Cos'è
"altri Dei" nel Lavoro (Spirituale)
È scritto: «Tu non ti
farai altri Dei all’infuori di Me». Il santo Zohar interpreta che
bisogna essere delle pietre per pesarlo. Ed ha chiesto a proposito: come si fa a
pesare il lavoro con le pietre al fine di conoscere il suo grado nel percorso
verso il Creatore? Ha risposto che è risaputo che quando l’uomo comincia a
lavorare più di quanto egli sia abituato, allora il
corpo comincia scalcitare e ad opporsi a questo lavoro con tutta la sua
forza, dato che nel caso della dazione assoluta, e nei confronti del corpo egli è nella distinzione di peso e di
carico, e non può sopportare questo lavoro. E la resistenza del
corpo appare all’uomo nella forma di pensieri
estranei ed egli arriva a porsi la domanda di "chi e che", e tramite queste
domande l’uomo dice allora che certamente tutte queste domande la
Sitra Achra gliele manda per intralciarlo nel lavoro.
E ha detto che allora se
l’uomo dice che provengono dalla parte della Sitra
Achra, allora l’uomo trasgredisce lo scritto: «Non fatevi altri Dei
all’infuori di Me» E il motivo è che l’uomo deve credere che questo gli
giunge da parte della Divina Presenza, poiché «Non esiste nulla tranne Lui»,
solo che la Divina Presenza mostra all’uomo il suo vero stato, come egli
percorre le vie del Creatore.
Il che vuol dire che
mandandogli queste domande, che vengono chiamate “pensieri estranei”, (vale a
dire) che tramite i pensieri estranei Essa vede come egli giustifica queste
domande, che sono distinte come pensieri estranei. E tutto questo l’uomo deve
sapere, deve conoscere il suo vero stato nel lavoro, per sapere cosa fare.
E questo assomiglia alla
parabola: C’è un amico che vuole sapere quanto è amato dal suo amico. Ed è certo
che faccia a faccia il suo amico si cela (a lui) per pudore. Perciò
l’uomo manda qualcuno che parli male del suo amico, e allora vede la reazione
del suo amico quando ne è lontano. Allora l’uomo può sapere la verità, la
misura dell’amore del suo amico.
E la morale è, che quando
la Divina Presenza mostra il suo volto all’uomo, il che vuol dire che il
Creatore dà in assoluto all’uomo vitalità e gioia. In questo stato l’uomo si
vergogna di dire qual è la sua opinione rispetto al lavoro della Dazione
assoluta e non ricevere niente per se stesso. Mentre invece non in sua presenza
dato che quando la vitalità e la gioia si raffreddano, questo viene distinto non
in sua presenza, non davanti alla Divina Presenza, e allora l’uomo può vedere il
suo vero stato nella distinzione della Dazione assoluta.
E se l’uomo crede che è
scritto «Non esiste nulla tranne Lui», allora tutti i pensieri estranei
glieli ha mandati il Creatore, cioè, Egli è Colui che opera, certamente Egli sa
già cosa fare e come spiegare tutte le questioni. Questo sembra come se Lei gli
mandasse delegati per esaminare come egli La diffama, calunnia il Suo Regno del
Santo cielo, così si può interpretare questo caso.
L’uomo può capire questo,
che tutto proviene dal Creatore. Perché è risaputo che le collisioni, quando il
corpo percuote l’uomo con i suoi pensieri
estranei, dato che essi non giungono all’uomo quando egli non si occupa del
lavoro ma queste collisioni arrivano all’uomo con una sensazione completa fino
al punto che questi pensieri proprio stritolano la sua mente, essi giungono
proprio dopo nell’aspettativa della Toràh e del lavoro al di sopra
dell’abitudine.
Questo si chiama “Le rocce
da pesare”, dato
che queste pietre “avanim”, ciò che egli vuole capire, queste domande che
gli passano per la mente, poiché egli dopo (può) soppesare lo scopo del
suo lavoro, se veramente gli conviene lavorare con lo scopo di dare in assoluto,
lavorare con tutto il suo vigore, con tutto il suo essere e che tutti i suoi
desideri siano soltanto, un sperare che tutto ciò che c’è da acquisire in questo
mondo sia soltanto lo scopo del suo lavoro con il fine di dare in assoluto e
compiacendo il suo Artefice e in nessuna altra cosa materiale.
E allora comincia una
discussione sostenuta, dove egli vede che le opinioni sono divergenti, ed a
questo riguardo lo scritto avvisa «Non fate altri Dei in Mia vece». Non
dite che altri Dei ti hanno dato queste pietre per pesare il vostro lavoro, ma
“sopra il Mio Volto” l’uomo deve sapere che questa è la distinzione del Mio
volto, Il motivo, affinché l’uomo veda la forma vera della base e delle
fondamenta sulla quale si costruisce l’edificio del lavoro.
La maggior parte della
pesantezza che c’è nel lavoro è dato da due scritti che si contraddicono l’un
l’altro. Da un lato l’uomo deve sforzarsi affinché tutto il suo lavoro sia
quello di giungere alla
Dvekùt (adesione)
con il Creatore, ed il cui desiderio sia soltanto quello di compiacere il suo
Artefice e che nulla (sia) a proprio beneficio.
D’altro canto vediamo che
questo non è lo scopo principale dato che lo scopo della Creazione non fu quella
di dare in assoluto al Creatore da parte delle creature poiché Egli, che Dio
non voglia, non ha mancanza, perchè le creature Gli diano qualcosa, ma al
contrario lo scopo della Creazione fu dovuta al Suo desiderio di beneficiare le
Sue creature e cioè che le creature ricevessero bontà e beatitudine da Lui, che
Egli sia benedetto.
E secondo questi due casi
che sono due cose che si contraddicono l’un l’altra, cioè da un’estremità
all’altra, poiché da una parte l’uomo deve dare in assoluto e dall’altra
l’uomo deve ricevere. Questo significa che c’è la distinzione di correzione
della Creazione che è quella di giungere all’adesione, che è la distinzione
dell’uguaglianza della forma che significa che tutte le azioni dell’uomo debbano
essere soltanto per dare in assoluto. E dopo possono arrivare allo scopo della
Creazione, vale a dire ricevere la bontà e la beatitudine dal Creatore.
Perciò, quando l’uomo si è
abituato a percorrere le vie della Dazione assoluta allora, comunque egli non ha
i vasi della ricezione. Quando percorre le vie della ricezione egli non possiede
comunque i vasi della Dazione assoluta. Di conseguenza per mezzo di "Le
pietre da pesare" egli acquisisce assieme i due, poiché dopo la discussione
che aveva avuto al tempo del lavoro, quando prende il sopravvento e riceve su di
se il giogo del Regno dei Cieli e la distinzione della Dazione assoluta in
mokha e
liba, questo gli causa che, quando egli va ad attirare
l'Abbondanza Superiore, poiché che ha già un solido fondamento (allora),
tutto deve essere nella distinzione di
Ashpaà, e persino quando riceve
qualche illuminazione, egli la riceve già per dare in assoluto. E questo è il
motivo che tutto il fondamento del suo lavoro è edificato solamente sulla
distinzione della Dazione assoluta Ciò è denominato che lui riceve per
leashpia – dare in assoluto.