Ma Baddy le stava vicino e la consigliava con amore: “Devi guidare sulla destra e fermarti al segnale di stop oppure quando un semaforo è rosso”. Le spiegò cosa significava il limite di velocità e come riconoscere le macchine della polizia, quella dei vigili del fuoco e l’ambulanza. Le disse che a questi mezzi particolari bisogna sempre dare la precedenza perché stavano portando aiuto alle persone.

Quando passarono davanti allo sfasciacarrozze, Baddy le disse: “Vedi Manny? Se farai attenzione e non infrangerai le regole del traffico non arriverai mai qui prima del tempo. Hai una bellissima carrozzeria, un ottimo motore, dei fari che illuminano tutta la notte, benzina nel serbatoio e tante strade sulle quali correre in lungo e in largo a tuo piacimento. E, vedrai, lungo il cammino troverai molte cose interessanti: potrai giocare a nascondino oppure fare le corse. Ecco, lì alla pompa di benzina si fa il rifornimento e poco più giù c’è il lavaggio auto. In quell’edificio luminoso sulla collina si riparano i piccoli guasti, invece là, dietro l’angolo c’è il tuo parcheggio. Bene, mi sembra di averti detto tutto … no! Ho dimenticato un particolare importante! In questa città, anche quando la macchina è ferma, il contachilometri gira ancora e tu, ricorda, hai diecimila chilometri a disposizione. Quindi  sbrigati a fare tutte le cose che desideri fare”.

E Manny si sbrigò. Allegramente percorse le strade della città, a volte trovava nuovi amici, a volte li perdeva quando insieme sfrecciavano lungo le vie in una gara all’ultimo chilometro!

Il momento che Manny amava particolarmente era quando andava a riposare nel suo parcheggio e da lì guardava il cielo e i milioni di piccoli puntini luccicanti simili alla luce dei suoi fari davanti a lei. Amava guardarli e pensare alle tante macchinine sconosciute che venivano illuminate nel buio dagli stessi piccoli puntini luminosi.

Ma, guardando nello spazio infinito del cielo, Manny ogni volta sentiva sempre più forte il vuoto dentro di lei e si sentiva come un peso addosso..  ma non sapeva esattamente cos’era. Le sembrava che questo desiderio invisibile fosse impossibile da soddisfare. In quei momenti cercava nelle strade il suo vecchio amico Baddy, il suo confidente, quello con il quale aveva sentito parlare di una cosa strana chiamata: uomo.  Ma neppure Baddy aveva saputo spiegargli esattamente a cosa si riferisse la parola Uomo.

Con questi pensieri in mente, la vita di Manny cambiò totalmente. Non correva più a giocare a nascondino con gli amici ma trascorreva il suo tempo ad indagare su cosa ci fosse dentro di lei: il volante, le ruote, le frecce e i pedali. I sedili ovviamente, la radio e le luci interne … ma … tutto questo serviva all’Uomo! Tutto di lei era stato costruito per trasportare l’Uomo, invece lei … stava camminando da sola!

Dopo tutto questo tempo Manny comprese che non aveva ancora provato la cosa più importante della sua vita: portare un Uomo, stare con lui, accompagnarlo, proteggerlo dal sole e dalla pioggia, girare per le strade e fermarsi dove Lui desiderava. Di notte, guardando il cielo, spesso vedeva come i piccoli puntini luminosi si staccassero dal loro posto e si dirigessero direttamente verso di lei. Le sembrava che fossero macchinine felici, probabilmente guidate da un Uomo. L’angoscia le cresceva dentro, giorno dopo giorno si sentiva sempre più infelice finché un giorno si fermò.