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KABBALAH RIGUARDO
ALL'EDUCAZIONE |
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La Kabbalah
riguardo all'Educazione
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La Kabbalah riguardo all'Educazione |
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La
Kabbalah arriva in soccorso dell’educazione odierna e delle crisi
genitoriali |
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Il mondo
che dobbiamo far conoscere ai nostri figli
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L’atteggiamento dell’“io contro tutto e tutti” si insinua anche
nell’educazione dei nostri figli. Noi desideriamo proteggerli dalle
minacce del mondo e della società e cerchiamo gli strumenti adatti per
farlo. Ma questo atteggiamento e le azioni che ne derivano, in verità,
proteggono il bambino per un lungo periodo? Oppure conviene guardare la
cosa da una angolatura leggermente diversa?
Negli ultimi
decenni i vari corsi sono diventati sempre più popolari. I genitori
vogliono dare ai loro figli un completamento al loro quadro educativo.
Fra un corso di danza e uno di scultura, fra una lezione di chitarra e
una di calcio, sono diventati popolari anche le lezioni di judo e di
arti marziali. Al di là del fatto che il bambino scarica la propria
energia in queste lezioni, non pochi genitori, anche se non lo
ammettono, vedono in questi corsi la possibilità di dare al bambino
degli strumenti per difendersi.
La facoltà data al
bambino di proteggersi di fronte ad atti di prepotenza e di violenza,
sono diventati un elemento specifico nell’ambito di ogni scuola, per
aumentare un po’ la sensazione di sicurezza. Di fatto, queste
manifestazioni aumentano sempre più ed i potenziali acquisiti dai nostri
figli, non necessariamente, oggi, soddisfano il loro
obbiettivo iniziale. Ogni lucchetto ha il suo scassinatore?! Così è
anche nell’educazione. Anche se insegneremo al bambino come affrontare
A, domani arriverà un nuovo B, che intimorirà di più e sarà più
litigioso. L’impressione è che non ce la faremo mai a tenere il ritmo e
stare al passo per proteggere davvero i nostri figli.
L’origine di tale
timore è di fatto nella forma pensiero convenzionale che stabilisce che
il problema è nella società, per cui noi dobbiamo proteggere noi stessi.
“La società è violenta e minacciosa per cui io devo autodifendermi e
stare attento”. Questa mentalità dell’ “io contro tutto e tutti noi la
trasmettiamo ai nostri figli, consapevolmente o inconsapevolmente. La
saggezza della Kabbalah propone un diverso punto di vista, quello di:
“io insieme e col mondo”. L’ambiente e le forze che circondano il mondo
proteggeranno l’Uomo quando egli sarà in armonia con esse. E’ finita
l’era dell’autodifesa. Armonia ed equilibrio sono la parola chiave.
Siamo tutti un ricamo umano vivente
Il
principio da applicare è semplice: il giusto tipo di educazione alla
dazione. E non si parla solo del “hai e devi dare all’altro”. Si parla
di fatto di un’educazione che è parte della Natura e che è la
conseguenza della sua osservazione. La Natura opera in armonia e quanto
più ci comporteremo secondo le Sue leggi, più ci guadagneremo. Armonia
con la Natura significa avere una sensazione di benessere e di
equilibrio. Volete delle prove? Tutti gli esseri viventi, i vegetali ed
i minerali operano uno a favore dell’altro sulla base dell’unione ed
dell’armonia Le leggi della Natura non sbagliano. Ed è possibile vederlo
con chiarezza quando si pensa alla catena alimentare o alla riproduzione
dei vegetali. In sostanza, in ogni luogo in cui vi sia natura e basta,
le leggi della Natura si manifestano nel pieno della loro bellezza e
magnificenza. Anche per quel che riguarda l’Uomo la legge della Natura è
simile: le persone devono essere unite fra di loro.
Se insegneremo ai
nostri figli questa legge basilare e tramite loro cominceremo anche noi
ad interiorizzarla ed a comportarci di conseguenza, l’armonia con la
Natura arriverà da sé. La Natura non avrà alcuna ragione di richiamarci
ancora e ancora “nell’aula del preside” per i colpi e le minacce che
tutto il tempo sopravalgono. L’ambiente non ci minaccerà più in quanto
ne faremo parte. La forza superiore, le forze della Natura, proteggono
l’Uomo quando questi si trova in armonia con esse.
Come conseguenza
della legge fondamentale, vi sono due ulteriori principi che devono
anch’essi essere insegnati ai bambini al fine di fornire loro il quadro
completo. Il primo principio è l’esistenza della Forza Superiore a cui
noi siamo soggetti (e noi ci troviamo sotto il suo dominio). Il secondo
principio è che se noi vogliamo il benessere, in egual modo dobbiamo
procurare benessere agli altri. I bambini recepiscono questi messaggi in
maniera fantastica e sono veloci nel metterli in pratica. E quando lo
fanno, è più facile per loro realizzare che il mondo è veramente così
organizzato, rispetto gli adulti che sono alle prese con le faccende
del mondo. La messa in pratica conduce all’armonia. L’armonia porta
protezione.
Quindi la prossima
volta che pensate all’educazione del bambino, all’ampliamento della sua
istruzione e dei suoi orizzonti, alla sua preparazione alla vita vera,
prendete tutte le informazioni possibili e investite un po’ del vostro
tempo alla ricerca di una attività che sia in armonia con l’ambiente.
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La
rabbia di un genitore: un importante strumento educativo! |
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L’insegnamento
Kabbalistico considera l’azione di “essere arrabbiati” molto
particolare. Infatti all’interno della nostra natura egoistica, in cui
compiamo ogni singola azione per ricevere piacere o per sfuggire la
sofferenza, compaiono dei pensieri, dei desideri che noi cerchiamo di
soddisfare. Se, per esempio, abbiamo fame (desiderio) ci mangiamo una
bella bistecca (piacere).
Secondo la Kabbalah,
però, sotto la rabbia c’è un meccanismo più complesso in cui è l’azione
stessa che ci procura il piacere e non il risultato di quell’azione.
Inoltre, associata alla rabbia, c’è sempre anche la presunzione
indistruttibile di essere nel giusto, per cui la rabbia si autoalimenta
con l’orgoglio che proviamo nell’essere arrabbiati.
Per
questo Rabash, nell’articolo 59, ci ricorda, che quando siamo arrabbiati
siamo nello stato in cui il “Creatore dice: Io e lui non possiamo
convivere in un’unica sezione”, il che significa che la nostra
qualità, in questo stato, è totalmente opposta a quella della Natura,
che è Amore assoluto.
Ma allora come
possiamo affermare che la rabbia possa essere uno strumento educativo?
La Kabbalah ci
insegna che possiamo utilizzare questa emozione che chiamiamo “rabbia”,
così come ogni nostra caratteristica naturale, per andare oltre il
nostro Ego, e sviluppare in noi la qualità dell’Amore vero.
Come?
In pratica, nel
nostro ruolo di
genitori adulti,
dobbiamo assumere un comportamento che consiste in una specie di
teatrino, una recita, in cui non proviamo realmente una rabbia
incontrollata verso nostro figlio, ma utilizziamo i segnali
non
verbali
della rabbia
(espressione, tono della voce, ecc...) in modo artificiale e temporaneo
per richiamarlo alla regola trasgredita. Dopo di che fra noi e lui tutto
torna normale, in modo che il bambino non percepisca un ricatto di tipo
affettivo.
Così facendo offriremo un modello educativo di
grande valore, un vero e proprio specchio, che permetterà ai nostri
figli di riconoscere anche in se stessi lo stato della rabbia e di
trasformarlo, a loro volta, in uno strumento positivo per conoscere la
natura del proprio male e per correggerla.
Quando il vostro
bambino commette qualche “marachella”,
mostrategli apertamente che siete arrabbiati
a patto che:
-
non sfoghiate su di
lui la rabbia subita da altri
e di cui non è
responsabile (domandiamoci: siamo in grado di riconoscere in noi la
nostra natura egoistica?);
-
gli
spieghiate
in modo chiaro e coerente il perché
quello che ha
combinato non era corretto rispetto alle regole "della casa"
(domandiamoci: siamo in grado di rimanere sereni mentre lo facciamo? Il
nostro è un compito importante e le regole non si assimilano in un
giorno!);
-
siate capaci di
limitare la vostra
rabbia,
in modo che vostro figlio possa distinguere un "prima" e un "dopo"
(domandiamoci: siamo in grado di non perdere il controllo e di gestire
l'intero ciclo educativo, cioè "sono arrabbiato - ti spiego i motivi -
eventualmente ti punisco - ora non sono più arrabbiato")
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I miei genitori sono dinosauri
Quando
i bambini ricevono le risposte di cui hanno bisogno, si disconnettono
dai genitori e vivono le loro vite |
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Vediamo spesso come
le giovani generazioni vedano negativamente i propri genitori e gli
anziani, come li trattino con rabbia e reagiscano con aggressività ai
consigli che vengono loro dati.
Se vedessimo questa
rabbia come un segnale di qualcosa di più profondo, capiremmo che forse
hanno ragione, perché le generazioni precedenti non stanno loro dando
ciò di cui hanno bisogno.
Cosa diamo oggi
alle giovani generazioni? Apparentemente esse posseggono tutto: snack,
televisione o videogame. Ma non è quello che chiedono, non quello che
vogliono, non quello al quale sono destinati, a loro manca la risposta
alla domanda: “Per quale ragione vivo?” e questa mancanza si manifesta
sotto forma di violenza e rabbia.
Perché esistono una
vecchia e una nuova generazione? I vecchi dovrebbero fornire ai giovani
le informazioni sulla vita, saggi consigli e come districarsi fra i
problemi della vita stessa, per rispondere alla fondamentale domanda
esistenziale: “Dove sono?”, “A che scopo?” ,“Perché?” ,“A che serve la
mia vita?”.
Sfortunatamente,
più spesso di quanto non si immagini, ciò non accade. La maggior parte
dei genitori stessi non conosce la risposta a queste domande. Ebbene,
questo non li esime dall'obbligo di fornire ai loro figli ciò di cui
hanno bisogno? Certo che no! Se i genitori non hanno le risposte,
dovrebbero cercarle.
I figli dicono: “Mi
hanno voluto, mi hanno portato in questo mondo e sembra che mi ci
abbiano buttato, senza aiuto”. Questo è ciò che sentono nel loro intimo.
Non ricevendo tali
risposte, i figli si disconnettono e si allontanano dai propri genitori.
Un bambino torna a
casa, mangia qualcosa e vive la propria vita. Padri, madri e tutti
coloro che stanno là fuori sono come macchine che provvedono ai loro
bisogni materiali. Ogni altra cosa riguardi la loro anima o i loro
bisogni più intimi non ha nulla a che fare con loro. Chi sono quelle
persone? Dinosauri o robot che li servono. Ciò è come i genitori
appaiono ai figli.
Potrebbe essere
diverso? Solo se i genitori stessi ricevessero un'educazione diversa.
Se i figli
vedessero i loro stessi genitori interessarsi all'essenza della vita,
alla ragione dell'esistenza e a come ottenerla, se vedessero i loro
genitori evolvere giorno per giorno, i figli sentirebbero come possono
ottenere risposta ad ogni domanda.
I genitori
potrebbero loro spiegare cosa succede nel mondo e perché, aiutarli a
capire le proprie crisi, così potrebbero relazionarsi col mondo
correttamente. I genitori potrebbero non solo spiegare queste cose ma
anche infondere loro sicurezza e coinvolgerli in questa saggezza.
Purtroppo, se i
figli vedessero in profondità quanto i propri genitori siano poveri di
spirito, se potessero testimoniarlo divorziando, prendendo droghe o
perdendo il proprio tempo, sprecando le proprie vite, che atteggiamento
avrebbero nei loro confronti?
I bambini di oggi
sono molto intelligenti.
È per questo motivo
che i genitori dovrebbero capire che, per il loro bene, dovrebbero prima
di tutto educare sé stessi. |
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Dalla generazione Io alla generazione
Noi
I giochi dei bambini dovrebbero
insegnare loro a vincere connettendosi l'uno con l'altro |
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Negli anni ottanta,
Douglas Coupland rese popolare il termine Generazione X, riferendosi
alla nuova generazione. Presto divenne un argomento scottante e si creò
una cultura popolare che cercava di decifrare le qualità uniche di
questa nuova generazione.
Oggi, viviamo nel
tempo della Generazione Io, una generazione che è attratta ed
interessata ad un unico tema: sé stessa!
La Kabbalah
suggerisce che la migliore via per passare dalla Generazione Io alla
Generazione Noi, nella quale ci sentiamo connessi, sicuri e protetti, è
attraverso un nuovo tipo di educazione.
Che ci crediate o
no, uno dei principali mezzi dell'educazione dei bambini è: l'uso del
gioco!
I giochi a cui
giocano i bambini moderni, della Generazione Io, hanno lo scopo di
vincere cercando di essere il più veloce, il più intelligente o,
semplicemente, “essendo il migliore di tutti”.
Per arrivare alla
Generazione Noi, i genitori dovrebbero incoraggiare i loro bambini a
giocare in maniera che il vincitore sia il migliore a interagire con gli
altri.
Sin da piccoli, i
bambini imparerebbero i benefici di essere connessi agli altri e
svilupperebbero un metodo di pensiero in armonia con la Natura, dove
tutto è già interconnesso armoniosamente.
In più, insegnando
ai bambini come vincere connettendosi con gli altri, questi giochi
potrebbero mostrare come, senza tale connessione, si fallisca. Il gioco
dovrebbe far capire che essere il migliore, trionfare e vincere può
accadere solo quando tutti vincono. Aiuterebbe i bambini a fare l'intima
transizione fra Io e Noi, e condividerebbero la vittoria con gli altri.
Questi giochi e
sistemi educativi potrebbero pavimentare la strada verso una nuova
mentalità interconnessa, auspicabile per il 21° secolo. I nostri tempi,
di crescente globalizzazione, che va di pari passo con un crescente
egoismo, necessitano che tale transizione passi dalla “Mentalità
dell’Io” alla “Mentalità del Noi”. Attraverso giochi che permettono tale
passaggio, genitori e figli insieme, imparerebbero una verità
fondamentale della vittoria: si può ottenere solo insieme gli altri, mai
da soli. |
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L’educazione senza Ritalin
L’iperattività è un fenomeno naturale delle nuove
generazioni di bambini
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Oggi circa l’80 -
90% dei bambini risulta essere iperattivo. A molti di loro è stato
prescritto il Ritalin. Non solo, ai genitori viene persino detto: “Non
portate il vostro bambino a scuola senza prima avergli somministrato il
Ritalin.” Nelle scuole è diventato quasi un prerequisito di ammissione
alle lezioni.
Questo è sicuramente sbagliato. La
Kabbalah ci spiega che la gente cambia da una generazione all’altra
perché il nostro desiderio cresce di continuo. Le persone di una nuova
generazione hanno desideri maggiori rispetto a quella precedente; questi
individui moderni, quindi, svilupperanno nuove tecnologie ed una nuova
società, in tal modo l’umanità avanzerà. Per questa ragione ogni
generazione è superiore a quella che l’ha preceduta.
Al giorno d’oggi abbiamo raggiunto una
generazione speciale, dove l'ego è balzato ad un livello tale che siamo
incapaci di utilizzarlo nella maniera corretta. Quindi non capiamo
questi bambini, e, invece di provare a comprenderli, vogliamo calmarli
per fermarli ed incatenarli utilizzando il Ritalin. Ma tutto questo
blocca una persona e non la lascia sviluppare.
Il fatto grave è che non si tratta di un
bambino in particolare che risulti essere iperattivo: un conto infatti è
se si parlasse di uno o due bambini, ma sono l’80 - 90% ad essere
soggetti a questo fenomeno, e non si tratta affatto di un’eccezione.
Così è tutta questa generazione, e noi vogliamo metterla in catene per
segregarla come in una prigione.
Un bambino deve correre, un bambino deve
saltare, un bambino DEVE essere “iperattivo”. Deve tirar fuori la sua
energia, il suo desiderio di svilupparsi. Se noi poniamo su di lui delle
restrizioni, se lo curiamo, certamente gli nuoceremo sia fisicamente che
mentalmente.
Se è questo il fenomeno prevalente,
dobbiamo avvicinarlo con delicatezza, vederlo come qualcosa di naturale
e necessario per lo sviluppo. Dobbiamo, una volta per tutte, ammettere
con noi stessi che non sappiamo trattare con questi bambini, non siamo
capaci di calmarli, né abbiamo la minima idea di come collocarli nelle
scuole e dar loro i limiti necessari al loro bene. In ogni caso il
Ritalin non è la maniera corretta per affrontare la questione. |
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La
corretta educazione
Non dire ai
tuoi figli cosa fare: rendili desiderosi di farlo |
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Il
principio di base della corretta educazione è in realtà molto semplice:
i genitori non devono dire al proprio bambino che cosa fare, ma solo
come farlo, se il bambino lo chiede.
E che
cosa succede sino ad allora? I genitori dovrebbero utilizzare il loro
ingegno per trovare metodi alternativi di risvegliare nel bambino il
desiderio di fare ciò che deve essere fatto. In questo modo, il
desiderio di farlo sarà proprio del bambino. Questa è la corretta
educazione.
E’
scritto che dobbiamo "educare i giovani secondo il loro modo." Ciò
significa che non solo i genitori, ma anche il bambino dovrebbe vedere
chiaramente dove sta andando, e dovrebbe volerlo. Allora accetterà
l’educazione, la richiederà.
I
genitori che fanno pressione sui loro figli, e che cercano forzatamente
di insegnare loro certe informazioni o abitudini, allevano una
generazione accidentata.
La
saggezza della Kabbalah, d'altra parte, è contraria ad ogni tipo di
violenza o pressione. Sta scritto che "Non c'è nessuna costrizione nella
spiritualità". Nessuna costrizione, significa che ogni cosa esiste ed è
fatta soltanto per la propria volontà. Quello che i genitori devono fare
è risvegliare nei figli il desiderio per quello che vogliono.
Il
nostro problema è che nessuno sta facendo questo, e che l'intero sistema
di educazione è sbagliato. Da qui ne deriva che il nostro compito è di
aiutare i genitori a capire questo principio di Kabbalisti, cioè che
ogni cosa deriva dalla libera volontà di una persona, e tutto quello che
dobbiamo fare è aiutare il suo libero sviluppo. |
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