Più l’uomo sale sulla scala spirituale, più sceglie liberamente. Più ha la libertà di scegliere, più si assomiglia al Creatore.
Abbiamo scelto in quale famiglia nascere? No. Abbiamo scelto i nostri attributi e le qualità ricevute alla nostra nascita? No. Anche crescendo, l’uomo è interamente influenzato dal suo ambiente, dalla propria famiglia e dalla scuola, persino dalle persone incontrate lungo il percorso della sua vita. E come se questo non bastasse, anche i media e la società l’influiscono costantemente: su come vestirsi, su chi essere, verso cosa propendere, come pensare, cosa mangiare, chi amare, quello che è vero e ciò che è sbagliato.

Anche i criteri di bellezza o bruttezza fissano i canoni di condotta e delle parole da utilizzare, insomma tutto è deciso dalla società. Infatti l’uomo non sceglie come vivere la sua vita, la vive semplicemente. Si orienta in funzione ad un sistema spietato che gli altri hanno deciso per lui, e tenta, senza tregua, la corsa dietro ad una società che lo avvolge.
Come uscire da questo circolo vizioso? Unicamente alzandosi ad un livello superiore di esistenza: smettere di fuggire.
Secondo la saggezza della Kabbalah, la vera origine della “cultura del tempo libero” che abbiamo sviluppato, è il risultato della nostra fuga dalle domande, fondamentalmente presenti in tutti noi, sul senso dell’esistenza.
Ci carichiamo di una moltitudine di attività, consumiamo una quantità enorme d’informazione inutile, passiamo lunge ora davanti alla tv, navighiamo in Internet, guardiamo film, vediamo spettacoli, ecc. ecc.; tutto questo per non pensare a quella fastidiosissima domanda sul senso della nostra vita.
Ed è sempre quello il motivo per cui numerose persone hanno paura di “rimanere sole con se stesse”, senza tv, nè radio e giornali, o qualsiasi altra cosa che occupi il loro spirito e riempia il loro cuore, per non dover affrontare quella solita domanda esistenziale. La Kabbalah ci spiega che le cose possono essere diverse.
Ma come generare un cambiamento? Iniziamo con il riflettere.
Prima di tutto ci conviene capire che la Natura dell’uomo è predisposta per la ricezione del piacere.
In secondo luogo dobbiamo sapere che, più questi desideri per il piacere crescono, più lo sviluppo spirituale dell’uomo può aumentare, ma solo se li domina, poiché per poter realizzare tali desideri, egli deve sviluppare l’intelligenza necessaria alla loro soddisfazione.
Nel suo articolo, “Il pensiero è il risultato del desiderio”, Baal HaSulam scrive che “Per la cosa che lui (l’uomo) vuole, riflette e non penserà a qualcosa che non vuole, per esempio, l’uomo non penserà mai al giorno della sua morte, al contrario, penserà sempre che è eterno, perché e ciò che lui vuole.”
Secondo Baal HaSulam, i pensieri dell’uomo sono sempre il risultato dei suoi desideri. Il loro obiettivo è aiutare l’uomo a raggiungere l’oggetto dei suoi desideri, e niente di più. In più il pensiero ha una funzione molto speciale, perchè è grazie a lui che l’uomo può ingrandire ed aumentare i propri desideri. Quando l’uomo pensa ardentemente all’oggetto del suo desiderio, quest’ultimo cresce in confronto agli altri desideri che lui ha. Ed è per questo che il pensiero costante per quel piccolo desiderio di scoprire la vera libertà, e di capire “perché viviamo”, ci permetterà di farlo crescere, al punto che si innalzerà sopra a tutti gli altri desideri.
Se è cosi, l’unica libertà che l’uomo ha è quella di decidere di smettere di sfuggire questa domanda esistenziale latente nascosta dentro di lui, e che gli permetterà poi di vedere il giorno. Come? Più ci riflette, più pensa alla domanda sull’essenza della vita, e più questa si sviluppa. Di pari passo il desiderio di trovare una risposta cresce. Dal momento in cui la domanda sull’essenza della vita si risveglia in lui, il suo sviluppo spirituale dipenderà ormai unicamente dell’attenzione che egli presta a questa domanda. La sua risposta deriverà dall’obbligazione che egli sente di trovare la chiave della libertà assoluta.
Quali sono i retroscena di tutto il meccanismo?
Adesso che sappiamo quello che dobbiamo fare, l’altra domanda che sorge è: cosa ci può ancora aiutare nell’analizzare questa domanda, ed accelerare così il nostro sviluppo spirituale?
Cominciamo con quello che non ci aiuta. Dunque, nessuna attività fisica ci aiuterà, agitare le mani o le gambe non ci porterà da nessuna parte in questo caso. Invece, al contrario, far crescere in noi il desiderio per lo sviluppo spirituale è un’ottima mossa! È in quest’ottica che furono scritti i libri di Kabbalah, e se noi ci approcciamo alla loro lettura, con un grande desiderio di scoprire il mondo libero e ricco che ci descrivono, vedremo questo desiderio di progredire, crescere in maniera incredibile.
Come funziona tutto ciò? I Kabbalisti descrivono nei loro libri il cammino che hanno intrapreso, così come il nostro stato di perfezione, lo stato in cui abbiamo già ricevuto la risposta alle nostre domande e dove abbiamo raggiunto la libertà tanto attesa. Leggendo i loro scritti e desiderando di raggiungere questo stato, attiriamo una luce particolare chiamata “La luce che riporta al bene“.
Così cominceremo ad orientarci, progressivamente, verso il Mondo Spirituale che ci serve da guida, come una piccola luce che illumina il nostro cammino nell’oscurità. Così, con la voglia di trovare la risposta, e pensandoci con assiduità quando studiamo, la luce comincia ad agire su di noi e ci attira verso la situazione perfetta, che tanto desideriamo. Baal HaSulam scrisse a questo proposito “E quando la luce superiore illumina il cuore, allora il cuore si rinforza, ed ogni volta progredisce” (Baal HaSulam, “Il legame dell’uomo con le Sefirot”).
Così, per giungere alla libertà, non c’è bisogno di scalare una montagna, di partire per raggiungere l’altro capo del mondo e neanche cercare di fuggire da questo mondo. Tutto quello che dobbiamo fare è permettere alle nostre domande interiori di svegliarsi, perchè proprio loro ci porteranno alla vera ricerca. Ed è solo allora che tutti noi scopriremo il cammino verso la libertà.
