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8 Febbraio 2012

La crisi finanziaria è per il nostro stesso bene

La globalizzazione è la rivelazione della legge della connessione tra le persone. Solo che, al giorno d’oggi, invece di essere un vantaggio, sta provocando dei problemi nella nostra società perché ogni persona desidera usare il sistema globale di connessione delle persone in un unico sistema, per il proprio personale tornaconto, invece che nel modo in cui è previsto che il sistema sia usato: perché ognuno lo utilizzi insieme agli altri per il benessere di tutti quanti noi.

Oggi siamo collegati tra di noi come gli organi di un corpo, e la vita della collettività dipende da tutti. Sotto queste condizioni è inutile essere egoisticamente onesti - creare un governo globale, una banca mondiale, o un regolatore comune. Questo non ci aiuterà a smettere di essere opposti alla Natura e alla sua legge universale di interconnessione. Invece, dobbiamo cambiare le nostre relazioni da commerciali a personali, e basarle sulla considerazione degli altri allo stesso modo in cui consideriamo noi stessi. Anche la relazione più onesta di “ciò che è mio è mio e ciò che è tuo è tuo” e le politiche della non violenza continueranno a richiamare della crisi finché non ci renderemo conto di ciò che dobbiamo fare.

La Kabbalah ci propone di cominciare a vedere l’umanità come un singolo organismo e di imparare come comportarci correttamente nel nostro nuovo stato. Anche se all’inizio non cambiano nulla circa le nostre relazioni, già solo attraverso lo studio delle leggi di comunicazione e di distribuzione del singolo organismo, smettiamo di essere opposti alla Natura - e allora immediatamente percepiremo la riduzione della sofferenza.

La soluzione più pratica della crisi è di studiare la sua vera causa. O, in altre parole, di imparare a vivere in una società completa di tutto, dove il beneficio di ogni individuo dipende da ogni altro individuo. E soprattutto, dobbiamo insegnare questa legge della Natura ai nostri bambini.

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