I misteriosi poteri della
terra israeliana
È scritto nella Torah che al mondo non esiste nulla le cui
radici non si trovino nel mondo superiore: ogni oggetto, ogni forza, ogni fatto
del nostro mondo esiste e avviene prima nel mondo spirituale, da dove discende
per materializzarsi in azione materiale, usando un travestimento terrestre.
Assolutamente tutto proviene dal mondo spirituale superiore:
tutto ciò che ci controlla, ogni nostra caratteristica, il programma
dell'esistenza e del moto di ogni più piccola parte del nostro mondo - da un
atomo a una persona considerata come un tutto, da una nazione a tutta l'umanità,
da una particella elementare all'intero universo.
Ci sono persone tra di noi capaci di vedere chiaramente la
natura non ambigua della connessione tra il nostro mondo e le sue radici
spirituali, dove si trovano le cause di tutto quanto accade. Ognuno di noi è
potenzialmente capace di raggiungere uno stato da cui poter chiaramente
intendere che cosa gli succede e perché, e similmente che cosa gli succederà.
Questa conquista spirituale consente alle persone di
scegliere correttamente il corso della propria vita, comprendendo con chiarezza
come agire: il Potere Superiore desidera che ogni essere umano diventi un
elemento cosciente della Creazione.
Perché questo possa accadere le persone dovrebbero per prima
cosa sentire il mondo superiore e studiarne minuziosamente il funzionamento.
Solo dopo aver fatto questo saranno in grado di ricevere degli strumenti di
controllo; e solo così potranno avere in mano qualcosa che credono di possedere
già, cioè l'abilità di controllare il mondo.
Coloro che raggiungono il mondo superiore vengono chiamati
Cabalisti, perché ricevono la conoscenza e il potere supremi (il verbo
lekabel - da cui Cabalà e Mekubal, Cabalista - in Ebraico significa
ricevere). È grazie a questa loro capacità di ricevere dall'alto che vengono
chiamati così. Come ho già detto, ognuno può ottenere queste capacità. Una
persona a cui sia stata aperta la conoscenza superiore vede chiaramente le
radici del nostro mondo, cioè la sorgente di tutto ciò che accade.
Allora, che cosa ci si chiarisce in relazione agli
avvenimenti odierni? Diventa chiaro che il nostro mondo è fatto a immagine del
mondo spirituale superiore. Nel mondo superiore esiste una comune anima Ebrea
chiamata "Il Popolo di Israele" e una comune anima non-Ebrea chiamata "Il Popolo
del Mondo". Per "Il Popolo di Israele" un luogo speciale è stato designato nel
mondo superiore, "Erez Israel" - "La Terra di Israele". Per "Il Popolo del
Mondo" c'è un luogo nel mondo superiore chiamato "Huz LaArez" - "Fuori dalla
Terra".
L'anima del "Popolo di Israele" può vivere nel mondo
superiore solamente in quel luogo chiamato "La Terra di Israele". Ma nel momento
stesso in cui lo abbandona cade sotto l'influenza delle forze che ingannano - le
"klipot", o "coperture". E questa condizione prende il nome di "Esilio dalla
Terra".
La "Terra di Israele" spirituale si differenzia dal luogo "Al
di là della Terra" per il fatto che solo trovandosi lì è possibile sentire il
Creatore e l'eterna e perfetta gioia spirituale. Perciò istintivamente tutte le
anime, mentre si sforzano di raggiungere una tale condizione, spingono per
entrare nella "Terra di Israele". Perché il fatto di trovarvisi conferisce loro
l'immortalità, l'eternità e la perfezione della forza e della conoscenza. La
sensazione di unità con il Creatore nella "Terra di Israele" viene chiamata
"Paradiso".
Il Creatore ha programmato tutto ciò che ha creato in modo
tale che tutte le anime del mondo spirituale, sia quelle degli Ebrei che dei
non-Ebrei, desiderino la "Terra di Israele" e spingano per entrarvi. Questo
perché solamente là potranno raggiungere la loro condizione finale, lo stato più
alto e perfetto stato chiamato "Gmar Tikun" - "Fine della Correzione". Però le
anime dei mondi spirituali superiori non possono raggiungere questo stato finché
non lo raggiungono anche le persone di questo nostro mondo. E una persona può
raggiungere quello stato solo acquistando il potere superiore.
Il potere superiore che tira le persone fuori dalla cornice
di questo mondo è chiamato Meshiah (Messia) - dal verbo limshol, tirare
fuori. Grazie a questa forza una persona può elevarsi spiritualmente al di sopra
dell'intera creazione, ottenendo quell'eternità e quella perfezione chiamate "Il
Giardino del Paradiso". Questo è il motivo di quell'istintivo e inconscio
desiderio della gente per quel pezzo di terra - altrimenti non differente dal
resto del pianeta - chiamato Israele.
Il raggiungimento di quello stato 'paradisiaco' finale sarà
possibile a tutti solamente dopo che sarà stato raggiunto dal popolo
dell'Israele terrestre.
Esiste una "Legge di Conformità" nel mondo spirituale che ci
dice che è possibile raggiungere un certo livello spirituale solo dopo averne
personalmente acquistate le caratteristiche. Per esempio, se nel nostro mondo
uno acquisisce le caratteristiche del mondo di Briah, immediatamente diventa suo
residente a tempo pieno: può sentire quel mondo mentre si trova fisicamente
anche nel nostro mondo e può comunicare perfettamente con tutte le anime che si
trovano nel mondo di Briah.
A causa di questa legge ogni oggetto dovrebbe trovarsi al
proprio posto sia nel mondo spirituale che nel nostro, secondo il suo nome
proprio: per esempio, il "Popolo di Israele" dovrebbe essere collocato nella
"Terra di Israele" spirituale, mentre nel nostro mondo il popolo di Israele
dovrebbero vivere nello stato di Israele. Perciò la liberazione spirituale
totale consisterebbe nella nostra gente residente nello stato di Israele e
nell'unione spirituale delle nostre caratteristiche individuali con le
caratteristiche della "Terra di Israele" spirituale.
Non appena questo potrà accadere - come risultato della
nostra correzione, quando le nostre caratteristiche individuali corrisponderanno
a quelle della "Terra di Israele" spirituale - ci sarà una liberazione globale
dalle forze che ingannano, le coperture che separano la creatura dal Creatore. E
l'intera umanità se lo sta inconsciamente aspettando da noi e ci sta spingendo
in quella direzione, dal momento che noi siamo i primi a dover provvedere alla
correzione spirituale - in modo da poter corrispondere alle nostre radici
spirituali.
Sia il nostro popolo che tutti gli altri popoli
raggiungeranno senza dubbio quello stato di perfezione detto Gmar Tikun, perché
così è stato programmato dal Creatore. Che lo vogliamo o meno, ogni minuto che
passa ci spinge in avanti lungo questa strada, avvicinandoci alla meta della
creazione. Però, a differenza delle altre creature, gli esseri umani sono stati
dotati della possibilità di accelerare la loro andatura e di cambiare anche oggi
stesso strada, passando da un cammino pieno di sofferenze a uno pieno di gioia.
Passare dalla "Via della Sofferenza" alla "Via della Torah" è possibile solo
grazie all'aiuto della Cabalà.
Ed è perché il nostro popolo - nonostante tutte le
insopportabili sofferenza già sopportate - non vuole ancora indirizzarsi sulla
"Via della Torah" che il Creatore ci costringe ad accettare la Sua via
attraverso tante sofferenze. Inviandoci l'Olocausto Egli ci ha fatti restituito
questa terra, ce l'ha messa in mano. Tuttavia questa terra, questo suo regalo,
non l'abbiamo ancora accettato. Non siamo ancora all'altezza della realtà della
"Terra di Israele". E di più, la maggior parte di quelli che sono giunti qui
stanno di nuovo cercando di andarsene. Non amiamo quello che abbiamo né ciò che
abbiamo dentro. Ma ci inchiniamo davanti all'America. E le stesse tasse che
paghiamo di buon grado a un altro governo non vogliamo pagarle al nostro.
Ma il fatto fondamentale e imperdonabile è che continuiamo a
ignorare il dono del Creatore - la terra di Israele, che ci è stata data da Lui
ma che non siamo disposti ad accettare.
Tutto ciò deriva dal fatto che non vogliamo capire che solo
qui possiamo vivere e vincere, perché siamo sulla nostra terra. Non c'è esercito
che possa salvare un paese - come cadono gli eserciti lo abbiamo già visto. Il
popolo di Israele può esistere solamente nella terra di Israele, grazie alla sua
radice spirituale. Dobbiamo comprendere che, nonostante tutto, non ci è permesso
cedere neanche la più piccola parte di questa terra ad altre nazioni.
Ma questo non ha niente a che vedere con la situazione
politica odierna - bisogna invece tenerlo presente perché altrimenti il Creatore
non ci perdonerebbe, perché la struttura dei mondi spirituali è tale che il
rifiuto della "Terra di Israele" portebbe a indicibili sofferenze! Se lo
facessimo abbandoneremmo la protezione spirituale della radice ruperiore della
Terra di Israele, che è la sorgente di ogni nostra difesa.
Cosa dobbiamo fare allora in questo particolare frangente? La
Torah ci restituisce una risposta inequivocabile: dobbiamo annunciare al mondo
intero "QUESTO È NOSTRO!" E dal momento che tutti gli altri popoli stanno
inconsciamente aspettando questo momento, nell'istante stesso in cui lo faremo
con determinazione, essi lo accetteranno come un dato di fatto - ma
esclusivamente se la decisione deriverà dalla nostra forza interiore.
Questo è simile a quanto accaduto in passato, quando abbiamo
vinto grazie alla convinzione di non avere altra scelta. Al contrario quando
abbiamo iniziato a fare delle concessioni siamo solo stati indotti a farne
sempre di più, e questo ha avuto come unica conseguenza solo nuove sofferenze.
Soltanto con la "FEDE OLTRE LA CONOSCENZA", che consiste nella fede nei
confronti del Creatore e della Sua costante supervisione, possiamo salvarci, a
dispetto di tutte le promesse e di tutti i calcoli politici. Solo accettando il
fatto che la terra di Israele appartiene solamente a noi saremo capaci di
scacciare i nemici - basta solamente prenderne coscienza. Di più, loro stessi ci
lasceranno immediatamente in pace non appena avremo risolto il problema al
nostro interno.
Dobbiamo metterci in testa che tutti i nostri problemi odieni
non sono colpa degli Arabi, perché è il Creatore stesso a utilizzarli per farci
capire che vendendo ai non-Ebrei qualcosa che ci dà forza, cioè la nostra terra,
ci arrendiamo di nuovo alla volontà degli altri popoli. Spingendoci in questo
modo il Creatore vuole farci capire che abbiamo raggiunto un punto morto e che
solamente rivolgendoci a Lui potremo salvarci da tutti i pericoli e portare a
compimento il nostro destino.
Ma in caso non volessimo accettare il dono senza prezzo del
Creatore, se non innalzeremo la bandiera della chiamata spirituale, se non
accoglieremo la volontà che scende dall'alto, allora le nostre sofferenze
continueranno e non saremo capaci di sfuggire loro né di comprare la gentilezza
dei nostri nemici. Loro, i nostri nemici, sono a completa disposizione del
Creatore, e tutti i loro sforzi sono diretti a spingerci verso lo scopo della
creazione.
AUTORE: Rav Michael Laitman, PhD
TRADUZIONE: Gian Maria Turi