Quasi una settimana dopo le elezioni in Israele, nulla ci è ancora chiaro. Chi verrà scelto dal presidente Peres per formare il prossimo governo – Netanyahu, che sembra avere un maggiore sostegno dai partiti eletti, o Livni, che ha effettivamente vinto le elezioni? Inoltre se viene scelto Netanyahu, accetterà Kadima di andare all’opposizione, aspettando il primo errore dell’avversario per tentare di riprendere il potere, o intende sostenere il suo tentativo di raggiungere un’ampia coalizione? O forse il popolo israeliano sarà costretto a vedere un governo rotatorio? Come vedete il periodo post elettorale in Israele è prevalentemente pieno di punti interrogativi.
C’è, tuttavia, un sintomo che sembra essere un punto d’intesa tra gli israeliani: quando il nuovo governo sarà finalmente formato, soffriremo di un serio trauma post elettorale (PET, post election-trauma). Questo avviene dopo ogni elezione: prevediamo qualcosa, e finiamo con l’ottenere qualcos’altro perché le nostre ultime quattro amministrazioni (nessuna di loro fu capace di concludere il mandato di quattro anni) non sono state in grado di sapere cosa si fa dopo essere stati eletti.
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