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26 Maggio 2012

La Kabbalah tratta solo dell´effettivo conseguimento del Creatore

Domanda: Caro Rav lei dice che il Creatore è la qualità e l’atto della dazione. Tuttavia, se siamo in grado di raggiungere questa qualità per raggiungere il Creatore, questo non ci renderà più grande di Lui? Siamo in grado di includere in noi sia l’egoismo che il suo opposto, ma il Creatore è solo una parte di questa discrepanza che io percepisco; quindi mi chiedo: come può Egli essere superiore a noi? Forse proprio non dobbiamo classificarLo come superiore, ma soltanto come differente?

La Risposta di Rav Laitman: Una persona rivela lo stato del Creatore soltanto dopo aver raggiunto la qualità del Creatore. Allora essa è in grado di vedere dove le sue qualità realmente stanno in relazione al Creatore, e qual è lo scopo della Creazione. Fino a quando questo non accade, tutte le nostre parole sono vuote perché non sappiamo che cosa sta dietro a esse.

Questo è il motivo per cui la Kabbalah è lontana dalla filosofia, e ritiene che sia vuoto parlare di cose che i filosofi non realizzano. La filosofia è opposta alla Kabbalah, perché la Kabbalah preferisce trattare con l’effettivo conseguimento, e parla solo dal livello di realizzazione. Questo è il significato del verso, “Il giudice non conosce più di quello che vedono i suoi occhi” e “Se non vediamo qualcosa, non ne parliamo”.

Domanda: La percezione di Dio è la principale intenzione alla base della Mitzva di Yirat Hashem (timore di Dio)?

La Risposta di Rav Laitman: Assolutamente no, perché la percezione del Creatore è ciò che permette all’uomo di salire sopra la propria natura egoistica (Aviut), e usarla nella maniera opposta, come dazione e amore, secondo il modo in cui il Creatore glielo rivela.

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