Il giorno dopo si aprirono i cancelli della Reggia e i
servitori fecero entrare a turno i musicisti nella stanza
della Principessa dai capelli rossi.
Per
primo entrò il violinista con in mano il suo violino. «Curerò la Principessa con
la melodia del violino, perché è il più nobile di tutti gli strumenti musicali»,
annunciò l’artista con fare sdegnoso. Toccò le corde con l’archetto confezionato
con peli scelti di cavallo e iniziò a suonare. In quello stesso istante uscì dal
violino una melodia bella e delicata. Ma la Principessa dai capelli rossi non
reagì.
«La sua
musica non ha avuto successo, signor violinista», disse il medico, e il
violinista uscì, deluso.
Dopo di
lui, entrò nella stanza il flautista e disse: «Non appena avrà ascoltato la
melodia del flauto, che è limpida come l’aria di montagna, la Principessa
guarirà!». In effetti la melodia del flauto si riversò dalla finestra sino al
cortile, e chiunque la ascoltò si fermò per sentirla. Ma la Principessa non ebbe
alcuna reazione neanche questa volta.

«Il
flauto non é adatto», esclamò il medico, ed il flautista se ne tornò, affranto,
in cortile.
A questo
punto entrarono nella stanza quattro servitori trasportando sulle spalle un
pianoforte. Il pianista si sedette al piano ed annunciò: «Io guarirò la
Principessa perché la melodia del pianoforte è la più emozionante».
Iniziò a
suonare e la musica si diffuse oltre la finestra aperta, fino in strada,
emozionando tutti gli abitanti della città. La Regina, però, che era seduta
vicino alla Principessa, gli disse: «É meglio che lei smetta di suonare perché
gli occhi della Principessa si stanno già riempiendo di lacrime». Il pianista
uscì velocemente, e con lui i quattro servitori ed il pianoforte.
All’improvviso nella stanza, entrò un giovane a mani vuote, con un abito nero a
lunghe falde.
«Chi
sei?»
Chiese il Re.
«Sono un
direttore d’orchestra, Vostra Altezza», rispose il giovane ed aggiunse
sorridendo: «Ed io lo so quale musica curerà Vostra figlia». Il Re gli chiese,
meravigliato, «Quale strumento musicale suonerai»? Il direttore d'orchestra non
rispose e chiese solamente: «Vostra Altezza, lasciatemi uscire un momento in
cortile e tornerò con la musica più bella del mondo». Il Re, che aveva quasi
perso ogni speranza, diede il permesso al giovane e gli disse: «Và pure, ma
torna al più presto, perché sembra che le condizioni della Principessa stiano
peggiorando». Subito dopo il direttore d'orchestra tornò col violinista, il
flautista ed il pianista, assieme al piano naturalmente. Ma i musicisti se ne
stavano tutti in disparte, pieni di vergogna poveretti.