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25 Maggio 2012

Brancolando nel buio alla ricerca del senso spirituale

Ieri sono andato a visitare un museo che si chiama “Un dialogo nel buio”. I visitatori entrano in una sala completamente circoscritta dove regna il buio più assoluto. La guida ci spiegava che quando una persona si trova al buio, comincia a percepire il mondo in modo differente, non attraverso il senso della vista, che normalmente ci da l’80% delle informazioni, ma usando gli altri sensi. E questi compensano in qualche modo la perdita della vista.

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In modo simile, al fine di sviluppare il senso spirituale, dobbiamo capire che siamo nell’oscurità. Vale a dire, dobbiamo sentire che non possiamo fare della nostra vita qualcosa di buono usando i cinque sensi del corpo, e che, anche avendo a disposizione tutti e cinque i nostri sensi, restiamo pur sempre nell’oscurità. Questo è il modo di sentire che dobbiamo raggiungere per avere il desiderio di sviluppare il nostro senso spirituale. Ed è esattamente ciò che sta succedendo oggi all’umanità, che sta gradualmente rendendosi conto di essere nell’oscurità.

La nostra vista è una visione interna, cioè noi percepiamo ogni cosa dentro di noi. E’ possibile realizzare lo stesso disegno trasmettendo dei segnali elettrici al cervello. Ciò che importa è che una persona percepisce il disegno interno sullo schermo che è sulla parte posteriore del cervello. Allora quale è la differenza se abbiamo gli occhi oppure no? La cosa importante è che il disegno si formi nella nostra coscienza, e lo stesso potrebbe essere ottenuto sviluppando altri sensi ed ulteriori qualità.

Ecco perché ho chiesto alla guida se, chi non fosse nato cieco, (poiché chi è nato cieco non può paragonare un disegno del mondo con un altro) potrebbe essere in grado di sviluppare gli altri sensi in modo tale che essi dipingessero per lui lo stesso disegno del mondo; quindi, anche senza il senso della vista, l’uomo si sarebbe potuto sentire come se fosse stato in piedi per la strada sentendo che c’è del traffico intorno a lui, di là ci sono delle persone, dall’altra parte della strada ci sono delle macchine, dei marciapiedi, e qualcosa sta succedendo attorno a lui.

Dopo tutto, tutti i nostri sensi sono interconnessi e tutto dipende dal loro sviluppo e dall’utilizzo che ne facciamo. Così, in linea di massima, siamo in grado di percepire lo stesso disegno che vediamo con la nostra vista, anche senza il senso della vista. Il disegno probabilmente sarà differente, ma saremo capaci di trovare la nostra strada senza alcun problema.

Dobbiamo capire che i nostri sensi fisici non funzionano nel regno dove noi esistiamo di fatto, cioè nella realtà. Questo spiega il perché non possiamo far fronte ai problemi, ai colpi e alle frustrazioni che viviamo, poiché le informazioni che riceviamo usando i nostri cinque sensi, la nostra mente, ed i nostri desideri, non sono sufficienti.

Ciò significa che ci troviamo nel buio. Se avessimo un congegno che ci permettesse di vedere chi pensa delle cose cattive su di noi, allora scopriremmo chi sono i nostri veri nemici. Ma non disponendo di un tale congegno, o di un tale senso, all’improvviso sentiamo che non possiamo affrontare questo mondo, e questo si chiama “oscurità”.

Allora cosa dovremmo fare? Solo scoprire il senso che ci rivelerà la connessione con la Sorgente. Allora vedremmo quale è la ragione di tutti i colpi, la ragione per cui ci sono capitati. E poi definiremmo la Luce e l’oscurità nel modo in cui lo fa la Saggezza della Kabbalah. E ci siamo quasi, perché la crisi globale è sulla porta di casa e ci sta dando la percezione dell’oscurità.


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