La Kabbalah è una saggezza antichissima che ci insegna fino a che punto ogni singolo individuo, del sistema di Adam ha-Rishòn, è integrato in lei in modo sano e corretto.
Noi viviamo nel sistema della natura, ed in essa governa una legge, “La legge dell’equilibrio”. Questa legge è suddivisa in due azioni principali, la ricezione e la Dazione. Nello stato ideale dell’equilibrio, la legge della ricezione segue questa logica: “ognuno secondo le proprie necessità”, mentre la legge della dazione funziona così: “ognuno secondo le proprie capacita”. La natura non esige niente più di questo…
La situazione critica si manifesta allorché non comprendiamo fino in fondo queste leggi e neanche il funzionamento dell’esistenza generale, quindi operiamo senza logica.
Nessuno di noi è a conoscenza dei processi che influiscono sulla nostra vita, perché siamo distaccati da questo sistema di forze equilibrate. E’ per questa ragione che non sappiamo da dove derivano gli eventi della nostra vita, e quindi quale sia il corretto atteggiamento che dobbiamo avere verso di essi. Il risultato di tutta questa confusione é che viviamo in una completa mancanza di orientamento all’interno della realtà.
Le leggi occultate della Dazione
La società insegna all’uomo come deve comportarsi verso la caratteristica della ricezione che è impressa in lui… non rubare, non uccidere, ecc… ma non esiste nessun obbligo, da parte della società, riguardo al mettere in pratica la caratteristica della Dazione. E’ la natura che obbliga l’uomo a lavorare secondo le sue leggi, che sono basate sulla Dazione, anche se in realtà tutte queste regole sono occultate all’occhio umano. L’uomo, quindi, non é consapevole di come queste leggi operano e soffre perché non le mette in pratica.
Il mondo di “Olam En-Sof”
Se impareremo ad usare le due forze, la ricezione e la Dazione in modo equilibrato, arriveremo ad assimilare le nostre caratteristiche con quelle generali della natura, e questa è quella situazione di perfezione che viene chiamata “Olam En Sof” (il Mondo Senza Fine).
