Eccelso
è l'Eterno, e il basso vedrà
«Eccelso è l'Eterno, e il
basso vedrà». Come è possibile che esista un'uguaglianza con Dio, nel tempo in
cui l'uomo è colui che riceve e il Creatore è colui che Dà in assoluto. Ed è a
questo riguardo che il versetto dice, «Eccelso è l'Eterno, e il basso vedrà». Se
l'uomo annulla sè stesso, si trova a non avere alcuna sovranità che lo separi da
Dio, e allora vedrà, ovvero merita i "Mochin deChochmà" (ndr. Le
conoscenze di Saggezza-Chochmà). «E da lontano conosce l'altero», eppure
colui che fosse un padrone di alterigia, vale a dire che possedesse una
sovranità per sè, allora si sarebbe allontanato dato che costui è carente di
uguaglianza.
E la Sciuflùt
(Bassezza), non si chiama il fatto che l'uomo si umili davanti ad altri - quella
è l'umilta, che in tale lavoro l'uomo sente una distinzione di completezza. E la
Sciuflùt si chiama il fatto che il (ndr. Le persone del) mondo lo
disdegnano. Proprio nel tempo in cui le persone (ndr. Lo) disdegnano,
allora ciò viene distinto come Sciuflùt, che dunque egli non sente alcuna
completezza. Poiché questa è una legge: ciò che pensano le persone (ndr. I
pensieri) ha un effetto sull'uomo. Per questo, se le persone lo considerano,
allora egli si sente completo, e colui che le persone disdegnano, allora pensa a
sé stesso come basso.