Rabbi Moshe Chaim Luzzatto
Il Ramchal
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Un Kabbalista perseguitato
"Tutta la saggezza della
Kabbalah è solamente sapere il Governo del volere divino, per che cosa Egli ha
creato tutte quelle creature? Cosa Lui vuole da loro? Cosa sarà la fine di tutti
i giri del mondo?"
Il Ramchal "La conoscenza
delle saggezze", pagina 21(ebraico)
I testi che egli scrisse
suscitarono molta diffidenza ed ostilità fra i rabbini della comunità (ebraica),
che non capirono per niente l'estrema profondità nascosta nei suoi scritti.
Questa ostilità si trasformò in breve in accuse ed in dure persecuzioni. Essi
obbligarono il suo insegnante, il Rav Bassan, di far giurare al Ramchal di non
pubblicare nulla senza che il testo passasse la censura, e sarebbe stato da essi
controllato o dal suo stesso Rav. Il giuramento, che allora egli prestò, ridusse
in modo considerevole i suoi scritti, ma egli non si diede per vinto, passando
ad insegnare la saggezza della Kabbalah oralmente.
Quando s'inasprirono le
persecuzioni, diventando sempre più dure, il Ramchal fu costretto a lasciare la
sua città natia, e nel 1733 intraprese il viaggio verso Amsterdam. La sua
partenza però non tranquillizzò i rabbini italiani, i quali continuarono a
perseguitarlo ed invitarono perfino il pubblico a riferire loro qualunque
informazione che potesse essere fatta valere per giustificare le accuse a suo
carico. Essi diffusero, per di più, accuse a suo discapito nelle grandi comunità
ebraiche in Germania ed in Polonia. Cosicché, quando il Ramchal soggiornò a
Francoforte, venne intercettato dai rabbini della città e convocato dal
tribunale (rabbinico) per diverse accuse, con l’intento di bruciare i suoi
scritti.
Nonostante il fatto che i giudici non riuscirono a trovare nelle sue
opere nulla che avesse contravvenuto ai limiti che gli furono imposti, essi
decretarono una dura sentenza che lo limitò sempre di più: Egli fu obbligato a
firmare un documento che gli proibiva del tutto di divulgare la Kabbalah, sia
oralmente che per scritto. L'unico manoscritto che portava allora con sé,
"L'articolo della disputa – Maamar Havikuach", fu sequestrato dai rabbini della
città. Per di più fu anche decretato di mettere al bando chiunque avrebbe osato
aiutarlo.
Nel corso dei suoi viaggi,
il Ramchal continuò a prendersi cura dei suoi discepoli italiani, mantenendo con
essi una costante e viva corrispondenza. Nelle sue lettere egli esprimeva il suo
amore e la sua grande preoccupazione e sollecitudine, esortandoli a continuare
senza paura e senza vergogna lo studio de
Il libro dello
Zohar. Il contatto che i
suoi discepoli mantennero con il loro Rav causò molti inconvenienti e
persecuzioni, ma essi si rifiutarono di rinunciare all'eccezionale occasione di
essere i suoi allievi.
In una lettera speciale, il
Ramchal descrisse le sue enormi difficoltà e sofferenze provate durante le
incessanti persecuzioni. Era evidente la sofferenza, dovuto al fatto che gli
venne impedito di realizzare la cosa a lui più cara: divulgare al pubblico la
saggezza della Kabbalah.
Il processo a Francoforte
fu anche l'inizio di una serie di eventi che culminarono con la messa al bando
dei suoi scritti i quali furono dichiarati eretici ed in parte perfino bruciati.
Considerando tutto questo, è proprio emozionante rilevare che anche all'apice
delle persecuzioni il Ramchal continuò a scrivere libri e a mandare lettere ai
suoi discepoli che erano rimasti in Italia.
Una gran luce è venuta al
mondo
"L'anima si diffonde nelle
parti del corpo ed è inclusa
come un insieme
nel cuore segreto della comprensione, che è "il cuore comprende", poiché la
comprensione del cuore è proprio una evidenza dato che, come vedono gli occhi,
così è la comprensione dell'anima la quale è solamente osservare".
Il Ramchal, "Adir bamarom – Immenso nel Cielo"
Dopo che il Ramchal giunse
ad Amsterdam le persecuzioni si attenuarono. Proprie lì, molte persone che
facevano parte della comunità (ebraica), gli chiesero con insistenza di
insegnare loro la Kabbalah. In quel periodo il Ramchal godeva di una relativa
calma, scrivendo allora i suoi libri più eminenti, fra i quali "Mesilat iesharim
– Il percorso dei retti" e " Derech Hashem – La Via del Creatore".
Si racconta che quando il
grande Kabbalista Gaon miVilna (Il Genio di Vilna) lesse per la prima volta il
libro "Mesilat iesharim – Il percorso dei retti"- disse che "Una gran luce è
venuta al mondo" e che, se il Ramchal fosse stato ancora in vita, “ avrebbe
camminato da Vilna per imparare ai piedi di Luzzatto la sua saggezza”.
Nel corso della sua vita il
Ramchal scrisse circa centoventi libri ed anche poesie e commedie. In realtà
però tutti i suoi scritti, senza eccezione, si occupavano della saggezza della
Kabbalah. Egli scrisse inoltre centocinquanta salmi simili ai Salmi (di Davide)
e molte lettere. Tra i suoi libri ci sono "Adir bamarom – Immenso nel Cielo",
"Centotrentotto aperture della saggezza – Kala"ch pithei hochmà", "Migdal Oz –
la Torre della Forza", " Daat vetvunot – Conoscenza e saggezza", "Hoker umekubal
– Investigatore e Kabbalista", etc.
Tra i suoi libri è da
notare un breve e speciale componimento dal nome "Mishkaneì Elion – le Residenze
del Superiore", nel quale egli descrive nei più piccoli particolari la struttura
del Terzo Santuario. "Il Terzo Santuario" simboleggia l'ultima fase, la fase più
elevata della correzione dell'umanità. Il Ramchal, che si elevò all'apice della
"scala spirituale", percepì gli stretti legami fra tutte le anime che si
rivelano in questa situazione, esprimendolo in questo suo articolo.
La generazione non era
degna
Nel 1743 il Ramchal giunse
in Israele e stabilì la sua residenza ad Akko. I suoi ultimi anni di vita, però,
sono come avvolti dalla nebbia. E’ cosa risaputa che il Ramchal e la sua
famiglia morirono a causa di un'epidemia di peste bubbonica, che infestò la
cittadina di Akko nella primavera del 1746, e che venne sepolto a Tiberiade.
Il Ramchal fu indubbiamente
uno dei più grandi Kabbalisti della storia umana. La sua grande influenza è
distinguibile in tutti i grandi Kabbalisti che si svilupparono dopo di lui, dal
Gaon di Vilna, che era l'unico che lo aveva compreso, fino agli ultimi due
grandi Kabbalisti, il Rav Kuk ed il Baal Hasulam.
Proprio a cospetto della
sua speciale figura e del suo forte desiderio di divulgare la saggezza della
Kabbalah, risalta l'ottusità dei suoi contemporanei, i quali lo perseguitarono
crudelmente, danneggiando così il progresso spirituale delle generazioni
successive. A questo proposito, il Meghid di Mazritz disse che la generazione
del Ramchal non era degna di comprendere la sua eminenza.
Ai nostri giorni, noi siamo
testimoni della realizzazione dell'agognato sogno del Ramchal, e della speranza
di altri grandi Kabbalisti che lo seguirono e che dedicarono la propria vita
alla divulgazione della saggezza della Kabbalah. Essi videro il diretto legame
fra la divulgazione della Kabbalah ed il futuro del popolo d'Israele. Il metodo
che essi sognarono di divulgare, oggi si manifesta fra le masse, e prende il suo
posto come l'unico mezzo che ci può portare alla realizzazione della meta della
nostra vita.