Notizie tratte da Impactlab
La vita in città è un male per il cervello. L’ambiente urbano danneggia i nostri processi mentali di base. Dopo aver passato alcuni minuti in una strada cittadina affollata, il cervello è meno capace di memorizzare e soffre a causa del ridotto autocontrollo. La mente è una macchina limitata, come dice Marc Berman, psicologo all’università del Michigan.
Il commento di Rav Laitman:«L’uomo è stato creato per vivere in equilibrio con la natura, per essere una parte armoniosa della corretta ecosfera, ma questo equilibrio potrà essere raggiunto solo quando tutti arriveranno ad un accordo, passando attraverso due importanti stadi:
-non fare agli altri ciò che non desideriamo per noi;
-Amare il prossimo come se stessi.
Per l’uomo sarebbe ottimale che il mondo e l’ambiente fossero fondati su queste due attitudini! Comunque sia, un giorno tutto ciò si realizzerà e sarà la Natura che forzerà tale processo».
Rapporto stampa proveniente dalla CNN
Gli esperti della sicurezza dicono, riguardo alla sicurezza aeroportuale, che l’attenzione rivolta alla prevenzione dei problemi di questa natura si sta spostando: dall’analisi del materiale trasportato alla rilevazione delle intenzioni e delle emozioni dei passeggeri. Gli studiosi sostengono che con l’evoluzione della tecnologia si potranno rilevare le reazioni umane a certi stimoli, leggendo la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e la respirazione dei passeggeri. Premesso ciò, sarà possibile individuare, dall’emissione di determinati segnali corporei involontari, l’eventuale presenza di un terrorista.
Il commento di Rav Laitman: «Un giorno inventeranno un dispositivo che sarà capace di dirci se una persona sa amare il suo prossimo oppure no. Naturalmente sto scherzando! Si farà utilizzando segnali esterni o forse valutando la reazione di qualcuno a qualcosa. Chiunque ami il suo prossimo è un bene per la società e chi no, anche se solo temporaneamente, è un elemento anti sociale».
