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Shamati 2

Il fatto della Skhinà in esilio

 

Il Santo Zohar dice «Lui è Shokhèn (Colui che risiede) ed Essa è Shkhinà (La Divina Presenza. Occorre interpretare le sue parole (dello Zohar): è risaputo che è detto rispetto alla Luce Superiore che non v'è alcun mutamento, com'è scritto «Io sono l’Eterno – AVAIA - non muto». E tutti i nomi e le denominazioni riguardano solo l’ottica dei vasi, che è la distinzione del desiderio di ricevere che è incluso in Malkhut, la quale è la radice della Creazione, e da lì (la Luce) si cala e discende fino a questo mondo, fino alle creature. E tutte queste distinzioni, iniziando da Malkhut che è la radice della creazione dei mondi, fino alle creature, chiamate Shkhinà. (Cioè) Per Correzione generale si intende, che la Luce Superiore le illumina in Assoluta Completezza. E la Luce che illumina all’interno dei vasi è chiamata Shochèn ed i vasi in generale Skhinà. Questo vuol dire che la Luce risiede dentro la Skhinà, vale a dire che la Luce è chiamata Shokhen, poichè risiede all’interno dei vasi, e che la totalità dei vasi si chiama Skhinà.

Prima che la Luce illumini quest’ultimi in Assoluta Completezza, questo specifico periodo è denominato allora "Il tempo delle correzioni". Questo significa che facciamo correzioni affinché la Luce illumini in completezza e fino ad allora, questo stato è chiamato Shkhinta begaluta (La Shkhinà in esilio), vale a dire che nei Mondi Superiori non c'è ancora la completezza. E giù, in questo mondo, v’è uno stato in cui la Luce Superiore deve immergersi nel desiderio di ricevere, dove questa correzione è la Distinzione di colui che riceve al fine di Dare in Assoluto. Nel frattempo il desiderio di ricevere è riempito di cose ignobili e stupide, le quali non lasciano spazio che sia rivelata l’onore del Cielo. Questo significa che nel luogo in cui il cuore avrebbe dovuto essere la dimora della Luce del Creatore, esso diventa un posto di rifiuti e sporcizia, vale a dire che la bassezza occupa tutto il cuore. E questo è chiamato Shkhinta beafra (La Skhinà nella polvere). Questo significa che Essa è degradata fino alla polvere. Ed ognuno detesta cose Sante e non v'è alcun desiderio e nessuna voglia di innalzarle dalla polvere, salvo che scegliere le cose abbiette, cosa che causa pena alla Shkhinà, per il fatto che non lasciano posto nel cuore, affinché possa la Luce del Creatore dimorarvi.
 

 
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