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26 Maggio 2012

Archive for Maggio, 2008

Qual è l’origine del nome del libro de “Lo Zohar”

zoharZohar significa “splendore” come è scritto nel libro de “Lo Zohar”. I giusti sono seduti con la loro corona sulla testa e si dilettano dello splendore della Divinità. Secondo il libro de “Lo Zohar” la sensazione del Creatore (la Luce) viene chiamata Divinità.

Ovunque, ed in ogni libro di Kabbalah, è detto ci si riferisce sempre al libro de “Lo Zohar”. Tutti gli altri libri non sono considerati in apparenza come dei libri, perché la parola “LIBRI ” (Sefer ) in ebraico deriva dalla parola Sefirà, che deriva a sua volta dalla parola Safir, splendore, una rivelazione (la Luce, il Creatore). Voi troverete tutto questo solo nel libro de “Lo Zohar”.

Apriamo lo Zohar - il libro dello Splendore



L’altruismo, la caratteristica essenziale per la nostra sopravvivenza

cuoreL’altruismo non è un’optional. E’ che noi siamo convinti di avere la libertà di scelta fra l’essere egoisti o altruisti. Osservando la Natura, salta subito all’occhio il fatto che l’altruismo è da sempre la legge fondamentale dell’esistenza. Così, per esempio, sebbene ogni cellula del corpo umano è per essenza egoista, per vivere, deve rinunciarci per il benessere generale del corpo, così da assicurare la sopravvivenza sua e del corpo intero.

La Kabbalah ci spiega che anche noi dobbiamo sviluppare un legame identico con gli altri. Anzi, più riusciremo ad unirci, più sentiremo la vita eterna dell’Adamo, l’anima generale, al posto della nostra esistenza materiale ed effimera.

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Meditazione e Kabbalah – la fine di un mito

Kabbalah

Domanda: Da diversi anni pratico la meditazione Kabbalistica. Seguo diversi corsi sull’argomento ed utilizzo, a questo fine, un libro del Rav ‘Haim Vital. Recentemente però ho letto in uno dei vostri libri che il termine “meditazione Kabbalistica” non esiste. Come è possibile se ‘Haim Vital ne parla espressamente?

Rav Laitman: Innanzitutto vorrei che vi soffermaste a riflettere sul fatto che né la parola “meditazione”, né altri termini simili, appaiono in alcun libro di Kabbalah. In più questa pratica, proposta in diversi corsi di studio di gruppo con la definizione di “Meditazione Kabbalistica”, non esiste nella Kabbalah.

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Terminologia spirituale

terminologia-kabbalistica1La Kabbalah, come qualsiasi altro metodo d’insegnamento, utilizza una terminologia e dei simboli per descrivere gli oggetti e le loro azioni: una Forza Spirituale, un mondo o una Sefirà prendono il nome dell’oggetto che le controlla in questo mondo.

Dato che ogni forza ed ogni oggetto fisico hanno una forza ed una forma spirituale che li controlla, si crea la corrispondenza di un’estrema precisione fra il nome adottato nel Mondo Spirituale e la sua Radice Spirituale, la sua origine, la sua fonte.
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Cosa NON è la Kabbalah

La Kabbalah non è una religione, misticismo, magia, fili rossi, amuleti… la Kabbalah è una scienza - la fisica che comprende tutta la realtà.



I gruppi di Kabbalisti – i principi e le spiegazioni

gruppo-kabbalahIn tutte le generazioni i grandi Kabbalisti hanno sempre studiato in gruppo. L’Ari ed il suo gruppo di studenti a Safed, il gruppo del Ramchal, quello del Rashbi, sino al Baal Hasulam ed al Rabash.

Il senso dell’esistenza del gruppo è quello di creare un modello dell’anima generale come era prima di essere frammentata in più anime. Dal momento in cui tale modello emerge, la Luce Superiore, cioè il Creatore, il mondo spirituale, si rivela ai nostri occhi.
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Le Melodie della Kabbalah - Ki Hilazta Nafshi

Poiché tu hai liberato l’anima mia dalla morte - Ki Hilazta Nafshi

Poiché tu hai liberato l’anima mia, sono parole tratte dai Salmi per mezzo delle quali il Re Davide espresse il suo stato, da lui percepito quando si fu innalzato nella realizzazione spirituale cioè fino alla completa correzione della sua anima; ed allora si rivolse con queste parole alla Forza Superiore, al Creatore, Poiché tu hai liberato la mia anima.

La melodia è del mio Maestro, l’ultimo grande Kabbalista della nostra generazione, Rabbi Baruch Shalom HaLevi Hashlag, il Rabash, che me la cantava a volte…

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Io mi sforzo di amare, ma che posso fare con gli altri?

amore-altruismo1La domanda di Lea è: Io mi sforzo di amare il prossimo, ma la gente che mi circonda cerca solo il modo di farmi del male! Che si fa quando uno cerca di amare ma gli altri non lo fanno?
Risposta: Anche se a tuo parere gli altri non sono tanto buoni, non è una giustificazione fare quello che fanno loro, perché ognuno agisce in base ai propri calcoli.
L’amore reciproco al quale tutti aspiriamo non è possibile all’interno dell’ego. Se sono all’interno dell’ego, io amo l’altro perché mi fa bene, ed in definitiva voglio approfittarmi di lui.

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Piacere: il nostro desiderio di ricevere

Lo svippo del nostro desiderio di ricevere

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Qual è la differenza fra questo mondo ed il Mondo Spirituale?

domanda-mondi-spirituali16Questo mondo è il punto più basso che raggiunge un Kabbalista. Esso è in totale opposizione al Creatore ed il suo nome, nella lingua dei rami è “L’esilio dall’Egitto”.

La forza naturale che agisce su di noi in questo stato, cioè la forza della nostra natura egoistica, non ci permette di fare nulla che non apporti un beneficio personale. Questo stato si chiama “Faraone”…

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