Vita, Amore e Famiglia
  ... ed i Rapporti di Coppia
  ... riguardo all'Educazione
  La Kabbalah e le Donne
  Kabbalah per Ragazzi
  A Scuola con Saggezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 KABBALAH RIGUARDO ALL'EDUCAZIONE

Home / Vita, Amore e Famiglia/ La Kabbalah riguardo all'Educazione
 
La Kabbalah riguardo all'Educazione

La Kabbalah arriva in soccorso dell’educazione odierna e delle crisi genitoriali 

 

   >> 1 2 3

 

Il mondo che dobbiamo far conoscere ai nostri figli

 

 

L’atteggiamento dell’“io contro  tutto e tutti” si insinua anche nell’educazione dei nostri figli. Noi  desideriamo proteggerli  dalle minacce del mondo e della società e cerchiamo gli strumenti adatti per farlo. Ma questo atteggiamento e le azioni che ne derivano,  in verità, proteggono il bambino  per un lungo periodo? Oppure conviene guardare la cosa da una angolatura leggermente  diversa?

Negli ultimi decenni i vari corsi sono diventati sempre più popolari. I genitori vogliono   dare ai loro figli un completamento al loro quadro educativo. Fra un corso di danza e uno di scultura, fra una lezione di chitarra e una di calcio, sono diventati popolari anche le lezioni di judo e di arti marziali. Al di là del fatto che il bambino scarica la propria energia in queste lezioni, non pochi genitori, anche se non lo ammettono, vedono in questi corsi   la possibilità di dare al bambino degli strumenti per difendersi. 

La facoltà data al bambino di proteggersi di fronte ad atti di prepotenza e di violenza, sono diventati un elemento  specifico nell’ambito di ogni scuola, per aumentare un po’ la sensazione di sicurezza. Di fatto, queste manifestazioni aumentano sempre più ed i potenziali acquisiti dai nostri figli, non necessariamente, oggi, soddisfano il loro obbiettivo iniziale. Ogni lucchetto ha il suo scassinatore?! Così è anche nell’educazione. Anche se  insegneremo al bambino come affrontare A, domani arriverà un nuovo B, che intimorirà di più e sarà più litigioso. L’impressione è che non ce la faremo mai a tenere il ritmo e stare al passo  per proteggere davvero i nostri figli.

L’origine di tale timore è di fatto nella forma pensiero convenzionale che stabilisce che il problema è nella società, per cui noi dobbiamo proteggere noi stessi. “La società è violenta e minacciosa per cui io devo autodifendermi e stare attento”. Questa mentalità dell’ “io contro tutto e tutti noi la trasmettiamo ai nostri figli, consapevolmente o inconsapevolmente. La saggezza della Kabbalah propone un diverso punto di vista, quello di: “io insieme e col mondo”. L’ambiente e le forze che circondano il mondo proteggeranno l’Uomo quando egli sarà in armonia con esse. E’ finita l’era dell’autodifesa. Armonia ed equilibrio sono  la parola chiave.

Siamo tutti un ricamo umano vivente

Il principio da applicare è semplice: il giusto tipo di educazione alla dazione. E non si parla solo del “hai e devi dare all’altro”. Si parla di fatto di un’educazione che è parte della Natura e che è la conseguenza della sua osservazione. La Natura opera in armonia e quanto più ci comporteremo secondo le Sue leggi, più ci guadagneremo. Armonia con la Natura significa avere una sensazione di benessere e di equilibrio. Volete delle prove? Tutti gli esseri viventi, i vegetali ed  i minerali operano uno a favore dell’altro sulla base dell’unione ed dell’armonia Le leggi della Natura non sbagliano. Ed è possibile vederlo con chiarezza quando si pensa alla catena alimentare o alla riproduzione dei vegetali. In sostanza, in ogni luogo in cui vi sia natura e basta, le leggi della Natura si manifestano nel pieno della loro bellezza e magnificenza. Anche per quel che riguarda l’Uomo la legge della Natura è simile: le persone devono essere unite fra di loro.

Se insegneremo ai nostri figli questa legge basilare e tramite loro cominceremo anche noi ad interiorizzarla ed a comportarci di conseguenza, l’armonia con la Natura arriverà da sé. La Natura non avrà alcuna ragione di richiamarci ancora e ancora “nell’aula del preside” per i colpi e le  minacce che tutto il tempo sopravalgono. L’ambiente non ci minaccerà più in quanto ne faremo parte. La forza superiore, le forze della Natura, proteggono l’Uomo quando questi si trova in armonia con esse.

Come conseguenza della legge fondamentale, vi sono due ulteriori principi che devono anch’essi essere insegnati ai bambini al fine di fornire loro il quadro completo. Il primo principio è l’esistenza della Forza Superiore a cui noi siamo soggetti (e noi ci troviamo sotto il suo dominio). Il secondo principio è che se noi vogliamo  il benessere, in egual modo dobbiamo procurare benessere agli altri. I bambini recepiscono questi messaggi in maniera fantastica e sono veloci nel metterli in pratica. E quando lo fanno, è più facile per loro realizzare che il mondo è veramente così organizzato, rispetto gli adulti che sono alle prese  con le faccende del mondo. La messa in pratica conduce all’armonia. L’armonia porta protezione.

Quindi la prossima volta che pensate all’educazione del bambino, all’ampliamento della sua istruzione e dei suoi orizzonti, alla sua preparazione alla vita vera, prendete tutte le informazioni possibili e investite un po’ del vostro tempo alla ricerca di una attività che sia in armonia con l’ambiente.

 
torna su

 

La rabbia di un genitore: un importante strumento educativo!
 

L’insegnamento Kabbalistico considera l’azione di “essere arrabbiati” molto particolare. Infatti all’interno della nostra natura egoistica, in cui compiamo ogni singola azione per ricevere piacere o per sfuggire la sofferenza, compaiono dei pensieri, dei desideri che noi cerchiamo di soddisfare. Se, per esempio, abbiamo fame (desiderio) ci mangiamo una bella bistecca (piacere).

Secondo la Kabbalah, però, sotto la rabbia c’è un meccanismo più complesso in cui è l’azione stessa che ci procura il piacere e non il risultato di quell’azione. Inoltre, associata alla rabbia, c’è sempre anche la presunzione indistruttibile di essere nel giusto, per cui la rabbia si autoalimenta con l’orgoglio che proviamo nell’essere arrabbiati.

Per questo Rabash, nell’articolo 59, ci ricorda, che quando siamo arrabbiati siamo nello stato in cui il “Creatore dice: Io e lui non possiamo convivere in un’unica sezione”, il che significa che la nostra qualità, in questo stato, è totalmente opposta a quella della Natura, che è Amore assoluto.

Ma allora come possiamo affermare che la rabbia possa essere uno strumento educativo?

La Kabbalah ci insegna che possiamo utilizzare questa emozione che chiamiamo “rabbia”, così come ogni nostra caratteristica naturale, per andare oltre il nostro Ego, e sviluppare in noi la qualità dell’Amore vero.

Come?

In pratica, nel nostro ruolo di genitori adulti, dobbiamo assumere un comportamento che consiste in una specie di teatrino, una recita, in cui non proviamo realmente una rabbia incontrollata verso nostro figlio, ma utilizziamo i segnali non verbali della rabbia (espressione, tono della voce, ecc...) in modo artificiale e temporaneo per richiamarlo alla regola trasgredita. Dopo di che fra noi e lui tutto torna normale, in modo che il bambino non percepisca un ricatto di tipo affettivo.

Così facendo offriremo un modello educativo di grande valore, un vero e proprio specchio, che permetterà ai nostri figli di riconoscere anche in se stessi lo stato della rabbia e di trasformarlo, a loro volta, in uno strumento positivo per conoscere la natura del proprio male e per correggerla.

Quando il vostro bambino commette qualche “marachella”, mostrategli apertamente che siete arrabbiati a patto che:

  1. non sfoghiate su di lui la rabbia subita da altri e di cui non è responsabile (domandiamoci: siamo in grado di riconoscere in noi la nostra natura egoistica?);

  2. gli spieghiate in modo chiaro e coerente il perché quello che ha combinato non era corretto rispetto alle regole "della casa" (domandiamoci: siamo in grado di rimanere sereni mentre lo facciamo? Il nostro è un compito importante e le regole non si assimilano in un giorno!);

  3. siate capaci di limitare la vostra rabbia, in modo che vostro figlio possa distinguere un "prima" e un "dopo" (domandiamoci: siamo in grado di non perdere il controllo e di gestire l'intero ciclo educativo, cioè "sono arrabbiato - ti spiego i motivi - eventualmente ti punisco - ora non sono più arrabbiato")

 
torna su

 
I miei genitori sono dinosauri

Quando i bambini ricevono le risposte di cui hanno bisogno, si disconnettono dai genitori e vivono le loro vite 

 

Vediamo spesso come le giovani generazioni vedano negativamente i propri genitori e gli anziani, come li trattino con rabbia e reagiscano con aggressività ai consigli che vengono loro dati.

Se vedessimo questa rabbia come un segnale di qualcosa di più profondo, capiremmo che forse hanno ragione, perché le generazioni precedenti non stanno loro dando ciò di cui hanno bisogno.

Cosa diamo oggi alle giovani generazioni? Apparentemente esse posseggono tutto: snack, televisione o videogame. Ma non è quello che chiedono, non quello che vogliono, non quello al quale sono destinati, a loro manca la risposta alla domanda: “Per quale ragione vivo?” e questa mancanza si manifesta sotto forma di violenza e rabbia.

Perché esistono una vecchia e una nuova generazione? I vecchi dovrebbero fornire ai giovani le informazioni sulla vita, saggi consigli e come districarsi fra i problemi della vita stessa, per rispondere alla fondamentale domanda esistenziale: “Dove sono?”, “A che scopo?” ,“Perché?” ,“A che serve la mia vita?”.

Sfortunatamente, più spesso di quanto non si immagini, ciò non accade. La maggior parte dei genitori stessi non conosce la risposta a queste domande. Ebbene, questo non li esime dall'obbligo di fornire ai loro figli ciò di cui hanno bisogno? Certo che no! Se i genitori non hanno le risposte, dovrebbero cercarle.

I figli dicono: “Mi hanno voluto, mi hanno portato in questo mondo e sembra che mi ci abbiano buttato, senza aiuto”. Questo è ciò che sentono nel loro intimo.

Non ricevendo tali risposte, i figli si disconnettono e si allontanano dai propri genitori.

Un bambino torna a casa, mangia qualcosa e vive la propria vita. Padri, madri e tutti coloro che stanno là fuori sono come macchine che provvedono ai loro bisogni materiali. Ogni altra cosa riguardi la loro anima o i loro bisogni più intimi non ha nulla a che fare con loro. Chi sono quelle persone? Dinosauri o robot che li servono. Ciò è come i genitori appaiono ai figli.

Potrebbe essere diverso? Solo se i genitori stessi ricevessero un'educazione diversa.

Se i figli vedessero i loro stessi genitori interessarsi all'essenza della vita, alla ragione dell'esistenza e a come ottenerla, se vedessero i loro genitori evolvere giorno per giorno, i figli sentirebbero come possono ottenere risposta ad ogni domanda.

I genitori potrebbero loro spiegare cosa succede nel mondo e perché, aiutarli a capire le proprie crisi, così potrebbero relazionarsi col mondo correttamente. I genitori potrebbero non solo spiegare queste cose ma anche infondere loro sicurezza e coinvolgerli in questa saggezza.

Purtroppo, se i figli vedessero in profondità quanto i propri genitori siano poveri di spirito, se potessero testimoniarlo divorziando, prendendo droghe o perdendo il proprio tempo, sprecando le proprie vite, che atteggiamento avrebbero nei loro confronti?

I bambini di oggi sono molto intelligenti.

È per questo motivo che i genitori dovrebbero capire che, per il loro bene, dovrebbero prima di tutto educare sé stessi.

 
torna su

 

Dalla generazione Io alla generazione Noi

I giochi dei bambini dovrebbero insegnare loro a vincere connettendosi l'uno con l'altro

 

Negli anni ottanta, Douglas Coupland rese popolare il termine Generazione X, riferendosi alla nuova generazione. Presto divenne un argomento scottante e si creò una cultura popolare che cercava di decifrare le qualità uniche di questa nuova generazione.

Oggi, viviamo nel tempo della Generazione Io, una generazione che è attratta ed interessata ad un unico tema: sé stessa!

La Kabbalah suggerisce che la migliore via per passare dalla Generazione Io alla Generazione Noi, nella quale ci sentiamo connessi, sicuri e protetti, è attraverso un nuovo tipo di educazione.

Che ci crediate o no, uno dei principali mezzi dell'educazione dei bambini è: l'uso del gioco!

I giochi a cui giocano i bambini moderni, della Generazione Io, hanno lo scopo di vincere cercando di essere il più veloce, il più intelligente o, semplicemente, “essendo il migliore di tutti”.

Per arrivare alla Generazione Noi, i genitori dovrebbero incoraggiare i loro bambini a giocare in maniera che il vincitore sia il migliore a interagire con gli altri.

Sin da piccoli, i bambini imparerebbero i benefici di essere connessi agli altri e svilupperebbero un metodo di pensiero in armonia con la Natura, dove tutto è già interconnesso armoniosamente.

In più, insegnando ai bambini come vincere connettendosi con gli altri, questi giochi potrebbero mostrare come, senza tale connessione, si fallisca. Il gioco dovrebbe far capire che essere il migliore, trionfare e vincere può accadere solo quando tutti vincono. Aiuterebbe i bambini a fare l'intima transizione fra Io e Noi, e condividerebbero la vittoria con gli altri.

Questi giochi e sistemi educativi potrebbero pavimentare la strada verso una nuova mentalità interconnessa, auspicabile per il 21° secolo. I nostri tempi, di crescente globalizzazione, che va di pari passo con un crescente egoismo, necessitano che tale transizione passi dalla “Mentalità dell’Io” alla “Mentalità del Noi”. Attraverso giochi che permettono tale passaggio, genitori e figli insieme, imparerebbero una verità fondamentale della vittoria: si può ottenere solo insieme gli altri, mai da soli.

 
torna su

 

L’educazione senza Ritalin

L’iperattività è un fenomeno naturale delle nuove generazioni di bambini

 

Oggi circa l’80 - 90% dei bambini risulta essere iperattivo. A molti di loro è stato prescritto il Ritalin. Non solo, ai genitori viene persino detto: “Non portate il vostro bambino a scuola senza prima avergli somministrato il Ritalin.” Nelle scuole è diventato quasi un prerequisito di ammissione alle lezioni.

Questo è sicuramente sbagliato. La Kabbalah ci spiega che la gente cambia da una generazione all’altra perché il nostro desiderio cresce di continuo. Le persone di una nuova generazione hanno desideri maggiori rispetto a quella precedente; questi individui moderni, quindi, svilupperanno nuove tecnologie ed una nuova società, in tal modo l’umanità avanzerà. Per questa ragione ogni generazione è superiore a quella che l’ha preceduta.

Al giorno d’oggi abbiamo raggiunto una generazione speciale, dove l'ego è balzato ad un livello tale che siamo incapaci di utilizzarlo nella maniera corretta. Quindi non capiamo questi bambini, e, invece di provare a comprenderli, vogliamo calmarli per fermarli ed incatenarli utilizzando il Ritalin. Ma tutto questo blocca una persona e non la lascia sviluppare.

Il fatto grave è che non si tratta di un bambino in particolare che risulti essere iperattivo: un conto infatti è se si parlasse di uno o due bambini, ma sono l’80 -  90% ad essere soggetti a questo fenomeno, e non si tratta affatto di un’eccezione. Così è tutta questa generazione, e noi vogliamo metterla in catene per segregarla come in una prigione.

Un bambino deve correre, un bambino deve saltare, un bambino DEVE essere “iperattivo”. Deve tirar fuori la sua energia, il suo desiderio di svilupparsi. Se noi poniamo su di lui delle restrizioni, se lo curiamo, certamente gli nuoceremo sia fisicamente che mentalmente.

Se è questo il fenomeno prevalente, dobbiamo avvicinarlo con delicatezza, vederlo come qualcosa di naturale e necessario per lo sviluppo. Dobbiamo, una volta per tutte, ammettere con noi stessi che non sappiamo trattare con questi bambini, non siamo capaci di calmarli, né abbiamo la minima idea di come collocarli nelle scuole e dar loro i limiti necessari al loro bene. In ogni caso il Ritalin non è la maniera corretta per affrontare la questione.

 
torna su

 

La corretta educazione

Non dire ai tuoi figli cosa fare: rendili desiderosi di farlo

 

Il principio di base della corretta educazione è in realtà molto semplice: i genitori non devono dire al proprio bambino che cosa fare, ma solo come farlo, se il bambino lo chiede.

E che cosa succede sino ad allora? I genitori dovrebbero utilizzare il loro ingegno per trovare metodi alternativi di risvegliare nel bambino il desiderio di fare ciò che deve essere fatto. In questo modo, il desiderio di farlo sarà proprio del bambino. Questa è la corretta educazione.

E’ scritto che dobbiamo "educare i giovani secondo il loro modo." Ciò significa che non solo i genitori, ma anche il bambino dovrebbe vedere chiaramente dove sta andando, e dovrebbe volerlo. Allora accetterà l’educazione, la richiederà.

I genitori che fanno pressione sui loro figli, e che cercano forzatamente di insegnare loro certe informazioni o abitudini, allevano una generazione accidentata.

La saggezza della Kabbalah, d'altra parte, è contraria ad ogni tipo di violenza o pressione. Sta scritto che "Non c'è nessuna costrizione nella spiritualità". Nessuna costrizione, significa che ogni cosa esiste ed è fatta soltanto per la propria volontà. Quello che i genitori devono fare è risvegliare nei figli il desiderio per quello che vogliono.

Il nostro problema è che nessuno sta facendo questo, e che l'intero sistema di educazione è sbagliato. Da qui ne deriva che  il nostro compito è di aiutare i genitori a capire questo principio di Kabbalisti, cioè che ogni cosa deriva dalla libera volontà di una persona, e tutto quello che dobbiamo fare è aiutare il suo libero sviluppo.

 
torna su
 
<< Pagina precedente
 

 

NUOVO CORSO

 

Registrati gratuitamente al prossimo corso virtuale di Kabbalah Autentica

REGISTRATI

 


Contenuto

 
Il mondo che dobbiamo far conoscere ai nostri figli
La rabbia di un genitore: un importante strumento educativo!
I miei genitori sono dinosauri
Dalla generazione Io alla generazione Noi
L'educazione senza Ritalin
La corretta educazione

 

Lezioni per Bambini

 
Video, Lezioni e Animazione per piccoli e non solo...
L'unico posto dove i bambini possono chiedere a un Kabbalista tutto quello che hanno sempre voluto sapere sulla vita.