C’era una volta un grande mago, gentile, generoso e di buon cuore. Ma a differenza di tutti gli altri maghi che si trovano nelle storie dei bambini, questo mago era davvero molto gentile,  ma non aveva nessuno con cui condividere la sua bontà…

Non aveva nessuno di cui prendersi cura, nessuno con cui giocare, nessuno con cui stare, o nessuno a cui pensare. Voleva tanto conoscere qualcuno e prendersene cura…

       perché è molto triste essere soli.

Allora cosa fece? Pensò tra sé e sé:” Ci sono! Farò un sassolino, uno piccolino, ma davvero bello. Lo custodirò e lo accarezzerò delicatamente e lo terrò sempre al mio fianco. E saremo insieme, io ed il sassolino…

      perché è molto triste essere soli.

Fece un gesto con la sua bacchetta magica e CHACK! Un grazioso sassolino si trovò nella mano del buon mago.

Accarezzò il liscio sassolino e lo avvolse amorevolmente nel suo caldo palmo. Gli parlò con amore, ma la pietra non rispose; rimase ferma e silenziosa nella sua mano e cosa peggiore di tutte, non ricambiava il suo amore.

Non importava cosa avesse fatto per il sassolino, questo non sarebbe mai diventato amichevole e nemmeno avrebbe reagito. Pensò, “E’ questo il modo di trattare un buon mago? Come mai questo sassolino tanto carino non risponde? Forse ha qualcosa che non va? Forse se facessi più sassolini diventerebbero più amichevoli e ricambierebbero la mia amicizia?”

Così il mago creò più sassolini, poi pietre sempre più grandi: rocce, colline, montagne, la Terra, ed anche l’intero universo. Ma erano tutte come il primo sassolino: non si muovevano, non parlavano, non rispondevano a niente.

      Ed ancora una volta provò quanto è  triste  essere soli.

Nella sua tristezza, pensò, “Dovrei forse creare una pianta? Sì, una pianta bellissima! La innaffierò, le darò molta aria fresca, farò scendere su lei una calda luce solare, e  le suonerò una dolce musica. La pianta sarà davvero felice, ed allora saremo felici insieme perché…

     è molto triste essere soli.”

Il buon mago agitò ancora una volta la sua bacchetta magica e CHACK! Un grazioso fiorellino apparve alla destra della sua sedia. Con i suoi petali rosati e le sue lunghe foglie, il fiore era proprio come il mago l’avevo immaginato.

Era così emozionato che cominciò a saltare tutto intorno al fiore e cantò le canzoni più gioiose che conosceva. Ma la pianta non danzava con lui; non cantava neppure. Tutto ciò che faceva era crescere quando innaffiata, ed appassire quando non lo era. Questo non era abbastanza per il buon mago, che voleva dare il suo cuore e la sua anima al suo amico fiore.

Di nuovo il mago pensò, “E’ questo il modo di trattare un mago? Come mai questo fiorellino grazioso non risponde? Forse dovrei creare più fiori. Forse ricambieranno la mia amicizia”.

Allora il mago fece tutti i tipi di piante: campi con tappeti di fiori rossi, gialli e blu, boschi e foreste, vaste savane e fitte giungle. Ma non contava il tipo di pianta che faceva, tutte si comportavano proprio come il primo fiore.