Se apriamo la Bibbia troveremo un grande numero di Profeti ed altrettante profezie. Figure di questo tipo compaiono durante tutta la storia dell’umanità. Tuttavia, nessuno ci ha mai spiegato chi è un Profeta.
I Kabbalisti sono persone che sono arrivate alla fine della loro correzione personale, al culmine dei gradi, grazie ai loro sforzi. Tuttavia, il Creatore ha dato ad alcuni di questi Kabbalisti qualcosa in più, al di là del grado che si erano meritati, perché la generazione in cui vivevano aveva bisogno di questo intervento. Questi Maestri allora oltre a conseguire il Boré in modo personale, come ogni Kabbalista, lo hanno percepito anche in modo più generale e sono riusciti a vedere la fine della correzione dell’intera umanità, dell’intero vaso.
Forse è meglio però spiegare con più chiarezza la differenza tra le persone che “prevedono il futuro”, i Kabbalisti appunto e i Profeti.
Chi dice di “prevede il futuro”, come ad esempio Nostradamus, lo fa in base a un legame con la materialità.
Questo si ritrova facilmente soprattutto nelle persone che vivono e vivevano a stretto contatto con la natura, ad esempio erano in grado di prevedere che stava arrivando qualcuno da oltre l’orizzonte, cosa che noi non sapremmo fare. Anche la nostra nonna che sente quel dolorino particolare, e ci dice che sta per cambiare il tempo, “prevede il futuro” in base alla materialità, alla bestialità. Noi non siamo capaci di prevedere che il tempo cambierà, lei si. Però in questo non c’è niente di spirituale.
Il Kabbalista é la persona che é arrivata alla correzione della sua anima, al culmine dei gradi. L’adesione al Boré, la Dazione, il percepire la connessione di tutte le anime, questo caratterizza un Kabbalista. Tutto ciò che questi Maestri hanno realizzato dal culmine dei loro gradi lo hanno passato ai loro studenti.
Il Profeta é un Kabbalista che ha ricevuto un compito, un messaggio in più per la sua generazione. Per questo ci sono diversi Profeti e diverse profezie, perché ognuno era adatto al proprio tempo, mentre per il periodo successivo sono stati mandati altri profeti con altri messaggi. Questo perché l’ego é in costante evoluzione, cresce sempre, e dunque anche ciò che può essere comunicato alle generazioni cambia col passare del tempo. La caratteristica del Profeta é quella di vedere o sentire la fine della correzione, cioè il tempo in cui il Vaso più grande sarà davanti alla totalità della Luce, l’ultimo dei gradi dell’umanità.
Questa visione è sempre catastrofica, terrificante, paurosa, perché il Profeta ha percepito l’immensa differenza tra il Vaso e la Luce prima che ci sia la correzione finale. Questo Maestro non ha visto come la Luce si concretizzerà alla generalità delle Anime, ma solo la discrepanza tra il Vaso e la Luce, i due estremi massimi. Tutto questo ci é stato descritto con immagini terrificante perché il Profeta ha percepito la grandezza della correzione che dovremo fare quando saremo arrivati a quell’ultimo grado.
Alcune immagini che troviamo nelle profezie sono davvero orribili tuttavia questo è un linguaggio che noi non possiamo comprendere, perché si riferisce ad un altro mondo. Per essere più chiari, se noi leggiamo a nostro nipote una storia che parla di una macchina rossa, questa storia sarà percepita da noi e da nostro nipote in due modi diversi, perché abbiamo caratteristiche diverse, tuttavia almeno abbiamo una base comune: ci riferiamo a cose di questo mondo, sappiamo entrambi cos’è una macchina
Quando invece un Profeta descrive l’ultimo grado prima della correzione finale ci troviamo in due mondi diversi, e quello che noi immaginiamo è diverso dalle cose che intendeva mostrarci.
Un’ultima nota riguarda il nostro libero arbitrio. Nelle visioni dei Profeti infatti è rappresentato quello che accadrà se le cose avanzeranno solo attraverso la forza della Natura, cioè con i colpi che caratterizzano la Via delle Sofferenze.
Non è descritto quello che succederà se noi procederemo utilizzando il nostro libero arbitrio, perché questa possibilità è solo nelle nostre mani. Dipende da noi come la profezia si materializzerà e concretizzerà.
Il Desiderio di Ricevere all’ultimo grado sarà totalmente opposto rispetto alla Luce. Un immenso Vaso davanti a una immensa Luce. Noi sappiamo che per arrivare alla Correzione Finale possiamo prendere due strade: quella delle Sofferenze e quella della Torah, cioè acquisire le qualità della Dazione spinti dai colpi che ci infligge la Natura, oppure avanzare noi stessi verso queste qualità facendoci attirare da esse.
Le terribili visioni dei profeti riguardano solo la via della sofferenza, avverranno cose talmente terribili che non sopporteremo più la situazione, e così arriveremo a chiedere di acquisire tutte le qualità della Dazione.
Noi però possiamo seguire la via della Torah, dobbiamo farlo! Israele ha il dovere di passare alle Nazioni del Mondo la via dolce che ci permetterà di arrivare a quell’ultimo grado senza vedere distruzioni o cataclismi. Israele, cioè coloro che hanno un Punto nel Cuore, un desiderio ardente per la spiritualità.
Queste persone che studiando la Kabbalah imparando a conoscere il sistema possono dare indicazioni riguardo alla strada da seguire, perché sanno qual è la meta a cui dobbiamo arrivare. La meta è arrivare ad amare il prossimo come noi stessi, la strada è lo studio del sistema e della connessione tra di noi… e tutto questo si trova studiando i testi dei Kabbalisti, realizzandolo all’interno del gruppo e facendoci guidare da un Rav che percepisce già la spiritualità.
Per usare un’immagine che ci faccia comprendere meglio il tutto, possiamo dire che i Profeti vedono l’immenso e tortuoso labirinto che dovremo superare al momento dell’ultima correzione, e ci descrivono i grandi colpi che riceveremo ogni volta che sbaglieremo strada o sbatteremo la faccia sulle pareti.
Ora è nelle nostre mani la possibilità di prendere la mappa e la bussola per uscire senza un graffio dal labirinto che è davanti a noi.
Cosa sono la mappa e la bussola? Sono quegli strumenti che ci possono spingere verso la meta, verso l’adesione alle qualità del Boré: il Rav, il gruppo, i libri e la divulgazione.

