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25 Maggio 2012

Correggi te stesso e tutto irradierà armonia

Domanda: Come posso capire il paradosso: da una parte siamo trattati come un sistema intero di Adam, ma allo stesso tempo ci percepiamo come individui? E che dire dell’individuo che è incorporato in tutta la sofferenza ed il dolore generale che avviene nell’intero sistema?

Come può procedere lungo il cammino in modo piacevole e senza pericolo? E a chi si deve dare la colpa per il fatto che il sistema è così opposto alle leggi della Dazione?
dai-correggiti
Risposta: Tutto è costruito perfettamente e logicamente. Ciò che percepisci non è un mondo pessimo, si tratta piuttosto delle tue imperfezioni, della tua immagine personale del mondo. Se tu correggessi te stesso, allora tutto irradierebbe armonia.

Questo perché lo schermo (Massakh) su cui guardi te stesso, e tutto quello che ti circonda, è costituito dalle tue caratteristiche e, conseguentemente, per cambiare te stesso fino a vedere il mondo come eterno e perfetto, o in altre parole, per vivere nel tipo di mondo che dipingi, il modo è acquisire caratteristiche eterne e perfette. Questo è il motivo per cui ci è stata data la Kabbalah.

Domanda: Perché il mondo è stato creato esattamente com’è? Perché troviamo natura, intenzione, cambiamento dell’intenzione, la sofferenza, il piacere, il desiderio di ricevere, il desiderio di Dare, ecc. ecc.?

Chi ha bisogno di tutto questo? Perché non possiamo godercela e basta, e così sia? Che si può fare per qualcuno che non ha pazienza e che non ha nemmeno il desiderio di esistere (non in un corpo o senza un corpo, ma proprio non esistere)?

Risposta: L’anima è stata creata in perfezione, nel Mondo dell’Infinito. Le manca solo una cosa: la percezione della sua perfezione. L’unico modo per realizzare questa perfezione è confrontando l’opposizione che c’è fra oscurità e luce: l’assenza della perfezione e la sua presenza. La sua presenza è li, ma manca la sua assenza.

Questo è il motivo per cui è stato creato il nostro mondo; è il luogo in cui percepiamo pienamente l’assenza della perfezione, per desiderare di tornare al mondo della perfezione infinita. Lì sentiremo il vero riempimento attraverso queste opposizioni.

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