Non ce la fai più a passare le notti in bianco per poi alzarti la mattina ed andare a lavorare? Anche i tuoi amorevoli «cuccioli» fanno parte di quel gruppo sempre più numeroso di bambini che non vogliono dormire la notte?
Oppure ti trovi con un bambino che non ha mai posa… lui dorme… ma di giorno non si sa come controllarlo, a scuola gli insegnanti si lamentano della sua irrequietezza, non fa che portare brutti voti e non lega nemmeno bene con i compagni nel senso che o si isola o litiga violentemente con loro?
Gli esperti parlano di «Insonnia Infantile», di «Iperattività», o di «Depressione» ma questi paroloni importanti ti aiutano a crescere il tuo bambino?
Cosa dice la psicologia su questi disturbi sempre più precoci, quali l’insonnia infantile, l’iperattività e la depressione?
La veglia e il sonno sono i due comportamenti principi che regolano l’intera nostra esistenza.
Entrambi sono regolati da processi psicologici: il sonno si instaura quando si interrompono spontaneamente tutte le attività nervose collegate alla nostra vita di relazione, mentre la veglia è regolata da altri aspetti quali la percezione, l’attenzione, la memoria, il linguaggio, le emozioni, e così via!
Che significa questo?
Semplicemente che sia il sonno che la veglia sono interamente controllati dal nostro sistema nervoso.
Nei bambini tutti questi processi psicologici si sviluppano mano a mano che maturano le strutture cerebrali ad esso connesse, all’interno delle relazioni che caratterizzano il suo ambiente (madre, famiglia, scuola, ecc.).
Purtroppo una percentuale elevata di bambini (circa il 20-25%) , ma alcuni studi parlano addirittura del 40% dei bambini sotto i tre anni) soffrono di problemi legati al sonno e questo crea notevoli disagi per numerose famiglie.
D’altro canto, se allarghiamo la finestra su una gamma più ampia di disturbi psicologici, e andiamo a osservare anche i comportamenti legati alla veglia, scopriamo che l’incidenza dell’iperattività o, al polo opposto, della depressione sono in vertiginoso aumento. Nella sola Italia, secondo il Ministero della Salute, circa il 10% dei bambini soffre di un qualche disturbo psicologico e il 2% di questi soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione.
In corrispondenza a tutto questo è in aumento il consumo di sonniferi, tranquillanti e antidepressivi da zero a 14 anni.
Nel caso di insonnia perdurante, nel primo anno di vita si usa un ipnoinducente, il Nopron. Per l’iperattività, invece, dal 2007 i pediatri possono somministrare il Ritalin e l’età a cui si inizia a dare un potente antidepressivo come il Prozac è paurosamente scesa ad 8 anni!
Siamo davvero sicuri che questa sia la soluzione?
La Kabbalah ci svela le vere cause dell’insonnia infantile, dell’iperattività e della depressione giovanile.
Queste droghe psicotrope non curano ma semplicemente COPRONO la sintomatologia comportamentale dei nostri bambini. Utilizzandole, non solo corriamo il forte rischio degli effetti collaterali che a lungo termine potrebbero portare a complicazioni molto serie, ma, soprattutto, evitiamo di conoscere ed affrontare le vere cause del problema.
Secondo la Saggezza della Kabbalah questo tipo di problemi sono in aumento perché ci troviamo di fronte ad una nuova era in cui la nuova generazione è del tutto diversa da quelle che l’hanno preceduta.
Nelle generazioni precedenti, infatti, i desideri umani sono stati sempre indirizzati verso ciò che esiste nel «nostro mondo», cioè verso i piaceri fisici (cibo, sesso e famiglia) o i piaceri socialmente indotti (soldi, onore, controllo e conoscenza).
Per soddisfare questi desideri la società ha sviluppato diversi tipi di mestieri e una linea di condotta educativa che preparasse i figli ad adeguare i desideri a ciò che li circondava, in modo che, riuscendo a procurarselo, si sarebbero sentiti colmi ed appagati.
La nuova generazione, invece, comincia a sentire la mancanza per qualcosa che non si trova in «questo mondo», una mancanza spirituale e vuole sapere perché veramente si trova qui e cosa succede dopo il corso della sua vita in «questo mondo». Dato che niente riesce a soddisfare questo nuovo desiderio, i nostri bambini sono impazienti fin dalla nascita e crescendo, finiscono per cacciarsi in situazioni spesso senza via d’uscita assumendo atteggiamenti violenti, utilizzando droghe o chiudendosi nell’isolamento e nella depressione.
Il sintomo principale di questo enorme disagio è proprio l’aumento dei disturbi psicologici in età pediatrica.
La Kabbalah considera l’insonnia dei nostri figli, così come l’iperattività, l’uso di droghe, la depressione giovanile, ecc… come un fenomeno naturale, e non un qualcosa al di fuori della norma da curare con le medicine, e ci aiuta a comprendere che la sua causa risiede in un profondo squilibrio fra uomo e Natura.
Da una parte, infatti, abbiamo la generazione dei figli che richiede un nuovo riempimento di tipo spirituale, dall’altra abbiamo la generazione dei genitori in cui l’ego è cresciuto al punto da portare ad uno snaturamento dei ruoli maschili e femminili fino all’annullamento del valore della famiglia!
Ci troviamo quindi con bambini che hanno bisogni molto elevati, privati spesso della giusta vicinanza con i propri genitori ed in particolare con la propria madre, spesso impegnata fuori casa alla ricerca di soldi, onore, carriera, indipendenza!!!
Una miscela altamente esplosiva che rischia di scoppiarci fra le mani da un momento all’altro.
Se anche tuo figlio/a soffre di un disturbo psicologico e se anche tu sei convinta che la soluzione farmacologica non sia una soluzione, allora la Kabbalah può fornirti alcuni suggerimenti:
1. I disturbi psicologici infantili testimoniano una importante esigenza dei nostri bambini. Baal HaSulam, il più grande kabbalista del XX secolo, ha scritto che, per capire le esigenze di questa nuova generazione, dobbiamo studiare i fondamenti della creazione, così come la Kabbalah ce li spiega, in modo da poter comprendere qualcosa che altrimenti è al di fuori della nostra portata, in quanto noi facciamo parte della generazione precedente.
2. La soluzione risiede in un nostro cambiamento interiore e i problemi dei nostri figli ci obbligano in questa direzione.
3. Dobbiamo tenere presente che questa nuova generazione, fin dalla nascita, vuole conoscere l’altra metà della vita.
Le domande sullo scopo della vita «bruciano» nell’inconscio dei nostri figli anche se loro non ne sono consapevoli, li animano già mentre sono in fasce nella culla e solo quando saremo in grado di dare loro la giusta risposta avremo dei neonati in equilibrio con la Natura, capaci di farsi sonni tranquilli per tutta la notte e potremmo crescere una generazione senza droghe, né violenza in grado di trovare ciò di cui ha realmente bisogno: il riempimento spirituale!
