La Pace nel Mondo
(Prima Parte)
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Considerazioni e critica
rispetto a domande sui fattori che causano l'assenza della pace, sui consigli
dei riparatori del mondo e il loro confronto con la realtà. L'indagine del
"Bene" che si basa sul "La Misericordia e la Verità, la Giustizia e la Pace"
secondo come è accennata nel Libro dei Salmi.
La Misericordia – Hesed e la Verità – Emet si sono incontrate, la Giustizia –
Zedek e la Pace – Shalom si sono baciate, la Verità germoglierà dalla terra e la
Giustizia è vista dal Cielo, anche il Signore darà il Bene e la nostra terra
darà i suoi prodotti.
(Salmi, 85, 11-13)
Ogni cosa
non è valutata secondo come appare in un determinato momento ma secondo la
misura del suo sviluppo.
Ogni cosa esistente nella
realtà, sia buona che cattiva, persino la cosa più maligna e dannosa al mondo,
ha il diritto di esistere ed è vietato distruggerla ed estirparla totalmente dal
mondo. Ci è stato imposto però, solo di correggerla e di indurla al Meglio,
poiché qualunque osservazione dell'opera della Creazione è sufficiente per
insegnarci la grandezza della perfezione del suo Artefice e del suo Creatore. Di
conseguenza dobbiamo comprendere di dover guardarci dall'attribuire anche una
sola pecca a qualunque dettaglio della Creazione, affermando che esso è
superfluo e di nessuna utilità, dato che (affermando) ciò, parrebbe, non
sia mai, una sorta di oltraggio all'Artefice di tutto questo.
È noto a tutti,
indubbiamente, che il Creatore, benedetto Egli sia, non ha completato la
Creazione, quando è stata creata, e così vediamo in ogni angolo della realtà
che ci appare davanti, sia nella sua generalità che nel particolare, che
quest’ultima è sottoposta a leggi di graduale sviluppo, dalla fase d'assenza
fino al termine del suo sviluppo. Per questa ragione, quando gustiamo il sapore
amaro di un frutto all'inizio della sua maturazione, la cosa, da noi, non è
considerata come aver trovato una deformazione ed un difetto nel frutto. Questo
è dovuto al fatto che noi tutti, ne conosciamo la causa, che è quella, che il
frutto non ha ancora terminato il processo dello sviluppo nella sua completezza.
Altrettanto per quanto
riguarda il resto degli elementi della realtà: quando un particolare ci sembra
maligno e dannoso, questo non è altro che l'auto – testimonianza del medesimo
elemento, d'essere ancora in una fase di passaggio nel suo processo di sviluppo.
Quindi non possiamo decidere che il frutto è cattivo e non si deve
attribuirgli un vizio, perché non sarebbe una cosa saggia.
La debolezza
dei "riparatori del mondo"
Questa è la chiave per
comprendere la debolezza dei riparatori del mondo che si sono eretti in
confronto alle loro generazioni, considerando l'uomo come una macchina che non
funziona in modo giusto e che ha bisogno di essere riparata, vale a dire
rimuovere tutte le parti guaste e cambiarle con altre riparate.
Tutto ciò, poiché, lo scopo
di quei riparatori del mondo è solamente quello di sradicare tutto il male e
tutto ciò che apporta danno alla specie umana, ma la verità è, che se il
Creatore non si fosse eretto contro di loro, essi stessi sarebbero riusciti già
da tempo a vagliare l'uomo come in un setaccio e lasciare in lui solamente ciò
che è buono ed utile.
Però, dato che il
Creatore, benedetto Egli sia, sorveglia su tutti gli elementi della sua
Creazione molto meticolosamente e non permette a nessuno di distruggere
qualunque cosa nel Suo dominio, ma (permette) solo di riportarlo e
convertirlo al Meglio, come suddetto, e quindi tutti i riparatori del tipo
ricordato spariranno dalla faccia della terra mentre le inclinazioni maligne non
svaniranno. Essi esistono e contano il numero dei gradini dello sviluppo che
sono obbligati a compiere fino a che giungeranno al termine della loro
maturazione.
Allora, quando questo
succederà, le stesse inclinazioni maligne si capovolgeranno e
diventeranno inclinazioni buone e benefiche, come il Creatore le ha ideate da
principio. Questo è simile al frutto che cresce sui rami dell'albero, aspettando
e contando i giorni ed i mesi che devono ancora passare fino a che terminerà la
sua maturazione ed allora rivelerà il suo gusto e la sua dolcezza ad ogni uomo.
Se lo hanno
meritato – Io li solleciterò – ahishena, se non lo hanno meritato - a
suo tempo – beitò
In verità, bisogna sapere,
che la legge dello sviluppo suddetta, si estende su tutta la realtà, la quale
assicura di riportare tutto il male al bene ed al benefico, attuando tutte le
sue azioni con la forza del Governo del Cielo dall'Alto, vale a dire senza
chiedere il parere delle persone che vivono sulla terra. Il Creatore, di fronte
a ciò, ha dato intelletto e potere all'uomo e gli ha anche permesso di
ricevere quella stessa legge di sviluppo che sottostà alla sua stessa autorità e
governo, ed è (quindi) nelle sue mani (la possibilità) di
affrettare e sollecitare il processo di sviluppo secondo il suo desiderio,
liberamente, e senza essere per nulla dipendente dalle catene del tempo.
Ne consegue che ci sono qui
due dominii che operano nelle vie dello sviluppo come è stato riferito: uno è
"Il Governo del Cielo" che si assicura di riportare ogni cosa malefica e
dannosa al bene ed al benefico. Però esso giunge a suo tempo, secondo il suo
modo, con pesantezza ed in tempi lunghi, e c'è anche il dominio della terra.
Quando "la cosa che si
sviluppa" è un essere vivente ed è sensibile, soffre di dolori e terribili
sofferenze, quando si trova sotto il "compressore dello sviluppo", un
compressore che conquista la sua meta molto crudelmente.
Il "Governo della terra"
invece, è composto da persone che si sono impadronite delle leggi dello
sviluppo, di cui si è parlato, sotto il loro dominio, ottenendo (così)
la forza di liberarsi del tutto dalle catene del tempo, affrettando molto la
conclusione, vale a dire il termine della maturazione e della correzione della
cosa, che sarebbe il termine del proprio sviluppo.
Queste sono le parole che
proferirono i nostri saggi sul termine della redenzione e delle correzioni di
Israel. E così hanno chiarito il verso: «Io sono il Signore, a suo tempo, Io
affretterò». Se essi meritano sarà "Io affretterò", se non meritano sarà "a suo
tempo", volendo dire che se essi - Israel - saranno degni, essi prenderanno la
legge dello sviluppo per percorrere le loro qualità maligne e trasformarle in
buone qualità, riportando ciò, con il loro stesso potere. Questo significa
che essi useranno il loro cuore e la loro mente per correggere se stessi e
tutte le qualità maligne che sono in essi per capovolgerle in buone qualità,
allora (si avrà) "Ahishena – Io affretterò", vale a dire che si
troveranno completamente liberati dalle catene del tempo, e questo termine
dipenderà da ora in poi solamente dal loro desiderio, ciò è solamente
secondo l’ampiezza delle azioni e dell'attenzione. E così, si troveranno a
sollecitare il termine.
Però, se essi non avranno
meritato di riuscire a correggere le loro qualità maligne attraverso il loro
stesso potere, lasciandole invece, al Governo del Cielo, anche allora avranno
la certezza del termine della loro redenzione e del termine della loro
correzione, dato che c'è la massima certezza nel Governo del Cielo, che opera
secondo la legge dello sviluppo graduale, livello dopo livello, fino a
che capovolge tutto ciò che è male e dannoso in bene ed utile, come il frutto
sull'albero, ed il termine del tutto è assicurato, solo che "Beitò – a
suo tempo", vuol dire che la cosa ormai è dipendente ed è del tutto collegata al
tempo.
Perché secondo la suddetta
legge, dello sviluppo graduale, fino a che il tempo raggiungerà il suo termine,
devono trascorrere per lui vari e molteplici gradini – livelli che tendono a
giungere pesantemente, con gran lentezza e in una lunghezza di tempo che
dura moltissimo. E dato che per quanto riguarda quello che consideriamo "La
cosa che si sviluppa" si tratta di esseri viventi, esseri che percepiscono, e di
conseguenza, dovranno ricevere in queste situazioni di sviluppo anche grandi e
terribili sofferenze, poiché tutta la forza che preme e che si trova in quei
gradini per innalzare l'uomo da un gradino inferiore ad un gradino superiore al
precedente, non è altro che la forza pressante delle sofferenze e dei dolori,
che si sono ammassati nel gradino inferiore e non potendoli sopportare, si
arriva di conseguenza a dovere abbandonare quel (dato) gradino per
salire al gradino (successivo) superiore al precedente, secondo come
dissero i nostri saggi: «Ma il Signore, benedetto Egli sia, pone su di loro un
Re i cui decreti sono duri come Haman ed Israel che ravvedendosi
sarà riportata al Meglio».
Ecco che il termine
promesso ad Israel, secondo la legge dello sviluppo graduale che è stata
ricordata, è denominato "beitò – a suo tempo", che vuol dire, collegato
alle corde del tempo. Ed il termine promesso ad Israel, arriverà quando avranno
sviluppato le loro qualità attraverso il loro stesso potere ed è denominato "ahishena
– Io affretterò", vale a dire che è del tutto indipendente dal tempo.
Il bene ed
il male sono valutati secondo l'azione dell'individuo nei riguardi della società
Prima di accingerci ad
esaminare la correzione del male che si trova nella specie umana, è necessario
determinare in precedenza il valore di questi nomi astratti: bene e male. Vale a
dire, quando noi definiamo un'azione o un attributo con l'aggettivo buono o
cattivo, c'è da chiarire, rispetto a chi quello stesso attributo o l'azione
stessa sono buoni o cattivi.
Per comprenderlo è
necessario conoscere molto bene il valore proporzionale che c'è fra l'individuo
e la collettività, vale a dire fra l'individuo rispetto alla sua società,
società nell'ambito della quale egli vive, e dalla quale egli si alimenta, sia
materialmente che spiritualmente.
La realtà ci indica che non
c'è nessun diritto di esistenza per un individuo nel caso che egli si isoli,
senza (avere attorno a se) una collettività di un sufficiente numero di
persone, che lo servano e aiutino a provvedere ai suoi bisogni. Ne consegue che
l'uomo è stato creato sin dall'inizio per vivere una vita sociale ed ogni
singolo individuo nella società è come una rotella che è collegata ad un numero
di rotelle, condizionati in un unica macchina, quando una singola rotella non ha
libertà di movimento secondo il valore della sua stessa unità, ma è attirata nel
suo movimento dal resto delle rotelle nella direzione conosciuta, quella di
approntare la macchina al suo compito generale.
E se accade un guasto in
una rotella, il guasto non è valutato ed esaminato rispetto ciascuna rotella
individuale, ma è valutato rispetto al suo compito ed al suo servizio rispetto
alla macchina in generale.
Quindi, rispetto al nostro
argomento, la misura del beneficio di ogni singolo individuo tra la sua
collettività, non è valutata secondo il suo stesso beneficio ma secondo la
misura del suo servizio alla collettività. E viceversa, noi non valutiamo la
misura del male di ogni singolo individuo ma (la valutiamo) secondo la
misura del danno inflitto alla collettività in genere e non secondo il suo
valore individuale.
Queste cose sono chiare
come il sole di mezzogiorno, sia riguardo la verità in esse che da parte del
bene in esse, poiché non v’è nella collettività altro che quello che v'è
nell'individuo ed il bene della collettività è il bene di ogni singolo
individuo. Chi danneggia la collettività ne condivide il danno. E chi apporta
beneficio alla collettività ne condivide il beneficio, poiché gli individui sono
parte della collettività. E la collettività non ha un valore aggiunto alla
somma degli individui che sono in essa.
Si rileva che il pubblico
e l'individuo sono la stessa cosa e che il singolo non è danneggiato per il suo
asservimento al pubblico, poiché anche la libertà del pubblico e la libertà
dell'individuo sono la stessa cosa ed esattamente come si suddividono fra loro
il bene, così si suddividono la libertà.
Ecco che attributi buoni e
cattivi, così come azioni buone e cattive sono valutati solamente rispetto al
bene della collettività. È ovvio che le cose sono state affermate solamente nel
caso che tutti i singoli compiano il loro dovere per la collettività, nel modo
più completo, non ricevendo più di ciò che meritano e non detraendo nulla della
parte dei loro amici. Se parte del pubblico, però non si comporta come si deve,
ne consegue che non solo danneggiano la collettività, ma saranno loro stessi
danneggiati.
Non c'è da soffermarsi
oltre su una cosa che è risaputa e famosa, ma ciò che è stato detto fino ad ora
è solamente per esporre il punto debole, vale a dire il punto che necessita
una sua correzione, che ogni singola persona comprenda che il suo bene ed il
bene della collettività sono un'unica e stessa cosa. Con questo il mondo
giungerà alla sua completa correzione.