I Kabbalisti sono persone che hanno scoperto l’intera realtà celata alla maggior parte dell’umanità. Ma come sono riusciti a far questo? Hanno semplicemente osservato la regola complessiva trasmessa loro dai Kabbalisti che li hanno preceduti: “Ama il tuo amico come te stesso”, ed hanno compreso che questa è una grande regola complessiva nella Toràh.
Cosa vuol dire grande regola complessiva nella Toràh? Vuol dire che questa è la legge generale che racchiude tutta la realtà . Questa è la forza più potente che esista nella realtà, è una forza alla quale non ci si può opporre, ma, poiché la maggior parte di noi non è in armonia con essa, soffriamo. Se fossimo in equilibrio con questa forza, arriveremmo alla scoperta dell’intera realtà precisamente come i grandi Kabbalisti…
La Saggezza della Kabbalah ci insegna che tutta l’umanità è in effetti un unico sistema, un unico corpo, e che questo sistema si è frantumato, così che ora le varie parti non sono più legate fra loro . La Natura ha stabilito questo “stratagemma” dando in questo modo a ciascuno di noi l’opportunità di riunirsi ad un unico sistema con le proprie forze, e così facendo scoprirlo in tutta la sua magnificenza.
Come funziona tutto ciò?
Quando lavoro per congiungermi a tutte le parti del sistema, in definitiva, io sviluppo me stesso, quindi l’evoluzione e la crescita vere possono rimanere in vita solo se io “acquisisco” i desideri degli altri (“ Ama il tuo amico come te stesso”, ve lo ricordate?) e così, invece di mantenere il mio piccolo desiderio, attraverso il quale percepisco la realtà, io incomincio a vivere all’interno di desideri che per ora mi risultano estranei, distaccati da me, in seno alle anime dell’umanità.
Nello stesso identico modo agisce ciascun corpo vivente nel nostro mondo. Ad esempio il cuore, il cervello, lo stomaco, i polmoni, le gambe e le mani, ecc., sono membra individuali che agiscono secondo la legge della reciprocità (un altro modo per definire la legge “Ama il tuo amico come te stesso”), cioè servono tutto il sistema del corpo in cui vivono.
In seguito a ciò avvengono alcune cose:
1-Il corpo nel suo complesso può sussistere e vivere.
2-Le stesse membra possono sussistere e vivere.
3-Ogni membro nel corpo gode del servizio e sostegno dell’intero corpo.
Ciascun membro percepisce il piacere che prova l’intero corpo, un piacere grande (moltiplicato in proporzione alla grandezza di tutto il corpo) nel suo piacere personale, poiché quest’ultimo ed il corpo intero sono un tutt’uno.
Da ciò ne deriva che la regola “Ama il tuo amico, come te stesso” non è affatto a favore del prossimo ma a favore di me stesso!
Non solo belle parole…
Queste non sono solo belle parole o discorsi morali (dei quali la Kabbalah non si occupa affatto). Questo è il punto che separa il livello “animale”, il livello attuale nel quale ci troviamo limitati nel corpo, dal livello “parlante” (dell’uomo), che è il livello Divino al quale dobbiamo tutti noi arrivare.
