Se
tu risiedi sulla terra che il Borè ti ha dato come eredità, vuol dire che
quella terra era la tua eredità e vi risiedevi.
E
chiedevano quale fosse nello scritto la precisazione dell’espressione “il Borè
ti dà”, pur sapendo che il popolo di Israele la terra l’avesse conquistata con
le guerre; ma la risposta l’uomo deve saperla già nel suo cuore: che non è la
sua forza che gli ha fatto avere la terra in eredità, ma è per il dono del Borè
.
Per
questo si dice che “il Borè ti dà come eredità e non è nella tua forza”. Ecco
che, per capire questo in base al lavoro, bisogna sapere che “terra” significa
“desiderio”, cioè il desiderio che c’è nel cuore dell’uomo si chiama terra e
questa terra si chiama il cuore dell’uomo, e là ci abitano “le nazioni del
mondo” ed anche “il Popolo d’Israele”.
Eppure
bisogna sapere che loro due insieme non possono abitarci, il popolo d’Israele e
le nazioni del mondo non possono dimorare insieme: o c’è il governo delle
nazioni del mondo oppure il governo d’Israele.
Bisogna capire quale sia il vero motivo che
loro due non possano essere in un unico luogo; è risaputo il fatto che la
creazione del mondo è avvenuta perché il Suo Desiderio consiste nel portare
beneficio alle Sue creature. Per questo motivo ha creato il desiderio di
ricevere piacere, cioè ha creato nelle sue creature le distinzioni di mancanza,
per far loro desiderare sempre, ardentemente, il piacere; così vediamo che, in
base al proprio desiderio ardente, nella stessa misura, la creatura sente il
piacere e questo è il vaso che è stato creato dal Borè ed è il primo
discernimento che possiamo distinguere nelle creature.
Se nelle creature non esistesse questo
desiderio, ciò vorrebbe dire che non sarebbero ancora distinte come creature;
se non ci fosse il desiderio di ricevere, non sarebbe possibile parlare di
nessun discernimento. Questa è tutta la creazione di cui parliamo, che è il
vaso per la ricezione del piacere. Ma, per motivo della vergogna, che viene
chiamata “il pane della disgrazia”, è stato fatto lo zim zum, cioè non hanno
più ricevuto con lo scopo di ricevere, ma con una capacità nuova, superiore:
con l’intenzione di dare in assoluto. Questo è chiamato la “distinzione
dell’uguaglianza della forma”; e cioè, se egli può ricevere piacere con
l’intenzione di portare beneficio al Borè, allora riceve, altrimenti preferisce
non ricevere e questo è chiamato la “distinzione d’Israele” cioè Yashar Kel
(dritto al Borè); ciò vuol dire che ogni cosa che egli pensa, la pensa con la
determinazione che tutto sia per il beneficio del Borè ed allora lui stesso non
ha un nome di per sé, perché non pensa al fatto di se stesso, ma tutti i suoi
pensieri sono a favore del Borè; per questo è chiamata “la terra d’Israele”,
cioè che egli ha il desiderio dritto al Borè, a significare che non ha un
desiderio di amore egoistico, ma il suo desiderio è di amore nei confronti del
prossimo piuttosto che di se stesso, vale a dire che non cerca godimento per sé
da questa vita, ed è per questo che non coltiva passioni, perché tutte le sue
passioni risiedono ora nella determinazione che possa avere i mezzi per dare in
assoluto al Borè e tutto il fatto di nutrire il suo corpo gli serve soltanto a
mantenere intatte le sue forze per potersi occupare dello scopo di dare in
assoluto.
Questo è simile a un uomo che possiede un
cavallo, al quale dà da mangiare e da bere, per cui le bevande ed il cibo che
dà al suo cavallo, non gliele da perché lo ama, ma per il fatto che il suo
cavallo deve lavorare per lui. Perciò tutto quello con cui egli pensa di
dilettare il suo cavallo, non è per amore di questi, ma semplicemente perché
vuole sfruttare il cavallo per il suo beneficio, ed in verità non ha nessun
pensiero a favore del cavallo. Questo si chiama “la terra d’Israele”, cioè che
tutti i suoi pensieri sono soltanto terra (herez) e che tutti i suoi
desideri sono dritti al Borè. Viceversa la terra dei popoli è sempre e soltanto
la terra, un desiderio di amore per sé stessi, chiamato “i popoli della terra”,
vale a dire che tutti i loro desideri sono soltanto quelli del popolo e la loro
intenzione non è per il desiderio di Dio.
Ma il desiderio del Creatore si chiama
popolo; è il Borè che ha creato il popolo, così, allo stesso modo, tutti i
popoli della terra vedranno che Tu hai il nome del Borè e avranno timore di
Te (5:57).
E’
scritto pure: “e Abramo s’inginocchiava, davanti alla terra dei popoli, ai
figli di Hed ”, essi non sanno e non
sentono che la distinzione del popolo è quella dell’amore per se stessi, che si
chiama “la distinzione di creatura”, eppure il popolo d’Israele e loro vogliono
l'annullamento di sé stessi e questa è “la distinzione del desiderio di
ricevere” che è stato creato, esistenza dall’inesistenza; per questo diciamo di
ringraziare il Borè per averci scelto tra tutti i popoli. Ed ecco che questi
due governi non possono coesistere: o viene a me il desiderio di dare in
assoluto, oppure governa in me il desiderio di ricevere. Entrambi, insieme, non
possono coesistere, dato che ciascuno è in contraddizione con l’altro. Questi
due stati opposti non possono essere in un unico soggetto e, da qui, possiamo
capire il suo conflitto interiore, la “guerra dell’indole”, vale a dire che
l’uomo deve combattere se stesso per sottomettere il cuore, là dove c’è il punto
dei rivestimenti di tali desideri deve cacciare via il dominio del desiderio di
ricevere, dando tutto il dominio al desiderio di dare in assoluto al Borè.
Quando l’uomo inizia a fare il lavoro della santità, cioè dell’Ashpaa , vuole
che tutto il suo lavoro sia “in Nome del Cielo”, di Binà, allora inizia una
guerra tra questi due desideri. L’uomo con tanto sforzo merita allora di
superare, di sopraffare, questo e allora vince la guerra ed entra nel suo cuore
il dominio di dare in assoluto al Borè; in quel momento l’uomo può dire
finalmente: è la mia forza che mi ha dato questo successo. Ed è per merito di
questo lavoro che egli ha avuto in eredità il cuore , che si chiama ora “la
terra d’Israele”, perchè il suo desiderio è Yashar Kel, dritto al Borè. Per questo
ci è stato dato il versetto che precisa e informa: “se verrai alla terra che il
tuo Borè ti dà”, sta a significare che non è che tu la conquisti con le tue
proprie forze, ma è il Borè che te la dà.
Ciò
equivale a dire che l’uomo, solo dopo aver offerto uno sforzo volontario per
conquistare il cuore, e attraverso le guerre che ha sempre sostenuto con le
nazioni del mondo e attraverso le sconfitte subite, “ha avuto in eredità la
terra d’Israele” e non la terra dei popoli.
E
ad ogni modo, egli deve essere cosciente che non è lui a conquistare la terra,
ma è il Borè che la dà. Non sono state la mia forza ed il vigore della mia
mano a darmi il successo della conquista.
E
così ci sarà ora più facile comprendere il fatto che il Borè abbia voluto
garantire Abramo, come è scritto: “e disse che fu Dio a farti uscire da Ucastin per darti questa terra, per averla in eredità”.
E
allora perché Egli ha dato prima la terra alle nazioni del mondo e dopo ad
Israele, così che questi ultimi hanno dovuto affrontare i popoli delle nazioni
con le guerre e cacciarli via dalla loro terra, per poi subire le lamentele da
tutto il mondo? Come mai avete acquistato una terra che non era e non sarà mai
vostra e lo è solo grazie alle conquiste ottenute al prezzo di tante guerre? E
di cui ancora dite che è la vostra terra?
Tutti possono facilmente comprendere che trovarsi al centro è
meglio, e che altrimenti questa terra sarebbe andata alle nazioni del mondo e
allora sarebbero venuti a mancare i luoghi per le nazioni del mondo, dove
sedersi, eppure, dopo questi, sono sorti paesi nuovi e il Borè avrebbe potuto
fare in modo che essi non dimorassero in questo luogo, ma così non è stato.
Prima c’erano qui sette nazioni, anche il resto dei re, il popolo d’Israele ha
dovuto combatterli e cacciarli via, e tutte le nazioni del mondo hanno urlato
contro Israele, chiamandoli briganti.
E
perché tutta la fatica che ha dovuto portare su di sè l’interprete Arashbi ? E
come mai ha dovuto aprire un Bereashid(10.45), se le nazioni del mondo
diranno ancora ad Israele: voi siete i briganti che avete conquistato le sette nazioni. Diranno che tutta la terra è
del Bore, è Lui che l'ha creata e l'ha data a chi voleva, col Suo desiderio, ha
dato il là a tutte le cose e ha dato la terra a tutti i popoli.
In base a questo è difficile capire a cosa sia servito tutto
questo ordine che c’era all'inizio e il fatto che, prima di darla a noi, abbia
dato la terra alle nazioni del mondo e che, solo dopo che essi si siano
lamentati e solo allora, abbia detto: toglieteli da questa terra, perché io ho
promesso le terre ad Abramo e ho tagliato il ramo e la radice.
E' possibile interpretare questo con il fatto risaputo che la
terra si chiama Malchut, che è la radice di tutte le creature, e si chiama
“ricevere con lo scopo di ricevere” e questa è la radice, cioè il primo
ricevente, che si chiama il mondo di Ein-Sof. E dopo sono state fatte le correzioni,
cioè le creature dovevano ricevere per se stessi, ma, dato che l’inferiore
vuole dare in assoluto al Borè, cioè vuole che il desiderio di ricevere per la
propria necessità si annulli per mezzo di Lui, la creatura capisce ora che
questo tipo di desiderio non serve per aderire a Lui
e tutta la sua preoccupazione sarà soltanto per dare in assoluto piacere
al Borè.
In
base a quanto detto risulta che anche l’ordine della creazione del mondo
materiale deve rispettare l’ordine che deriva dalla spiritualità. E cioè che,
dall’inizio, questa terra è stata consegnata alle nazioni del mondo e dopo il
superamento delle guerre e la cacciata delle nazioni del mondo, bisognava che
Israele la conquistasse e avesse in eredità la terra delle nazioni del mondo.
Poiché
le nazioni del mondo, per causa di quella terra, ha dovuto soggiacere alla
radice di questa cosa: al punto di mezzo sopra al quale c’era la restrizione e
la prima distinzione di uscita. Essa doveva
essere colui che riceve con lo scopo di ricevere, perché altrimenti non si
poteva dire che egli conta in se stesso con lo scopo di non ricevere. Perché
non si può dire che c’è il superamento dove non c’è il bisogno di volere
l’uguaglianza della forma, dove non c’è il desiderio di ricevere. Perciò prima
le nazioni del mondo dovevano ricevere questa terra, come la radice, allora il
desiderio di ricevere è stato emanato prima ed è la parte fondamentale della
creazione. E solo dopo si sarebbe potuto affermare che occorrevano fare le
correzioni, dopo che le nazioni del mondo avessero ricevuto questa terra.
E
solo allora è venuto il popolo d’Israele a correggere la terra, per fare in
modo che tutto sia stato fatto nel Nome del Borè, e questo si chiama “la terra
d’Israele”. Com’è scritto: “la terra che il tuo Borè esige sempre, gli occhi
del tuo Borè sono in essa dal primo giorno dell’anno fino all’ultimo giorno”. E
occorre scrutare in quello che è scritto, che la terra d’Israele si chiama “la
terra che gli occhi del Borè sono in essa dal capo dell’anno fino all’ultimo
giorno” il cui significato è che la provvidenza del Borè sta in essa, cioè
proprio nella terra d’Israele e non nella provvidenza del Borè, eppure la
provvidenza del Borè è in tutto il mondo, come dice il poeta: “gli occhi del
Borè girano in tutto”. E come facciamo a dire che soltanto nella terra
d’Israele c’è la sua provvidenza? Bisogna interpretare qual è la terra
d’Israele. Essa è la terra che è uscita dalla sovranità delle nazioni del mondo
e le cui genti sono già entrate nella sovranità della terra d’Israele. Questo è
il versetto (15.16) che ci vuole far sapere, per tempo, se sono nella terra
d’Israele oppure sono ancora nella terra dei popoli. E il segno per questo è
quello scritto dalla terra che il tuo Creatore esigerà sempre.
Il
versetto ci dice qual è la terra d’Israele. E dice che dobbiamo sapere che il
Borè la esige sempre , e qual è la sua esigenza Il versetto dice che gli occhi
del tuo Borè sono in essa dal capo dell’anno fino all’ultimo giorno dell’anno,
il fatto della provvidenza del Borè si chiama “gli occhi del Borè”, perciò se
il tempo si chiama “dal primo giorno dell’anno fino all’ultimo giorno” esso
significa che vede la provvidenza del Borè senza sosta. Questa cosa si chiama
“la terra d’Israele”. Eppure la terra dei popoli si chiama che “solo il Borè sa
provvedere a tutto il mondo, le nazioni del mondo non lo reggono”. Perciò ci ha
guidato il segno: per sapere se siamo nella terra d’Israele o la terra dove
dimoriamo è ancora la terra delle nazioni del mondo.
Si
trova, in base a tutto questo, che prima bisogna che le nazioni del mondo
entrino in questa terra. E questa è una visione che rivela il desiderio di
ricevere, che deve dimorare prima in questo posto. Dopo, attraverso le guerre
con il desiderio di ricevere, quest'ultimo si sottomette sotto la sovranità
della santità e cioè avviene che tutto quello che la creatura fa sia in base a
quello che il Borè esige.
E
perciò è scritto: “se tu vedrai la terra che il tuo Borè ti dà”, il cui
significato è che l’uomo non deve dire, dopo tutte queste guerre con l’indole,
che deve sopraffare sempre l’indole maligna, in ogni singolo giorno. Che egli
non pensi che è nelle sue forze di essere venuto da dove è venuto, ma che il
Borè gli ha fatto vincere questa guerra. Anche se è l’interpretazione che egli
vorrebbe gridare.
Ed
ecco bisogna distinguere due distinzioni :
A)
è la distinzione del precetto, che è la distinzione dell’Emunà, della
fede, che si chiama “Tfilin della mano”. Rispetto
a questo i nostri saggi hanno scritto: “sia per te un segno, non per gli
altri”, perciò i tfilin della mano devono essere coperti, il cui significato è
che la distinzione dell’Emunà si chiama: “nascondi il tuo cammino con spessore”
(18.28). Questa è la distinzione del: “al di sopra della tua ragione”, lì è la
B) distinzione di Torà, che è la distinzione di “Tfilin di Rosh”, del capo.
Rispetto a questo i nostri saggi parlavano del “mansueto”: tutti i popoli della
terra vedranno che il nome del Borè è sopra di te e avranno timore di te.
Questi sono i tfilin che vanno alla testa, il capo. Dove c’è scritto che “tutti
i popoli vedevano questo fatto”. I tfilin del capo devono essere rivelati a
tutti e questa è la distinzione di Torà. E infatti torà significa proprio:
“quando la cosa è rivelata”, Torà significa luce. Eppure i tfilin della mano
devono essere coperti, che significa al di sopra della ragione. E quindi non
solo le parole, perché quello che ognuno può dire all’altro sono soltanto
attraverso la ragione, perciò aspettano una cosa rivale (19.30).
Solo
dalla ragione non vi sono le parole, perciò hanno scritto per te “come un
segno”, non per gli altri “come segno” .
Risulta
che, in questa dazione, il Borè ha dato prima la terra ai popoli d’Israele, e
poi la darà alle nazioni del mondo, per avere i frutti da questo.
E
così come abbiamo interpretato che si parla del mondo del lavoro, quando si
dice terra di intenzione è il cuore.
E
il Borè ha dato due discernimenti nel cuore: una (A) è la distinzione di Emunà,
l'altra (B) è la distinzione di Torà e ha fatto sì che tramite loro due
l’uomo arrivi alla sua completezza.
E
sebbene loro due avvengano insieme, bisogna sapere che loro provengono dal Borè
e l’uomo non può dire: è la mia forza che ha questo vigore. E cosi
capiremo quello che hanno detto gli interpreti, come mai hai scritto tu: “ha
risposto e ha detto con voce alta”, perciò si parla del maaser a voce bassa,
poiché maaser si chiama “la distinzione di precetto che è Malkhut del Cielo”.
In questo viene condotto il fatto di nascondere il tuo cammino, che è la
distinzione del tfilin della tua mano. I nostri saggi hanno detto che per te è
come un segno e non per gli altri, perciò relativamente al maaser, che
corrisponde al precetto, è scritto: “e tu lo devi dire da solo, che è una voce
bassa, che non viene ascoltata fuori, perché è la distinzione di nascondere il
tuo cammino”.
Ed
insieme c’è il tfilin del capo, che è la distinzione di Torà, dove è scritto:
“tutti i popoli della terra vedono che c’è il nome del Borè sopra di te e hanno
timore di te”.
E
cosi è scritto, rispetto alle primizie, che deve essere in una voce alta,
perché la distinzione della Torà deve essere rivelata a tutti e significa che
il fatto di portare beneficio alle sue creature deve essere rivelato in tutto
il mondo.