Tratto dalla lezione sul libro di Shamati, Articolo 62, “Discese e Incidenze, Ascende e si Lamenta”.
Domanda: Potrebbe spiegarci il processo completo di invitare la Luce che Riforma ?
Rav Laitman: Questo è il potere di concepire, perché la persona si trova in un grado nel quale non è più capace di tollerare il suo presente stato, ed è pronta a trascendere sino ad un nuovo livello, che le permetterà di essere più altruista, più affettuosa e di uscire dai propri interessi. Questo è quello che una persona desidera. “La Luce che Riforma” significa che una persona si accorge che odia le sue qualità ed i suoi desideri a tal punto da voler passare oltre.
Come spiega Baal HaSulam, una persona resta nella sua condizione presente fino a che risulta ovvio che soffre, arriva al punto di non tollerare più il suo stato, e desidera uscirne. Prima di arrivare a tale decisione, cioè che questa condizione rappresenta la sua morte, egli vi resta e soffre. Per potersi separare e lasciare il suo presente stato, una persona ha bisogno di sentire che questo è lo scopo di tutto, perché questa sensazione arriva dalla “Luce che riforma”.
Una persona non sa che vuol dire Luce, ma deve arrivare a quello stato in cui decide che da quel momento in avanti non desidera rimanervi per altro tempo. E così avanza lentamente. Ma gli manca ancora qualcosa per poter dire: «Questo è. Non posso più continuare. Sto soffrendo tanto e odio lo stato nel quale mi trovo che è simile al Monte Sinai, dove non c’è nulla di buono. E allora ho il desiderio di dominarmi e non essere più in contatto con questa malvagità». E questo punto decisivo è ciò di cui abbiamo bisogno. In seguito a ciò inizia la Spiritualità.
Domanda: Quello che lei ha appena finito di descrivere assomiglia più al risultato dell’azione della Luce. Io non le sto chiedendo riguardo al risultato. Le sto chiedendo riguardo al processo: il suo inizio e la sua parte intermedia. Quando dicono: «Se desideri correggerti e raggiungere un buono stato, una buona vita, attrai la Luce Superiore e questa ti riformerà. Può spiegare in parole umane che significa “attrarre la Luce Superiore? »
Rav Laitman: Una persona ha bisogno di un’illuminazione. Ha bisogno della luce della mente, la luce delle sensazioni, ha bisogno di qualcosa che la svegli affinché possa cominciare a vedere le creazioni, le qualità, le intenzioni, e le direzioni. Una persona ha bisogno di sentire questo da dentro. E allora la confusione comincia. In ogni momento qualcosa dentro cambia. E non riesce ad equilibrarsi. Non può disporre e cominciare a maneggiare i suoi stati interiori, e si trova nel disordine. Allora necessita di questa forza che frenerà tutti questi fatti, li collegherà e li dirigerà verso una grande inclinazione, un’inclinazione completa. Se una persona ha una carenza per questo, che la porta allo studio, al gruppo, e non ha altro luogo dove andare: questo è l’unico mezzo. Una persona lo scopre quando non c’è più altra opzione: deve arrivare a questi mezzi. Allora apre un libro e comincia a studiare con questa intenzione. E solamente allora comincia a cambiare. Definitivamente, perché questo non accade momentaneamente, e avviene solo quando la mancanza aumenta sino a che si converte in una richiesta completa. Ma se una persona non ha questa carenza, non penserebbe a questo durante il tempo dello studio, e non raggiungerebbe quello stato di completa impotenza che la condurrà al gruppo per chiedere appoggio.
Domanda: Ma io intendo la motivazione per cominciare il processo. Intendo quello che la Luce Superiore deve portare ad una persona. Sto chiedendo riguardo alla tecnica stessa. La tecnica che lei utilizza opera con parole strane come “Al di sopra”, “La Luce”, “La Luce che Riforma”?
Rav Laitman: Gliel’ho già spiegato, non in termini di Luce, ma come i cambiamenti interni che accadono in un uomo.
Domanda: Conosco molta gente che prova con cambiamenti interiori. Quelli hanno la luce dell’intelligenza, la luce dell’investigazione…
Rav Laitman: Non c’è modo di identificare la Luce, ma solo il suo risultato.
Domanda: Cosa è la Luce?
Rav Laitman: E’ la Luce dell’intelligenza, dell’emozione, è come quando, all’improvviso, dentro ad una persona nasce un’idea brillante: “Ci sono!”. È davvero come un raggio di luce che viene e brilla. Baal HaSulam dice che nel frattempo non abbiamo la possibilità di descrivere la Luce in altra maniera se non come la Luce dell’intelligenza, del risveglio intellettuale, del risveglio emozionale, dei risultati.
In realtà anche nella spiritualità, ciò che viene chiamato “Luce”, è ciò che riceviamo dentro al Klì, in accordo alla sensazione del Klì. Non sappiamo se è stata ricevuta dall’esterno. Ma che significa questo “viene dall’esterno”? Questo una persona non lo sentiva prima ed ora si.
La differenza fra sentire e non sentire da ad una persona l’impressione che la Luce venga da lontano. Niente viene da lontano. Come la luce di un fuoco che non è acceso e lentamente inizia ad illuminare. L’elettricità gli viene da lontano, e quando sta ad un metro di distanza inizia ad illuminarlo, ma quando si avvicina lo illumina sempre di più? Certamente no. Il suono viene da lontano, ma cosa è “da lontano”? ……Suona debolmente e dopo diventa più forte, per questo si dice che viene da lontano. Questi sono fenomeni interni dentro al nostro Kelìm.
È lo stesso nella Spiritualità, è così che diciamo che la Luce risveglia in noi, una nuova conoscenza, intellettuale emozionale. Per il momento è così. Più tardi sembra che questo fenomeno venga chiamato, “Luce Spirituale”. Che cos’è la Luce Spirituale ? Non si sa.
È come se accadesse che qualche potere venga e cambi l’ordine degli eventi di un uomo, e in accordo al risultato la chiamiamo “La Luce Spirituale”. Quando una persona sente che la Luce lo riempie, questo è ciò che lo tiene al di sopra del suo ego, in accordo con tutto questo. L’uomo non è capace, come creatura in questa vita terrena o nella vita spirituale, di sentire qualcosa al di fuori del fenomeno nella sua vita corporale o nel suo Kelìm spirituale.
Domanda: Molte persone hanno risvegli intellettuali o emozionali senza avere una connessione con lo studio della Saggezza della Kabbalah. Cosa è tanto speciale riguardo allo studio della Saggezza della Kabbalah che diciamo che “E’ l’unico sistema che porterà questa illuminazione, e solo se questa si accumula a risvegli intellettuali o emozionali”?
Rav Laitman: Io non ho parlato di risvegli intellettuali o emozionali, ma simili ad essi. Come spiega Baal HaSulam, in un esempio nella Parte 1 dello Studio delle Dieci Sfirot, la Luce è come la Luce dell’intelligenza, la Luce delle emozioni, la Luce che libera i dubbi.
E lì c’è una differenza, perché la luce corporale consiste nei protoni che ci perforano alla fine della visione, nei nervi della vista; questa è la luce dell’intelletto, o la luce dell’emozione. Questo è il modo in cui questo fenomeno è chiamato. E la luce che arriva quale risultato spirituale di questo fenomeno, è chiamata “Luce Spirituale”. Da questa, dalla sua dazione, una persona si sente come colei che dà. È per questa ragione che, quando un uomo arriva ad essere colui che da, questa Luce è chiamata “Spirituale”, in accordo al suo risultato, in accordo alla sua azione.
Io non conosco “La Luce” stessa, io non la sento. È come se potessi dire che questa luce sta al di fuori di me, ma non lo so. So che c’è qualcosa che mi aiuta a vedere, a capire, a sentire, di modo che quel qualcosa che risveglia questa abilità nella persona è chiamato, nel mondo terreno: “Luce”, luce intellettuale o emozionale, o luce visionaria. E qualsiasi cosa che aiuta se stessi a cambiare per il bene della dazione, è chiamato “Luce”, nella Spiritualità.
