Concentrare i pensieri
Preparazione alla
lezione
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Prima di dormire
Andare a dormire in uno stato
di completezza, leggendo un breve passo sull’unione e sulla propria connessione
con il Creatore, pensando: «Adesso mi metto nelle mani del Creatore, e basta».
Risveglio al mattino
Svegliarsi al mattino sulla
linea di destra, con lo stesso pensiero con cui si è andati a dormire, e poi
gradualmente aggiungere ad esso la critica: «Qual è il beneficio di svegliarmi?
Cosa voglio ottenere dal mio studio? In che cosa il mio studio di oggi sarà
diverso da quello di ieri e quale influenza voglio raggiungere durante la
giornata?».
Preparazione alla lezione
Dieci minuti prima dell’inizio
della lezione del mattino concentratevi su questo pensiero: «Adesso io entro
alla lezione con il gruppo e voglio sentire il vaso mondiale che “combatte” per
arrivare alla sorgente».
Voglio avere una tale impressione di tutto ciò, da rimanere tutta la giornata
con lo stesso pensiero e con la stessa sensazione. Tutte le mie azioni durante
questa giornata mi appariranno come atti esteriori, ed in me su tutto ciò verrà
impresso questo pensiero: «Io
e il vaso mondiale e la connessione con il Creatore, e da qui mi rivolgerò al
mondo esterno che verrà chiamato davvero “esteriore”.»
Questa è l’intenzione, la
sensazione e la preghiera che dobbiamo obbligatoriamente avere prima della
lezione: «Io, attraverso la società ed il vaso generale, con il Creatore».
La lezione – perfezione e mancanza insieme
«Prima della lezione tu sei
obbligato ad entrare in completezza». Con ogni cosa tu voglia entrare in
contatto, devi essere nell’equivalenza della forma. La Toràh, le Luci e la
completezza; se vuoi ricevere tutto questo devi essere in uno stato di
perfezione. La completezza è completezza di fiducia, è sicurezza, è la
completezza del Creatore; completezza perché il Creatore é completo, Egli è
Colui che vuole, Egli è Colui che da tutto. Tu controlli (ndr. solo) il
tuo vaso e l’attitudine del Creatore verso di te.
Queste sono due situazioni
diverse. Da una parte c’è la Sua attitudine verso di me, ed in ciò io ho una
completa fiducia (ndr. del Suo) bene nei miei confronti, e la sicurezza
che Lui mi salverà. Io non ho alcun dubbio di questo. Dall’altra parte, la mia
situazione non è ancora completa, mi trovo in una mancanza di pienezza ed in
una mancanza di equivalenza della forma con Lui. Non posso dare a Lui, non posso
influenzarlo e neanche posso essere con Lui nell’azione di Dazione reciproca.
Devo comprendere la perfezione del libro e dell’autore, riconoscendo la
completezza del tema che viene studiato, vale a dire, le azioni del Creatore.
Da un lato mi trovo ad un solo
passo dalla sala del tesoro. Mi è stato consegnato l’invito per entrare
nell’eternità della perfezione. Dall’altro lato cosa mi manca per poter accettare questo invito? Cosa mi manca per poter chiarire tutta la situazione?
Mi manca proprio quella completezza di cui parla il libro, l’accuratezza della
Dazione. Altrimenti, invece di attirare la Luce circostante, cercherò ancora
una volta altri riempimenti egoistici.
Prima della lezione, la
mancanza deve essere proprio per quel gradino di cui parla il libro. Questa
deve essere l’unione con
Atzilùt, io devo elevarmi ancora più in alto, con
la mia mancanza, per attirare la Luce.
Ricordare l’intenzione durante la lezione
«Dobbiamo unirci in un’unica
intenzione, insieme. Non dobbiamo dimenticare che studiamo insieme, perché
attraverso lo studio in comune otteniamo la forza che ci innalza.
Se dimenticheremo questo, ed ognuno studierà da solo e si preoccuperà solo di
se stesso, andremo incontro proprio ad una perdita. Perciò noi, tutti assieme, penseremo e studieremo, ed assieme desidereremo lo stesso unico traguardo».
La preghiera interiore
È il desiderio interiore
dell’uomo. Il desiderio che si compiano, negli amici, in tutto il gruppo ed in
tutta l’assemblea, le leggi del vaso comune, dell’Adam ha-Rishòn
che una
volta corretto riceve la Luce di
Ein-Sof, la rivelazione del Creatore,
vale a dire il desiderio di percepire come il Creatore si veste in noi e si
rivela a noi, senza nessuna limitazione. Dobbiamo aspettarci questo in ogni
istante. La preghiera interiore è molto più che un grido, perché è tramite essa
che “si oltrepassa la barriera”. E cosa abbiamo da temere? Di perdere la
paura di dimenticare. La cosa più importante è temere che la dimenticanza ci
porti ad essere un nucleo estraneo, una cellula cancerogena che causerà un
grande danno al corpo generale, un danno che si ritorcerà contro di noi.