Preparazione interiore per la riunione mondiale degli amici
Il commento del Rav Laitman all’articolo “L’ordine della riunione
degli Amici”
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1.
Prima ancora di riunirci occorrerà determinare l’importanza degli amici
...Perché vieni a questa
riunione? Cosa ti danno questi “fannulloni”? Cosa vuoi dalla vita? Come mai sei
capitato qui?
In ogni caso devi darti una
regola, per risvegliare queste cose in te ed impedirti di offuscarle,
altrimenti non ne ricaverai alcun beneficio; sei costretto a farlo, ma con
un’intenzione finalizzata allo scopo.
Tu vai all’assemblea degli
amici e ti concentri sul fatto che ti stai preparando alla riunione. Inizi a
cercare le motivazioni, e ti chiedi perché mai hai bisogno di questa assemblea.
Solo perché è scritto che in un tal giorno ci si deve riunire, e di nuovo devi
sprecare un’altra serata? Oppure, forse, ti va proprio di esserci, o chissà,
forse ci vieni per evitare l'imbarazzo di rifiutare l’invito?
Un’altra possibilità è quella
di risvegliare in te un tale desiderio, che anche se non fosse stata fissata
un'assemblea, e se nemmeno uno volesse radunarsi, saresti tu a radunare gli
amici, ed anche con vigore. Questo è ciò che viene chiamato «prima ancora di
riunirci occorrerà determinare l’importanza degli amici». Senza di loro tu
non raggiungerai il traguardo. E per di più, anche senza la loro stessa
necessità del traguardo, tu non lo raggiungerai. La loro necessità è infatti il
tuo carburante. Allora ti accorgerai che se non fai tutto questo almeno una
volta la settimana, e non ne farai uso ogni giorno, fino alla prossima volta,
rimarrai senza nulla, ti cancelleranno tutta la vita e così tornerai a casa.
Bisogna arrivare
all'importanza. Tutto questo si chiama preordinare l'importanza degli amici. È
come scrisse il
Rabash: «Come mai ho scelto questi amici».
2.
Deve fare un’autocritica e chiedersi: in che misura egli dà alla società?
Vale a dire, se la società è
così importante, e se tu comprendi senza ombra di dubbio che senza di lei non
avrai il vaso per la rivelazione del Creatore, per la ricezione della
Skhinà,
la Divina presenza, per il riempimento della Divina presenza con lo Shochèn,
Colui che ci risiede, e ancora per tutto ciò che tu potrai mai immaginare,
allora fino a che punto tutto questo è importante per te? La risposta è: fino a
quanto il traguardo è una tua necessità, nella stessa misura ti deve essere
indispensabile il vaso per arrivare al traguardo. Non è possibile che il
traguardo sia importante e la società non lo sia. Una tale contraddizione nasce
dall'incomprensione fra il mezzo ed il traguardo. E’ vero che il traguardo è il
Creatore, ma il mezzo, tramite il quale il Creatore si rivela, è questa società
corretta.
E se è cosi, chi potrebbe
preparare questo vaso? Forse io? O magari qualcun altro nella società? Forse il
Rav, o anche qualcuno da lassù? Dopo tutti i pensieri e le distinzioni, devi
arrivare allo stadio in cui questo vaso è tutto nelle tue mani, al cento per
cento. Se non contribuirai alla società e non risveglierai la società al cento
per cento verso la creazione di questo vaso, non accadrà nulla per loro. Tu devi
essere convinto al cento per cento della tua capacità di risvegliare la società
al massimo livello per ricomporre il vaso. Devi essere convinto con tutto te
stesso che se gli amici non si sveglieranno al cento per cento nel loro
impegno sul lavoro di ricomposizione del vaso, allora rimarrai con lo zero per
cento di speranza di giungere al traguardo.
Vale a dire, se non
risveglierai gli amici, non arriverai al traguardo, e se gli amici non ti
sveglieranno, a loro volta essi non arriveranno al traguardo, perché tu non ci
sarai arrivato. Il legame deve essere reciproco, e questo già ti riporta al
sentimento della garanzia,
L’Arvùt,
ed al sentimento di impotenza delle tue sole forze. Tu ti ritrovi nelle mani
della società, non puoi influenzarli realmente né tanto meno obbligarli, e non
puoi nemmeno acquisire la loro garanzia, cioè che ti diano il loro vaso. Tu
puoi obbligarli solo attraverso l’amore, e nient'altro.
L’amore è l’unica cosa che
potrebbe obbligare gli amici. L’amore li costringerà anche se ora essi non
vogliono. Se hanno un punto che è legato al traguardo, tu li potrai obbligare ad
amarti col tuo amore. Questa è la legge dell’amore. Se uno comincia ad
amare l'altro e a dare a lui, egli vorrà ricevere questo amore in cambio, e a
tutto questo lui, senza dubbio, arriverà. Anche nella vita materiale, se vi è un
legame tra una donna meno dotata ed un uomo più dotato, la donna, attraverso la
sua dazione e l'attenzione e i doni che da all’uomo, può obbligarlo ad amarla.
E, infatti, fra noi che ci
troviamo all’interno del gruppo, vi è un certo legame. Vale a dire, anche se il
divario sarà molto grande, se vi è già l’inizio di un legame, allora dobbiamo
sapere che «l’amore cancella ogni colpa», niente può resistere ad una tale
propensione, dal piccolo verso il grande, e non importa neanche il genere di
persone fra le quali il legame intercorre.
In tal caso, devi capire che
se non amerai gli altri al cento per cento, loro non si sveglieranno e non avrai
il loro vaso per raggiungere il traguardo. Il risveglio degli amici nei tuoi
confronti dipende totalmente dall’amore che hai verso di loro. L'amore non
dipende da loro, ma soltanto da te. Ma come conseguenza si risveglia in te una
paura: se tu li ami, dai loro sostegno? Se sei disposto a tutto per loro, anche
ad annullare te stesso per loro, a rinunciare completamente a te stesso, e a
servirli soltanto, secondo la legge dell’amore... se sei disposto a tutto questo,
senza ombra di dubbio otterrai una reazione da loro.
Perché non è che vieni da loro
per ricevere, ma vieni da loro per dare, ed è per questo che diciamo che la
materialità dell'amico è la mia Spiritualità. Tu consideri l’amico come
l'oggetto del tuo desiderio di dare, la sua mancanza materiale è la tua
Spiritualità, ed in cambio a questo riceverai forze Spirituali.
Devi essere certo che, come
conseguenza delle tue azioni, riceverai L'Arvut, la garanzia. Non è
l'amore che tu esigi da loro, poiché se esigessi da loro l'amore lo faresti con
lo scopo di ricevere. Tu esigi da loro L'Arvut.
Che cos’è L'Arvut?
La sicurezza, la fiducia di arrivare al Creatore, tu esigi da loro che ti
ispirino un certo atteggiamento in cambio del tuo amore, esigi di essere spinto
da una certezza, ed all’improvviso ti troverai a non pensare a questo mondo.
Sei come un neonato che si
ritrova fra le braccia della madre, ma non sa dove si trova, no sa nulla, e
nonostante ciò ha la netta sensazione di trovarsi nel posto giusto, non deve
assolutamente preoccuparsi di nulla. Se tu dai amore alla società, ricevi in
cambio da essa una tale forza ed un tale impegno, che non pensi più a questo
mondo; questo ti dà la possibilità di staccarti da questo mondo, e sebbene operi
in esso normalmente, non sarà realmente importante per te cosa succeda qua, e
non importa come tu lo esprimi, se il mondo intero appartiene a te o meno, in
ogni caso ti sentiresti indipendente, e percepiresti te stesso solo nel contatto
con il Creatore. Questa fiducia è L'Arvùt, e si acquisisce dalla società
dando in cambio amore.
3.
Che preghi che il Signore Benedetto gli dia forza e desiderio di essere
impegnato nell’amore degli amici
Fine ed inizio devono essere
collegati fra di loro, tu incominci con lo scopo della Creazione e finisci con
essa, nessuna tua azione può avere successo, se non comincia dall’inizio con il
Creatore. Il Creatore ti da il desiderio, la forza e la giusta direzione. Anche
al principio del cammino, quando ti sembra che sei stato tu ad iniziarlo, in
realtà era stato Lui a farlo, perciò hai provato quello che hai provato.
E ora che ti rivolgi alla
società, per ricevere in cambio la fiducia per poterti rivolgere a Lui, tu
chiederai a Lui le forze, perché sempre, in ogni singola azione «Io, Lui, il
Santo Benedetto, e la Toràh» saranno connessi insieme in un unico punto.
Altrimenti questo gesto non avrà successo. All’interno della forza che utilizzi
per rivolgerti agli amici, e con la quale tu lavori, il Creatore deve essere
attivo al cento per cento, perché tu ti aggrappi al Creatore come un neonato
che si aggrappa alla propria madre e si aspetta che agisca per lui. Il neonato
si stringe a lei e le mostra cosa deve fare, tutti noi conosciamo il modo in cui
operano i neonati.
4.
Che si metta ora a pensare, come se la sua preghiera fosse accettata, e che si
sieda, in gioia con gli amici
Che si metta ora a pensare
come se la sua preghiera fosse accettata, significa che il Creatore gli dà la
forza di amare gli amici. L'uomo è sicuro che in cambio del suo amore per gli
amici egli riceverà L'Arvùt da loro. E se riceverà da loro L'Arvùt,
aderirà al Creatore. L'Arvùt gli rifornisce questa condizione, questa
capacità.
Ed allora, se questa preghiera
sarà accettata completamente ed il Creatore metterà in pratica questa azione su
di lui, egli sarà seduto con gioia fra gli amici. La gioia deve essere
manifestata come il risultato del chiarimento di tutto il processo, altrimenti
questa sarà una gioia beffarda.
5.
Che ogni singolo amico, parli secondo la propria capacità dell'importanza della
società, cioè quali profitti gli porteranno i membri della società, poiché egli
comprende che da solo non li potrebbe ottenere
Tutti noi stiamo parlando ora
dell’importanza della società, perché ora abbiamo nelle nostre mani questo
immenso tesoro per mezzo del quale risvegliamo la Divina presenza, la
Malchut, il
vaso comune nel quale si posa il Creatore. Se lo rivelassimo, troveremmo in Lui
noi stessi,ed insieme la Luce Superiore. Nessuno di noi può ottenere tutto
questo con le sue sole forze, ognuno dipende dagli altri, ed è solo con il
proprio amore che potrebbe obbligare anche gli altri. Noi ci innalziamo, con il
nostro lavoro comune, verso il Creatore, perché faccia queste azioni, perché ci
conceda questo atto, attraverso di noi e per noi, perché ci uniamo a Lui e
diventiamo come Lui.
6.
Nel tempo in cui lascia l’assemblea, che si senta in uno stato di completezza
Se abbiamo messo in pratica
tutti questi gesti, è come se avessimo ottenuto il traguardo al cento per cento.
Dovremmo provare una sensazione di sicurezza e di gioia perché ci siamo connessi
al livello finale. Lo stadio finale esiste, e se non l'abbiamo ottenuto di
fatto, ecco che abbiamo ancora qualcosa da fare nel cammino, perché tutte le
azioni che rappresentano questo cammino e che noi possiamo mettere in pratica,
hanno un significato notevole, non meno grande del raggiungimento del traguardo
finale.
Il Creatore prova piacere da
coloro che si trovano, per l'appunto, nel mezzo del cammino e che si dedicano a
questo sforzo. Facendo così diamo a Lui un piacere molto più grande di quello
che proverebbe nel momento in cui avremo ricevuto la ricompensa. E' con questa
stessa gioia che dobbiamo lasciare la riunione degli amici, perché questo
dovrebbe darci l'ispirazione sufficiente per l’intera settimana.
L’uomo deve prestare
attenzione per ritrovarsi ogni volta in questo vaso ed in questa Luce allo
stesso momento. Sono gli stessi chiarimenti che vengono fatti in questi 6
paragrafi, che devono trovarsi in ognuno di noi. Dobbiamo ritrovarci nelle
stesse sensazioni, nelle stesse distinzioni, nella stessa emozione vitale.
Questo è l'ordine della seduta
della società.
Articolo tratto dal libricino “Preparazione e
Attacco”