Testi Autentici
  Isaac Luria - L'Arì
  Baal HaSulam
  Il Rabash
  Rav Laitman
  Glossario Kabbalistico

 

 

 TESTI AUTENTICI

Home / Testi Autentici / Baal HaSulam / Libro di Shamati / Shamati 153
 

Shamati 153

 

Il pensiero è un esito del desiderio

 

Il pensiero è un esito del desiderio. Su una cosa che egli desidera, egli rifletterà. E non rifletterebbe su una cosa non idonea al proprio desiderio. Cioè, per esempio: egli non rifletterà mai sul giorno della propria morte. Al contrario, egli mediterà sempre sulla propria eternità, dato che è ciò che desidera. Perciò, egli riflette sempre su cosa sia da desiderare.

Però il pensiero ha un ruolo importante: accrescere il desiderio, perché il desiderio ristagna; e non avrebbe la forza di espandersi e operare alla propria opera. Invece, dato che esso pensa e riflette su un fatto, e il desiderio chiede al pensiero di fornirgli consigli e strategie affinché il desiderio sia realizzato, allora il desiderio si accresce e si espande, e di fatto opera, e proprio alla sua opera.

Ne deriva, che il pensiero è colui che serve il desiderio, e il desiderio è il sé (la materia) dell'uomo. E c'è un sé grande, e c'è un sé piccolo. Ed è il sé grande che domina i sé piccoli.

E colui che è un sé piccolo, non possiede alcun controllo, e il consiglio è di accrescere il sé tramite la perseveranza del pensiero sul desiderio, finché esso (il pensiero) si accresca nella misura in cui vi riflette (sul desiderio).

E così, "si approfondirà nella Sua Torah giorno e notte", perciò perseverando in Essa (nella Torah), egli (il pensiero) si accresce in un grande sé, finché non diventi una distinzione di Governatore potenziale.

 
back to top
 

 

 

 Lezione

 

Rav Michael Laitman ci spiega Shamati 153

Video della lezione
Audio della lezione

 

 

     
The website kabbalah.info is maintained by
the
"Bnei Baruch" group of kabbalists

Copyright ©1996. Bnei Baruch. All rights reserved.