proposito dell'economia Alan Greenspan, ex Presidente della Federal Reserve, ha detto che: "La causa principale della nostra depressione economica è legata alla natura dell'uomo, che lo porta a barcamenarsi fra paura ed euforia – una situazione che nessun modello economico è mai riuscito a oltrepassare senza difficoltà. L'"auto-regolamentazione", l'unica soluzione teoricamente efficace per risolvere l'attuale crisi economica, non è mai riuscita a risolvere le crisi passate". Le parole di questo mitico leader suonano come se ci si fossimo svegliati da un sogno profondo, e richiedono un approfondimento, perché il problema con la natura umana non è che ci porta ad agire secondo interessi strettamente egoistici (ed è stato così anche nel passato), ma che ci siamo trasformati in un sistema integrale. Esattamente per questo, il modo in cui proviamo a risolvere la situazione non è adatto. Per prevenire altre crisi, dobbiamo adattare la natura umana alla nuova realtà".In questo punto i Kabbalisti la pensano diversamente dagli analisti – invece di imparare dagli sbagli del passato, ci suggeriscono di imparare dai nostri successi.

Se ci dedichiamo a capire come funzionano i sistemi reciprochi, ci sono vari esempi nel mondo. Il nostro corpo è sano solo se ogni cellula rinuncia al proprio bene personale e funziona per il bene di tutto il sistema. Si tratta di un sistema di regole molto rigide. La stabilità di ogni sistema naturale dipende dalla reciprocità tra le parti che la costruiscono. Nel momento in cui uno di essi esce da questo equilibrio, la natura lotta subito per restituire l'armonia perduta. E noi? "Abbiamo già in testa solo altri soldi e altre proprietà e se la prossima cosa che abbiamo deciso di fare nostra, viene presa da altri?" Siamo ciecamente attratti dalla fantasia odierna della felicità, e questo è esattamente il problema. Cosa pensate che succederebbe se una cellula nel nostro corpo decidesse di preoccuparsi solo di se stessa e "cambiasse la sua naturale attitudine"? «Crescerebbe un tumore cancerogeno», vi risponderebbe qualsiasi medico. Secondo la Kabbalah, la crisi presente è il sintomo di un problema molto vasto. Dal momento che ci siamo trasformati in un piccolo villaggio globale e ci siamo legati l'uno all'altro, altre regole funzionano su di noi. Esattamente come non salteremmo da una finestra, dobbiamo smettere di approfittarci l'uno dell'altro e cominciare a preoccuparci per tutti. Finché non lo realizziamo, l'effetto farfalla economico continuerà a colpirci.

La soluzione si trova nell'influenza dell'ambiente sociale. Dobbiamo usare vari sistemi di spiegazione per rendere l'umanità cosciente del fatto che siamo tutti parte di un sistema chiuso. Ogni persona in questo sistema dovrà capire che il modello economico più proficuo è quello della felicità del sistema in generale – quando uno guadagna, tutti guadagnano. Invece di immettere nei mercati quantità impercettibili di calmanti, dobbiamo cambiare l'attitudine fondamentalmente - da adesso, le risorse devono essere usate per un cambiamento di percezione in questo mondo – invece di mettere il "me" sempre in primo piano, al centro di tutto dobbiamo mettere la società. Non una massa composta da tanti dettagli, ma una famiglia. Immaginatevi: tutti intorno a me sono miei familiari. Li aiuto e voglio il loro bene, e loro mi trattano allo stesso modo. Anche i sistemi sociali sono basati sull'aiuto e la preoccupazione reciproci. Se ci pensiamo, scopriremo che una famiglia che ci vuole bene funziona secondo regole che ora ignoriamo – le regole di un sistema unito e completo. Vi sembra un'utopia? Forse è giunta l'ora di provare…

 
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