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Una scuola per imparare a vivere |
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di Riggan Shilstone
L’educazione è il processo che riguarda le interazioni e
le reazioni che riceviamo dal nostro ambiente. La
Kabbalah ci insegna ad utilizzare il potere del nostro
ambiente per muoverci nel modo giusto in questo mondo
che sta cambiando.
Fino
a quando risalgono i ricordi della vostra infanzia? Se
siete come me, forse i primi ricordi risalgono ai 4 o 5
anni. Coloro che hanno dei ricordi più chiari, o che
hanno avuto la possibilità di osservare un bambino,
conoscono la meravigliosa trasformazione che avviene in
ogni singolo giorno dell’infanzia. Tutti noi iniziamo a
vivere con pochi e precisi istinti – come succhiare,
afferrare un dito, o come lamentarci quando non stiamo
bene. A tutte le nostre necessità provvedono
immediatamente i nostri attentissimi genitori.
Presto, tuttavia, impariamo come fare a manipolare
l’ambiente che ci circonda. Quelle nostre graziose
smorfiette strappano una risatina alla mamma, e allora
si tenta sempre di trovare il modo di ripeterle.
Scopriamo che masticare delle gommine dolci ci fa bene
alle gengive, e così ci impegniamo per tenerle in bocca
invece di ficcarcele negli occhi. Virtualmente, in ogni
singolo momento in cui un bambino piccolino è sveglio,
la sua mente cerca di creare delle nuove connessione su
come funzionino ed interagiscano il suo corpo ed il
mondo che lo circonda.
Diventando più grandi, continuiamo ad allargare i nostri
orizzonti, valutando ogni situazione per determinare
come poter ottenere il massimo piacere possibile
impiegando il minimo sforzo. E’ una cosa che ci viene
naturale proprio come respirare, ed il mondo ci dà delle
immediate risposte per aiutarci ad aggiustare il nostro
comportamento. Quale bambina di 6 anni non ha imparato
che, guardando il suo papà con gli occhioni spalancati
e dicendo “Per favoreeeeeeeeeeeee!”, molto probabilmente
otterrà quello che vuole? Quanti ragazzini scoprono con
difficoltà che prendersela con il compagno più grasso e
robusto della classe non porta e niente di buono?
Entrare in Classe
Le particolari circostanze che funzionano o non
funzionano per noi nel nostro ambiente formano la nostra
condotta ed il nostro futuro con una forza che di solito
è quasi impossibile poi fermare.
Comunque, questa forza potente ed inevitabile non è ciò
che intendiamo per “educazione”. Usiamo, invece, questo
termine per riferirci ad un insieme di fatti, esperienze
ed idee che ci vengono imposti da una qualche autorità
esterna. A dire il vero, tutto questo insieme di
“educazione formale” viene poi persa non appena i
giovani lasciano la scuola. Quanti di voi sanno a
memoria i nomi di tutti i presidenti degli USA o le
capitali di tutti e 50 gli stati? Siete in grado di
risolvere un’equazione polivalente, o ricordate la
differenza tra il legame ionico e covalente?
La nostra concentrazione su una educazione che di basi
su fatti e riferimenti personali ha parecchie e
sfortunate conseguenze. Per molte persone, questo
processo è così doloroso da creare un’avversione contro
l’insegnamento che può durare tutta la vita. Molte
persone non possono aspettare di diplomarsi per imparare
le nozioni basilari del lavoro così da arrivare a
chiudere con “l’educazione”. I cambiamenti della vita,
che richiedono l’acquisizione di nuove esperienze, sono
vissuti poi come delle situazioni estremamente
traumatiche, piuttosto che come dei normalissimi
passaggi della vita.
Dove ci manca “l’educazione”
Per
essere più critici, possiamo dire che la nostra
concentrazione sull’insegnamento all’interno delle
classi ci allontana dalla vera educazione che possiamo
trarre attraverso la nostra personale
scoperta del mondo. Siamo tutti influenzati
inconsciamente dall’ambiente che ci circonda. Reagiamo e
ci regoliamo in base al piacere o al dolore che ci
provocano le nostre azioni. Ogni volta che cambia
l’ambiente che ci circonda, sia che si tratti di fare la
conoscenza di un nuovo amico o di cambiamenti più
importanti come il matrimonio, un nuovo lavoro, un
trasloco, dobbiamo imparare delle nuove “regole” di
comportamento e ci dobbiamo regolare in base a queste
circostanze che cambiano. Ma immaginate il potere di cui
disporremmo, se avessimo imparato le tecniche necessarie
per usare in modo attivo questo meccanismo che dà forma
alle nostre vite e al mondo che abbiamo intorno? La
nostra sensibilità rispetto al rapporto causa ed effetto
delle relazioni aumenterebbe in misura esponenziale, se
fossimo attenti a queste reazioni e ci regolassimo di
conseguenza.
Risposte per un nuovo mondo
Questa è, infatti, la soluzione a molte delle crisi che
stiamo vivendo oggi. Il mondo intorno a noi è
fondamentalmente cambiato: oggi viviamo in un mondo
globale ed interconnesso. Il problema è che siamo
cresciuti in un mondo in cui la competizione,
l’indipendenza e l’isolamento sono stati la norma. Gli
schemi e i comportamenti che hanno funzionato in questo
vecchio mondo ora non hanno più effetti positivi nel
nuovo mondo, e gli eventi che accadono ci stanno
trasmettendo questo messaggio in modo chiaro e tondo.
Purtroppo abbiamo perso la capacità di ascoltare.
La risposta? Dobbiamo adottare un concetto più vasto di
educazione ed dobbiamo imparare ad usarlo a nostro
vantaggio. Dobbiamo sintonizzarci con quanto gli eventi
del mondo ci stanno dicendo, e cioè che il problema si
trova nella connessione che c’è tra di noi. Dobbiamo
modificarci per essere in linea con questo messaggio,
piuttosto che continuare a tentare di far funzionare
delle vecchie soluzioni per delle nuove circostanze. Gli
strumenti per accordarci con queste nuove situazioni
dell’interconnessione globale posso essere trovati nei
metodi della Kabbalah, che insegnano come trasformare le
relazioni umane dando loro una forma che sia quella
della reciprocità e del vantaggio per tutti. La Kabbalah
ci può mostrare come ritornare alla “scuola per imparare
a vivere” in cui facciamo delle nuove esperienze con gli
occhi spalancati, cercando le connessioni e le
conseguenze proprio come facevamo da bambini.
Le risposte che ci servono sono lì, basterebbe cercarle.
Ed in questo modo, potremmo stabilire quali sono le
esperienze e le capacità che consideriamo veramente
importanti per noi ( e per i nostri figli) per conoscere
la vita.
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