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Quasi una
settimana dopo le elezioni in Israele, nulla ci è ancora chiaro. Chi verrà
scelto dal presidente Peres per formare il prossimo governo – Netanyahu, che
sembra avere un maggiore sostegno dai partiti eletti, o Livni, che ha
effettivamente vinto le elezioni? Inoltre se viene scelto Netanyahu, accetterà
Kadima di andare all’opposizione, aspettando il primo errore dell’avversario per
tentare di riprendere il potere, o intende sostenere il suo tentativo di
raggiungere un’ampia coalizione? O forse il popolo israeliano sarà costretto a
vedere un governo rotatorio? Come vedete il periodo post elettorale in Israele è
prevalentemente pieno di punti interrogativi.
C’è,
tuttavia, un sintomo che sembra essere un punto d’intesa tra gli israeliani:
quando il nuovo governo sarà finalmente formato, soffriremo di un serio trauma
post elettorale (PET, post election-trauma). Questo avviene dopo ogni elezione:
prevediamo qualcosa, e finiamo con l’ottenere qualcos’altro perché le nostre
ultime quattro amministrazioni (nessuna di loro fu capace di concludere il
mandato di quattro anni) non sono state in grado di sapere cosa si fa dopo
essere stati eletti. In maniera poco convincente, i politici israeliani non
sanno come governare; essi pensano soltanto ai loro tentativi di raggiungere la
pace; al sistema scolastico che è in profonda crisi; alla nostra economia, a
come la crisi finanziaria stia gradualmente cominciando a prendere il suo
tributo mentre il governo sembra all’oscuro di tutto; o semplicemente prendono
atto della bassa popolarità degli attuali leader tra i cittadini israeliani.
Quindi cosa possiamo fare? Semplice! Prepariamoci ad un trauma post elettorale
(post election-trauma: PET).
Quando un PET (trauma post elettorale) appare per la prima volta sulla soglia
della vostra casa, la prima reazione è di rifiuto: ma dategli un po’ di tempo e
lei “entrerà”. Dopo tutto è soltanto stata in “stand-by” per tre mesi. (In casi
prolungati di rifiuto, il periodo può essere esteso a 6 mesi).
La seconda fase di crescita
del vostro PET(chiamata pubertà) è l’accettazione. Questa avviene quando un
giorno, svegliandovi allarmati, ammettete con voi stessi: “Oh no! Ho un trauma
post elettorale .” Solitamente, arrivati a questo punto, si inizia a riflettere
su cosa fare per poterlo risolvere:
1) Rimpiazzare il primo
ministro: impossibile fino alle prossime elezioni…
2) Promettere a sé stessi
di non cadere più nella stessa trappola durante le prossime elezioni. Ma detto
tra noi, non avete reagito nella stessa maniera dopo le passate elezioni?
3) “…maledizione.
Uffahhhhhhhh, sono certo che ci sia qualcosa che io posso fare. Ma può aiutarmi
davvero?” Non rispondete a questa domanda, non voglio insultare la vostra
intelligenza.
Quando si sceglie l’opzione
tre (la più comune), si permette al proprio PET di crescere senza controllo. E
lo farà. Nella terza fase il PET ha raggiunto molta importanza ed ora è pronto a
riprodursi. E lo farà. In effetti, siete circondati da così tanti figli del PET
da non ricordare chi li generò.
Quindi non pensate che sia
tempo di cambiare? E non parlo solo di un cambiamento che proviene dal primo
ministro, ma di uno che arriva dal popolo… da noi?!?!?!? Forse, questa volta,
diremo al primo ministro scelto quale deve essere l’ordine del giorno. Perché se
abbiamo il potere di eleggere il primo ministro, dovremmo avere anche il potere
di cambiare la sua agenda nel caso voglia essere rieletto.
E credetemi, lo farà.
Questa volta, il primo e
più importante problema sulla scrivania del primo ministro sarà l’educazione, ma
un’educazione di natura differente. Perché avidità e pensiero auto-incentrato,
che sono contrari alla natura interconnessa del mondo in cui viviamo, sono stati
i fattori che ci hanno portato alle soglie dell’attuale crisi finanziaria, e
l’affrontarla dovrebbe essere all’inizio dell’agenda degli impegni del nuovo
primo ministro. Il principale obiettivo della nuova amministrazione dovrebbe
essere educare le generazioni attuali e future sulla vita in un mondo globale e
interconnesso.
Siamo così collegati che
dovremmo imparare a sentirci come un unico microorganismo. Effettivamente, siamo
già un completo e diversificato organismo, in cui l’organo russo-arabo fornisce
combustibile ed energia, la destrezza e l’agilità dell’organo asiatico utilizza
l’energia per creare merci, mentre l’organo euro-americano utilizza i prodotti.
In questo quadro di “corpo dell’umanità” l’unica modifica che dovrebbe aver
luogo è lo sradicamento del cancro egoistico che si è già diffuso in
maniera estesa e mette a repentaglio l’intero sistema.
Se educhiamo noi stessi a
vedere il mondo attraverso questi occhi, non soffriremo di PET (trauma post
elettorale), perché eleggeremo funzionari di governi che condividono e
promuovono questi stessi valori. Quando ciò avverrà, invece di essere accusato
da altri leader mondiali, il nostro primo ministro sarà in grado di
incoraggiarli a fare la stessa cosa, contando sull’esempio del popolo israeliano
per dimostrare come si fa. E, invece che correre ai ripari per l’arrivo del PET,
abbracceremo il mondo come fosse il nostro caro animaletto domestico, e il mondo
potrà finalmente ringraziarci!!! |