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KABBALAH RIGUARDO
ALL'EDUCAZIONE |
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Vita, Amore e Famiglia/
La Kabbalah
riguardo all'Educazione
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La Kabbalah riguardo all'Educazione |
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La
Kabbalah arriva in soccorso dell’educazione odierna e delle crisi
genitoriali |
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L'altruismo nell'educazione |
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Noi educhiamo i nostri bambini a valori altruistici mentre noi stessi,
non ci comportiamo in considerazione di tali valori. Se inganniamo i
nostri bambini, perché poi ci meravigliamo per il modo in cui si
comportano e si sviluppano?
Valori contrastanti
Sorprendentemente la
società umana, per la maggior parte egoista, educa i propri bimbi a
comportarsi altruisticamente. Li educa a comportarsi bene, ad essere
gentili, a non rubare e così via. Apparentemente inganniamo i nostri
bimbi e li danneggiamo in quanto, in base a ciò che avviene invece nella
realtà quotidiana, sembrerebbe che dovessimo insegnare loro come
truffare e sfruttare tutti a nostro proprio vantaggio.
Inoltre vien fatto di
domandarsi perché educhiamo i nostri bimbi a comportarsi bene e a
rinunciare quando noi stessi non ci comportiamo così nei confronti del
prossimo.
La risposta a ciò è
semplice. Nel nostro profondo ci è chiaro che, alla fin fine,
comportarci con cattiveria nei confronti del prossimo colpisce l’uomo
stesso, visto che l’ambiente circostante si relaziona all’uomo in
conformità al modo in cui l’uomo si relaziona all’ambiente.
Perciò, la strada
ammessa ed anche più sicura per proteggere i nostri bimbi dai pericoli
della vita è l’educazione all’altruismo, essere concilianti con gli
altri ed ad avere una buona attitudine nei confronti del prossimo.
Qual è tuttavia il
problema?

Altruismo non frutto del sapere
L’uomo non sa ancora
come utilizzare l’attitudine “altruista” e non comprende che, nonostante
un’azione sia altruistica, nel proprio sé l’obbiettivo rimane
(comunque) egoistico. Non abbiamo ancora imparato che un’azione
altruistica non è atta a servire quale mezzo per la sopravvivenza ma
quale mezzo per raggiungere un appagamento senza limiti.
A tal fine è necessaria
la saggezza della Kabbalah che sviluppa nell’uomo il sentimento e la
capacità di comprendere che di fatto il mondo intero è basato sulla
donazione al prossimo, e che tutte le distruzioni e le guerre che
avvengono nel mondo sono dovute alla resistenza dell’ ego umano nei
confronti di questa legge.
Saper ricevere
È necessaria
l’introduzione di questa conoscenza nel nostro sistema educativo che sta
crollando in Israele e nel mondo intero. L’attuale generazione
conseguirà che la Kabbalah è un metodo che educa l’uomo su come
realizzare al massimo il potenziale della propria vita. In tal modo, non
solo trasmettiamo sicurezza e protezione ai nostri bimbi, ma permettiamo
loro anche di conquistare il mondo intero realizzando così
quell’appagamento senza limiti di cui siamo tutti alla ricerca. |
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Il segreto dell'educazione dei
bambini |
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I bambini vorranno sempre essere come gli adulti. Quindi se si vuole che
si comportino diversamente, dovremo imparare a farlo noi per primi.
Fin dai primissimi giorni di vita di un
bambino, proviamo ad insegnargli l’arte della comunicazione. Vogliamo
che i nostri bambini “giochino magnificamente”, così organizziamo per
loro vacanze e feste di compleanno. Ci preoccupiamo di ottimizzare il
loro tempo libero, e spendiamo delle considerevoli cifre di denaro in
giochi educativi e in manuali sull’educazione. Ci piace che gli altri
adulti apprezzino l’intelligenza dei nostri figli e le loro buone
maniere. Ma spesso ci dimentichiamo che quasi ogni giorno, mentre sono a
scuola, i nostri figli devono sostenere degli esami “di sopravvivenza”
con i loro compagni.
Gli adulti sono sempre pronti ad
incontrare i figli a metà strada, a perdonarli e ad essere comprensivi,
mentre nelle loro relazioni i bambini devono battersi a “ferro e fuoco”
per i loro diritti: pretesa e rinuncia, attacco e difesa, abitudine
all’ostilità dei compagni verso di loro. E nonostante quanto ci
sforziamo di creare un’oasi di felicità e di prosperità, la loro vita
reale si svolge fuori di casa.
Lì, nel grande mondo, un bambino deve
immediatamente imparare a giocare secondo regole diverse. Può vedere che
il successo e la prosperità si guadagnano con le bugie, gli intrighi e
la forza brutale. Ma siamo stati proprio noi a scrivere queste regole.
Senza accorgercene, abituiamo i bambini alla politica del doppio
binario. Ogni genitore ha approssimativamente gli stessi pensieri. ”Sono
pronto a fare ogni cosa perché i miei figli riescano al meglio. E non
solo per riuscire al meglio, ma soprattutto meglio degli altri.”
Con questo pensiero del “meglio degli
altri” noi stiamo lentamente ma inesorabilmente tagliando il ramo sul
quale siamo seduti. All’inizio i bambini, inconsciamente e poi
consciamente, adotteranno le regole del gioco. Il mondo è diviso tra
“noi” e “loro”, e se “loro” si trovano sulla strada dei nostri
interessi, immediatamente diventano dei fuorilegge. Fuori dalla “nostra”
legge. Non c’è bisogno di dire che possiamo vedere i disastrosi
risultati di questo comportamento nella vita di tutti i giorni.
C’è un’alternativa? La Kabbalah sostiene
che sì, esiste, e che con essa gli interessi di tutti saranno tenuti in
considerazione. Questo significa che indipendentemente dall’aggregazione
ad un certo gruppo a livello sociale, nazionale, religioso o ad altro
livello, ad ogni persona verrà garantito il rispetto dei suoi interessi
vitali. Questa non solo diventerà la lettera della legge, scritta nella
costituzione, ma diventerà anche l’intima ispirazione per moltissime
persone.
Tutto ciò è possibile ammesso che ognuno,
senza eccezione, segua la legge del “non fare al tuo amico, ciò che tu
odi”. Aderendo semplicemente a questa regola, la vita cambierebbe
letteralmente, per il meglio, davanti ai nostri stessi occhi.
E i bambini? I bambini vorranno sempre
essere come gli adulti. Se noi, gli adulti, incominciamo a comportarci
in un altro modo, i bambini ci imiteranno immediatamente. Negli asili,
nelle scuole e per le strade, appariranno dei nuovi giochi nei quali i
bambini impareranno a vicenda come vivere in un mondo di bene. Perciò,
la cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli è di cominciare ad
educare noi stessi. |
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Il
bisogno di nutrire la giusta percezione nei bambini
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Rav Michael Laitman: Ho ricevuto molte domande da genitori che desiderano vedere
crescere i loro bambini in modo appropriato, perché soffrono nel vedere
il risultato dell’educazione che i loro piccoli ricevono a scuola.
È
importante nutrire una corretta percezione della realtà nei bambini sin
dalla giovane età. Questa porta un’attitudine completamente diversa
verso il mondo in loro; cominciano a percepire le connessioni occultate
in ogni cosa che succede intorno a loro, interpretano gli eventi
accuratamente, trovano le cause di cosa sta accadendo e sanno rispondere
alle domande riguardo al proprio comportamento.
È evidente
nel gruppo dei bambini con cui lavoro. Ma come fa questo a diventare una
risorsa per ogni famiglia? Idealmente, nell’ambiente appropriato, è
possibile sviluppare visioni spirituali nei bambini sin dalla più
giovane età, e condurre una crescita spirituale affianco alla crescita
fisica. Rav Kook (che visse tra il 1865-1935 ed era Rabbino Capo di
Israele) scrisse che se avesse potuto avrebbe studiato la Kabbalah con i
bambini di sei anni. |
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La giovane generazione
desidera un qualcosa che non è di questo mondo |
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Ultimamente sembra che sempre più adolescenti che si affacciano
alla loro vita di adulti non abbiano più il desiderio di
conseguire carriera, gloria o onore. Talvolta sembra che
semplicemente non desiderino nulla. Da conversazioni col Dott.
Rav Michael Laitman pubblicate sul mensile sull’argomento
educazione, proveremo a comprendere cosa vuole veramente la
giovane generazione.
La
generazione attuale è una generazione speciale nel suo genere
La saggezza della
Kabbalah ci spiega che i bambini di oggi e quelli di domani sono
bambini molto speciali. Sono molto evoluti a livello di
profondità interiore rispetto alle generazioni precedenti per
quanto riguarda il loro rapporto col mondo circostante e nelle
aspettative da esso. Non desiderano né credono più in ciò in cui
credevano le generazioni precedenti. Percepiscono
inspiegabilmente che un buon mestiere, danaro o posizione non li
soddisferebbe più e già in partenza non li desiderano. I bambini
di oggi, come quelli della prossima generazione, non vogliono
riempirsi sul piano di questo mondo. Hanno un desiderio molto
evoluto per qualcosa, ma non sanno per che cosa.
E
allora cosa vuole veramente la giovane generazione
Nell'ambito della saggezza della Kabbalah vi è la possibilità di
studiare quale è l'intima natura di questa generazione e la sua
missione. La prossima generazione dovrà auto scoprire il Mondo
Spirituale, quella parte di realtà che esiste in aggiunta al
mondo fisico. Quella parte di realtà che attualmente le è
nascosta. La giovane generazione vuole conoscere l’altra metà
della vita, le forze che governano la propria vita, vuole
comprendere per cosa vive, cosa avviene prima della nascita e
dopo la morte. Queste domande si trovano dentro, nella profonda
interiorità del bambino. Non le sente ancora e non sa
esprimerle, ma ardono nel suo subconscio.
Noi adulti dobbiamo
prodigarci per fornire ai nostri figli le risposte a tutte le
loro domande interiori.

La
saggezza della Kabbalah – la risposta per la giovane generazione
La saggezza della
Kabbalah racconta al bimbo tutto ciò che lui vorrebbe chiedere.
Insegna al bambino come deve comportarsi verso sé stesso e verso
gli altri, del perché è nato, del perché vive, in quale maniera
deve vivere, cosa succede quando il corpo muore, quali sono
tutti i sistemi che esistono in natura e in tutto questo grande
mondo.
Nel momento in cui
forniremo al bambino volta per volta tutte le risposte, egli
comincerà a sentire tutto questo, comincerà ad essere
consapevole della sua natura e delle forze che operano su di lui
e vedremo quanto fiorirà e quanto bene starà. Vedremo una
generazione che saprà dove può trovare appagamento. |
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L’Educazione "Superiore": Come
Avere Ragazzi Felici
Suggerimenti pratici sull’educazione e sul come
risolvere conflitti fra genitori e figli |
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"L'educazione non crea nulla di nuovo, ma piuttosto rivela ciò
che è nascosto all'interno di una persona". (Rav Kuk, Saggi del
Raiah, pag 100)
Si possono trovare preziosi consigli nelle guide su come
allevare i figli. Un buon consiglio molto spesso può evitare
mesi o addirittura anni di indecisione e frustrazione, ed
aiutare famiglie ad uscire da situazioni davvero estreme.
Tuttavia, spesso, si incontrano problemi o situazioni che "ci
colgono impreparati", e ci lasciano attoniti a chiederci se
siamo in grado di rispondere adeguatamente. In tali situazioni,
la nostra risposta in genere equivale ad un perplesso sorriso o
a un confuso borbottio, che celano la nostra mancanza di
conoscenza e la nostra grande indecisione su qual è veramente la
cosa corretta da fare.
Essendo consapevoli della particolarità dei ragazzi nell’età
dello sviluppo e dell’ansia di molti genitori, abbiamo deciso di
raccogliere alcuni suggerimenti pratici per ogni problema,
basandoci sull’autentica saggezza della Kabbalah, che si
riferisce a questioni dell'anima, all'educazione ed alle enormi
domande delle giovani persone. Approfittatene!
Una
Risposta Ad Ogni Domanda
Essere genitori non sarà mai un lavoro facile. In aggiunta alle
lunghe ore insonni ed alla preoccupazione per il sostegno ed il
benessere dei bambini, troviamo più difficile e impegnativo di
tutti un compito richiestoci: fornire risposte ad ogni domanda
che ci viene posta. Sicuramente molti di voi hanno familiarità
con lo scenario in cui il dolce bambino apre un paio di enormi,
curiosi occhi, innocentemente vi guarda dritto negli occhi, e
spara senza pietà domande relative al senso della vita ed al suo
scopo. In tali casi, davvero non fa molta differenza se sei un
fan del Dr. Spock, o un fervente lettore di Tracy Hogg (autore
del famoso best-seller, "Baby Whisperer"), probabilmente
rimarrai senza parole, perchè le risposte a queste domande non
si trovano nei libri.
E' proprio questo il motivo per cui abbiamo scelto di dedicare
la prima parte di questa sezione a come rispondere a quelle
enormi domande poste dai piccoli che crescono nelle nostre case.
Dobbiamo dire loro quello che pensiamo, anche se la risposta non
è così "facile da digerire", oppure dobbiamo eludere la domanda
con una risposta evasiva, e lasciarli affrontare la questione in
una futura fase della loro vita?
Dì sempre la verità, ma sii appropriatamente garbato
"Siate franchi con il bambino, diretti fino all’estremo,
altrimenti non otterrete la sua fiducia, poiché un bambino è
sensibile a qualsiasi falsità, per quanto benevola possa
essere". (Yanush Korchak).
Soprattutto, renditi conto che i bambini sono per natura
sensitivi. Se si accorgono che gli viene nascosto qualcosa,
questo può mandare in frantumi l'intero sistema di reciproca
fiducia e rispetto con i genitori. Pertanto, se detieni
informazioni importanti o profonde intuizioni riguardanti la
vita, non nasconderle ai tuoi figli.
Loro sono assetati di quella conoscenza.
È sempre preferibile non nascondere la verità ai bambini,
tuttavia, non c’è alcuna necessità di caricarli con questioni
che sono ancora emotivamente impreparati a gestire. In pratica,
se la verità non è semplice, prova a semplificarla e ad
adattarla al mondo di fantasia del bambino, in modo dolce e non
minaccioso, in modo tale da non fargli pressione. Ricorda che
ogni storia che racconti ai tuoi figli prende vita e diventa
reale. E’ vostro dovere come genitori essere sensibili allo
sviluppo emotivo e mentale dei vostri figli. Solo in conformità
con la loro maturità emotiva, potrete rivelare un ulteriore
livello di saggezza di vita che avete accumulato nel corso degli
anni.
Pertanto, a volte è meglio aspettare che la domanda per una
conoscenza ulteriore venga dal bambino stesso, così sente che
non è "spinto" in qualcosa che non aveva nemmeno richiesto.
L’espressione della sua volontà ti segnala che è pronto ad
assimilare una risposta più profonda. Ascolta attentamente e
segui la sua reazione alle cose che gli dici, in questo modo
potrai essere sicuro che non lo stai gravando troppo né
confondendo.
Se non conosci la vera risposta alle domande, non avere paura di
ammetterlo, ma non sottrarti alla tua responsabilità di
ricercare la risposta, magari insieme con loro. Come Albert
Einstein una volta disse: "La cosa importante è non smettere di
fare domande".
La Grande Ribellione ed il Piccolo Individuo e...
Come genitori, tendiamo a dare ai nostri figli un sacco di
consigli, ma molte volte, loro ascoltano attentamente e poi
procedono a fare l'esatto opposto. Per qualche ragione, nella
maggior parte dei casi, un individuo sente la necessità di fare
l'esatto opposto di quello che gli è stato spiegato, e di
scoprire migliori e più adeguate soluzioni rispetto a quelle che
hanno trovato i loro genitori, e cioé di vivere la propria vita.
Anche se non sempre ha successo, tale aspirazione non sembra
sfuggire a nessuno.
Quasi tutti ci siamo ad un certo punto ribellati ai nostri
genitori. Eppure, quando guardiamo crescere i nostri bambini,
una delle cose di cui abbiamo più paura, è che faranno lo
stesso.
Da dove deriva questa aspirazione a ribellarsi contro l’intera
eredità della generazione precedente? Come possiamo affrontare
tutto questo in modo più efficiente senza forzare il nostro
parere e senza ostacolare lo sviluppo del bambino?
Consigliandoci con Onestà ed Amicizia
La Kabbalah spiega che quando a un individuo viene chiesto di
cambiare, egli oppone naturalmente resistenza, perché
l'aspirazione al cambiamento non deriva da se stesso e non
avverte alcun vantaggio ad acquisire tale cambiamento. La verità
è che nella maggior parte dei casi egli è corretto. Perché?
Perché la maggior parte dei consigli che riceviamo dai nostri
genitori risultano dai modelli di pensiero che hanno assimilato
nella loro infanzia, adatti a loro, non a noi. Così,
inconsciamente, i loro consigli servono in primo luogo a loro
stessi, e non a noi, quindi non sono accettabili per noi.
Allo stesso modo, è importante rendersi conto che
inconsciamente, ogni genitore spera in segreto che i suoi figli
seguiranno le sue orme. Pertanto, inculca loro i suoi concetti e
valori.
Al fine di creare un’efficiente e sana comunicazione con un
bambino, abbiamo bisogno di capire che ogni nuova generazione ha
valori nuovi e diversi dai nostri, valori che non corrispondono
alle nostre aspettative. Se ignoriamo questo conflitto che c’è
fra le aspirazioni dei genitori e il nuovo livello di sviluppo
del bambino, l’inevitabile conseguenza sarà la ribellione.
Attraverso l'osservazione della natura dell’uomo, i Kabbalisti
hanno concluso che l'unica possibilità che un bambino ascolti un
genitore, è che senta che trarrà beneficio dall’accettare il
consiglio. Pertanto, è molto saggio dare al bambino, un
consiglio o una spiegazione che possa fornirgli la sensazione
che accettandolo, otterrà personalmente qualcosa che non è
necessariamente collegato con il genitore. Questo richiede che
un genitore sia onesto con se stesso, e che esamini l'essenza
del suo consiglio. Deve chiedere continuamente a se stesso, "A
chi serve effettivamente questo consiglio?"
E' di vitale importanza che il consiglio non appaia nella forma
di "Cosa fare e cosa non fare", ma fare in modo che il bambino
capisca da sé, dentro sé stesso, quello che ha necessità di
fare. In questo modo, non sentirà che una certa azione è stata
forzata nella sua vita, ma sentirà che l'idea di cambiare si é
sviluppata in modo indipendente all’interno di sé.
Un altro punto interessante che i Kabbalisti promuovono, è che
entro la profondità del suo cuore, ogni bambino desidera
ardentemente un vero amico. Una delle sue più grandi speranze è
scoprire veri amici, anche nei fratelli e nei genitori. Nel
profondo del suo cuore, un bambino è pronto per una relazione
tale con i suoi genitori. Pertanto, al fine di creare un vero
dialogo con i bambini, i genitori hanno bisogno di imparare come
diventare un amico e un fratello maggiore. Il genitore deve
cercare di creare fiducia reciproca che non sia basata
sull’onore o sul controllo, ma sulla vera amicizia e
collaborazione, per il raggiungimento di un qualche obiettivo
comune, un obiettivo basato sull’amore incondizionato.
Buona fortuna! |
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Mio
figlio è geloso, che posso fare?
La gelosia tra fratelli è una
reazione naturale dell’egoismo. |
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Spesso,
dopo la nascita di un fratellino, il bimbo più grande manifesta
un comportamento cattivo.
Odia il nuovo bambino, prova invidia nei suoi confronti e può
arrivare perfino a tentare di fargli del male.
Questa è
una reazione naturale dell’egoismo. I genitori possono provare a
spiegare a questo bimbo come dovrebbe comportarsi, ma è
impossibile aspettarsi una reazione corretta. E’ scritto:
“educate un giovane rapportandovi al suo cammino.” Questo
significa che i genitori dovranno adoperarsi per non far pesare al bambino più grande
questo suo nuovo ruolo in famiglia, in modo da fargli capire che
comportarsi bene con il nuovo nato è per lui vantaggioso.
Quando
nasce un nuovo bambino la madre è contenta perché la famiglia si
allarga. Il bimbo più grande dovrebbe sentire la stessa
emozione. Come fare? Per esempio può ricevere un regalo “da
parte” del nuovo fratellino. In tal modo il maggiore potrà
constatare che questo nuovo bambino gli permette di ricavare
qualcosa di buono per il suo egoismo. In caso contrario lo
odierà, poiché percepisce che l’attenzione della madre è ora
rivolta completamente verso il fratellino: tutti se ne prendono
cura e nessuno si prende cura di lui.
Nelle
generazioni precedenti, probabilmente, la gelosia tra fratelli
non era così acuta: le persone vivevano circostanze più modeste,
o i fratelli maggiori avevano più amici con cui poter giocare ed
in tal modo prestavano meno attenzione ai loro fratelli più
piccoli. Oggi non è così, i genitori devono soddisfare i
desideri dei bambini più grandi, mostrando loro che, se ricevono
qualcosa di buono, è grazie al bambino appena nato. |
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