“Sarà male. Molto male”! – Così apre il suo articolo principale il giornale israeliano “Aarez”, il giornale degli intellettuali, degli affaristi e dei politici, che viene letto da chi compone gli strati superiori della cultura israeliana e in cui, a sostenere questo messaggio, troviamo anche il mondo della finanza.
Secondo la scienza della Kabbalah, alla base di tutta la personalità egoistica dell’uomo ci sono le finanze: unità di misura e di confronto di qualunque forza e collegamento nella società umana. L’uomo viene lasciato dalla natura nei desideri corporei (cioè richiesti dal suo corpo): cibo, sesso, famiglia. Mano a mano che l’egoismo si sviluppa, appaiono desideri sociali: ricchezza, potere, gloria, conoscenza. Purtroppo tutte le relazioni sociali si basano sulla ricchezza (denaro, finanze) e sulla base della sua misura.
Non riusciamo neanche ad immaginare come sarebbe la nostra vita, se scomparisse o se si sconvolgesse questo equivalente generale (denominatore) ma saremo comunque costretti a cambiarlo in quest’altro equivalente delle relazioni sociali: ognuno dà il suo lavoro per il bene di tutti, ricevendo in cambio un’esistenza normale nel corpo e in unione con il Creatore, nell’anima. Un simile cambiamento non lo potremo realizzare con le nostre forze, ma solo con una chiara scoperta del Creatore.
La natura ci mostra un’armonia che regna dentro di lei e la completa interconnessione dei suoi elementi. Cosi dovrebbe diventare anche la società umana.
L’idea del collettivismo cosciente deve essere volontaria, ricevuta dall’accordo comune, ma ancora molte sofferenze scorreranno nel nostro mondo, e non c’è una strada più facile per questa maturazione, se non la strada della Kabbalah.
Baal HaSulàm. “L’ultima generazione“.
