La Kabbalah, come qualsiasi altro metodo d’insegnamento, utilizza una terminologia e dei simboli per descrivere gli oggetti e le loro azioni: una Forza Spirituale, un mondo o una Sefirà prendono il nome dell’oggetto che le controlla in questo mondo.
Dato che ogni forza ed ogni oggetto fisico hanno una forza ed una forma spirituale che li controlla, si crea la corrispondenza di un’estrema precisione fra il nome adottato nel Mondo Spirituale e la sua Radice Spirituale, la sua origine, la sua fonte.
E’ per questo motivo che solo un Kabbalista, conoscendo perfettamente la correlazione fra Forze Spirituali ed oggetti fisici, può assegnare un nome agli oggetti spirituali. Solo colui che raggiunge il livello spirituale di un oggetto può osservarne l’influenza nel nostro mondo.
I Kabbalisti scrivono libri e trasmettono la loro conoscenza utilizzando “La lingua dei rami”. Questo linguaggio è estremamente preciso poiché è fondato sul legame esistente fra la Radice Spirituale ed il ramo qui nel mondo materiale. Non può essere modificato poiché la connessione esistente tra un oggetto e la sua radice spirituale è immutabile. Al contrario il nostro linguaggio terreno perde a poco a poco la sua precisione, essendo unicamente collegato al ramo è non alla radice.
Nonostante ciò, la semplice conoscenza delle parole del linguaggio è insufficiente, poiché non ci garantisce la comprensione della forma spirituale di un oggetto materiale. Solo la conoscenza della forma spirituale permette all’uomo di osservare le sue conseguenza fisiche, cioè il ramo.
L’uomo, quindi, deve prima accedere alla Radice Spirituale, alla sua natura ed ai suoi attributi, perché soltanto lui potrà chiamare il ramo con il suo vero nome e studiarne la connessione con la radice spirituale. Questa e l’unica condizione per capire il linguaggio dei rami e facilitare così un corretto scambio d’informazione spirituale.
