Sintesi del dott. Rav Michael Laitman, dell’articolo originale di Baal HaSulàm.
L’essenza primaria della legge spirituale è l’amore per gli altri.
In termini pratici, può essere definita come “dare agli altri” così da ricordarne l’intenzione.
Il bisogno della cautela con le leggi della Natura.
Il prendersi cura della creazione si estende dal Creatore, il quale ha senza alcun dubbio uno scopo nelle Sue azioni. Così, colui che rompe qualcuna delle leggi della Natura rovina lo scopo, che si regge su tutte le sue leggi, messe insieme. Quindi, la Natura lo punirà.
Non fa differenza se il supervisore sia chiamato “Natura”, sia noncurante e senza scopo, o sia saggio, attento, sensibile e le cui azioni abbiano uno scopo. Alla fine, saremo obbligati ad osservare le leggi della Provvidenza, cioè le leggi della Natura.
Inoltre, noi tutti riconosciamo che colui che rompe i comandamenti della Provvidenza, le leggi della Natura, dovrebbe essere punito.
La Provvidenza richiede che osserviamo la legge del dare agli altri in modo che ognuno di noi lavori nella misura massima richiesta per garantire il successo della società. Fintanto che non ci sforzeremo ad osservare al massimo questa legge, la Natura continuerà a punirci. E oltre ai colpi che patiamo oggi, dovremmo considerare la spada che pende sul futuro.
Dovremmo trarre la giusta conclusione: la Natura ci sconfiggerà e noi saremo tutti obbligati ad obbedire alla sue leggi nella misura massima richiesta.
Il Ciclo della Trasformazione
Sebbene vediamo che i corpi cambiano di generazione in generazione, questo avviene solo con i corpi. Le anime, l’essenza principale del corpo, non scompare. Esse si spostano da un corpo ad un altro, e da una generazione ad un’altra.
Così, le anime della generazione del diluvio arrivarono nella generazione di Babele, e cosi via attraverso la nostra generazione e in avanti fino alla fine della correzione. Dunque, non ci sono delle anime nuove, ma un numero di anime che si reincarnano e che si rivestono di nuovi corpi in ogni generazione.
Tutte le generazioni, dall’inizio della creazione fino alla fine della correzione, sono come una sola generazione che ha esteso la sua propria vita nel corso di parecchi millenni, finché non si sarà evoluta e si correggerà come dovrebbe. È assolutamente trascurabile che ognuna di esse (ogni anima) abbia cambiato corpo migliaia di volte; l’anima non sente sofferenza da questi cambiamenti.
La Legge dell’Evoluzione
La condotta corrotta dell’umanità è la causa primaria degli stati positivi. Detta in modo diverso, ogni stato positivo è il risultato di uno stato negativo che lo ha preceduto.
I valori positivi e negativi non sono giudicati di per sé, ma rispetto allo scopo comune. Quindi, ogni stato che spinge in avanti l’umanità verso lo scopo è considerato “positivo”, mentre quello che la rimuove dallo scopo è chiamato “negativo”.
La durata di ogni singolo stato riguarda solo il tempo che serve per identificare il negativo che c’è in esso nella misura che gli uomini non possano più tollerare di vivere così. In quel momento, gli uomini devono sollevarsi al di sopra di esso, distruggerlo, e riorganizzarlo in uno stato migliore per la correzione della generazione.
Quindi, gli stati emergono consecutivamente finché arriveranno ad uno stato corretto che non avrà in esso alcuna ombra di negatività.
L’uso della saggezza della Kabbalah svela la forza che spinge in avanti lo scopo della creazione. In questo stato, l’uomo ne viene attratto volontariamente, con amore, senza dolore e sofferenza.
Gli scienziati sanno che un uomo non fa neppure un minimo movimento senza una forza che lo motiva e senza trarre del beneficio per sé. Per esempio, se un uomo muove la propria mano della seggiola al tavolo, lo fa perché crede che mettendo la mano sul tavolo riceverà maggior piacere. Se non lo credesse, l’uomo potrebbe lasciare la sua mano sulla seggiola per il resto della sua vita.
Non c’è cura per l’umanità se non prendendosi in carico la legge della Provvidenza: “dare al proprio prossimo, al fine di dare al Creatore.”
La misura del dare agli altri non dovrebbe essere minore della misura che usiamo per prenderci cura dei nostri stessi bisogni.
L’amore del Creatore deve essere lo scopo prevalente durante il nostro lavoro per gli altri. In altre parole, un uomo dovrebbe impegnarsi solo a raggiungere l’amore del Creatore.
Finché c’è l’amore per se stessi tra le nazioni, anche coloro che vogliono ottenere l’amore del Creatore non saranno in grado di ottenerlo appieno. Ciò accade perché essi stessi non sono in grado di realizzare completamente l’amore per l’uomo.
Articolo originale di Baal Hasulàm
