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26 Maggio 2012

Quale è lo scopo della Saggezza della Kabbalah?

Il proposito dello studio della Saggezza della Kabbalah è quello di favorire l’unione della nostra anima al Creatore.
Il “collegamento” spirituale si instaura fra il Creatore e l’essere umano, quando esiste un’equivalenza completa fra le loro qualità. Così, come tutte le azioni del Creatore si orientano al bene delle creature, e non al beneficio proprio, anche tutte le azioni dell’essere umano devono essere dirette a dare il bene al prossimo. Per mezzo di questo comportamento l’essere umano comincia ad assomigliare al Creatore e ad unirsi a Lui.

Tuttavia, l’essere umano non è capace da sé di cambiare la natura egoistica con la quale è stato creato; egli è in grado di modificarla unicamente per una ragione molto più forte: invece del ricevere, il dare, in pratica fare del bene agli altri senza ricavare vantaggio per se stessi. Per questo, affinché possiamo cambiare, il Creatore ci ha dato la Saggezza della Kabbalah, che è il metodo della correzione, ed utilizzandola nella maniera più appropriata potremo cambiare la nostra natura. Quando l’anima si equivale al Creatore, raggiunge il Suo pensiero, ottenendo la percezione assoluta e la scoperta di tutti i segreti della creazione. Quando si studia la Saggezza della Kabbalah con l’intenzione di ottenere le qualità della dazione e dell’amore verso il prossimo, con l’intenzione di dare “soddisfazione” al Creatore, l’essere umano arriva all’unione con il Creatore ed alla rivelazione di tutti i segreti della creazione. Quando si cancella la distanza con il Creatore, l’anima dell’essere umano passa ad essere un’unità blindata con il Creatore, “come lo è stata prima della sua Creazione”. Il pensiero della creazione si va rivelando gradualmente con lo studio della Saggezza della Kabbalah, dividendosi in una parte rivelata ed una parte occultata, in relazione alla persona.
Dalla liberazione nei confronti dell’egoismo dipende il raggiungimento della spiritualità. L’unione spirituale non dipende dallo stare vicini o lontani fisicamente, perché è il risultato dell’uguaglianza delle qualità fra la persona ed il Creatore. L’espressione: “unirsi alla qualità del Creatore”, significa porre fine al desiderio di “ricevere” ed aggiungere il desiderio di “dare”.
La natura dell’uomo è assolutamente egoistica, egli fa tutto unicamente per il proprio beneficio, non essendo capace di fare neppure il più piccolo movimento senza ottenere un guadagno per se stesso. Allo stesso modo non è capace di dare soddisfazione al Creatore senza poterne trarre un beneficio personale. Tuttavia, chi pensa a Lui, può dare.

Riassunto tratto dall’“Articolo in chiusura dello Zohar”.

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