Ecco che è scritto: «Eccelso
è l’Eterno e il basso vedrà», poiché soltanto il basso può vedere
l’elevatezza. Ed ecco le lettere di Yekàr (prezioso) sono
le lettere di Yakìr (conoscerà), il che significa che più
ha Yekàr (che apprezza) nella cosa, più egli riconosce la sua
elevatezza, poiché proprio in base alla misura dell’importanza della cosa, egli
se ne impressiona profondamente.
L’impressione profonda gli apporta la sensazione nel cuore,
e in base a quanto egli riconosce l’importanza, in questa stessa misura gli
nasce la gioia.
Perciò, se egli riconosce la propria bassezza, non essendo
più prediletto di tutti i suoi coetanei, cioè vede che ci sono tante persone al
mondo le quali non sono state dotate della forza di lavorare il Lavoro Santo
perfino al massimo della semplicità, perfino non con l’intenzione e in
Lo Lishmà e perfino il
Lo Lishma del
Lo Lishma e nemmeno la preparazione di
una preparazione del rivestimento della Santità.
E lui, sì che ha meritato di esser stato dotato di un
desiderio e un pensiero di lavorare ad ogni modo il Lavoro Santo a volte perfino
nella massima semplicità possibile. E se egli può apprezzare l’importanza di
questa cosa, secondo l'importanza con la quale egli considera il lavoro santo in
questa stessa misura egli deve dare lode e gratitudine rispetto a questo.
Poiché questa è la verità, vale a dire che noi non siamo
capaci di valorizzare l’importanza del fatto che a volte possiamo adempiere il
Precetto di Dio neanche senza nessuna intenzione ed allora egli arriva ad una
sensazione di elevatezza e alla gioia del cuore.
E per mezzo della lode e della gratitudine che egli dà a
questo proposito, così le sensazioni si ampliano ed egli si impressiona
profondamente da ogni singolo punto del lavoro santo. E servendoLo egli
riconosce per chi lavora, e in questo modo egli si innalza sempre più in alto.
E questo è il mistero di ciò che è scritto:
«Io
Ti rendo grazia della misericordia che hai fatto con me» vale a dire, riguardo
al passato, e tramite questo immediatamente egli può dire con sicurezza ed in
fatti dice: «E
di ciò che farai con me».