Conferenza tenutasi nel centro «Un punto nel Cuore» (Nekuda Shebalev) a Tel Aviv il 23 Dicembre, 2004.
Rav: prima di tutto, cos’è l’Amore? Siamo tutti convinti della sua esistenza in questo mondo. Desideriamo sentirlo e siamo preparati all’eventualità di amare qualcuno. Ma, qual è la spiegazione del concetto di amore? Gli scienziati non lo hanno ancora scoperto, anche se dicono che tutto è determinato dai geni: ad esempio, ci sono geni che determinano l’ inclinazione di una persona verso il furto o l’ omicidio. È possibile che esista un gene per l’Amore? Allora se qualcuno è carente di questo gene, potrebbe non essere responsabile di non avere la capacità di amare, visto che tutto dipende da essi?
Cos’è l’amore? Cosa voglio esprimere quando dico che amo qualcosa o qualcuno? Amo ciò che mi dà piacere. Questo è chiaro. Se qualcosa mi fa soffrire, odio quello che provoca la mia tristezza. Mi avvicino a qualcuno che amo, desidero stabilire una relazione con questa persona, stare insieme a lei. Ma, nell’istante in cui scopro che forse non mi conviene, i miei sentimenti si raffreddano e mi allontano. L’amore è la sensazione di piacere che ricevo dall’oggetto che me lo procura. Se io sono un desiderio di ricevere, cerco qualcuno che mi procura piacere.
Come può esistere l’amore tra due esseri umani? Baal HaSulàm spiega che, affinchè l’amore esista, le persone devono avere attributi simili. In tutto l’universo, in tutti i mondi, compreso il nostro, la Legge Universale si chiama: «la legge dell’equivalenza della forma».
In accordo con questa legge, sento, percepisco e capisco solo quelle proprietà che ho in comune con l’oggetto che ricerco, percepisco e osservo. Se non esiste affinità tra un determinato oggetto e me, sono incapace di percepirlo. Se non c’è somiglianza nel modo di pensare, anche se parziale, tra un altro essere umano e me, non potrò capirlo o capirla.
Quando comincio a frequentare qualcuno, riesco a capirlo nella misura in cui c’è una corrispondenza nei nostri desideri e pensieri (tanto nella mente quanto nel cuore). È possibile che, anche quando c’è affinità con una persona, mi allontano, però continua ad esserci una certa connessione tra noi. L’equivalenza della forma è la condizione per stabilire una relazione con qualcuno o qualcosa.
Però, com’è possibile che due egoisti si amino? In tal caso devono assomigliarsi nella loro natura. Se mi piace quello che piace all’altra persona e odio quello che l’altra persona odia, sarà il modo in cui stabiliremo un contatto.
Si deduce che non stiamo parlando di amore tra queste due persone. Stiamo parlando dell’ equivalenza della forma, analogia nei loro desideri e pensieri, un aspetto supplementare che si può misurare. Comparando i desideri e pensieri tra due persone, si può determinare il tipo di legame nella misura in cui essi si somigliano.
Però, se il mio desiderio di ricevere piacere o il mio egoismo cambia costantemente e all’altra persona succede lo stesso, ci troviamo in un processo in continuo sviluppo e non possiamo sapere cosa succederà nell’istante successivo, ne quanto vicini o lontani saremo l’uno dall’altro in futuro.
In questa epoca, i nostri desideri egoistici si sono intensificati tanto che, semplicemente ci bruciano dentro. Questo crescente desiderio di ottenere piacere non era presente nelle altre generazioni. Anno dopo anno, vediamo aumentare il nostro egoismo, più di quanto sia avvenuto nei cento o duecento anni precedenti, quando l’umanità non attraversava tanti cambiamenti.
E se il nostro desiderio di ottenere piacere viene incrementato a questa velocità, allora non è sorprendente che ai giorni nostri le persone non arrivino a capirsi. Il divorzio è diventato una pratica comune nella nostra esistenza. Difficilmente si può concepire che qualcuno possa vivere 70 anni senza aver divorziato e essersi risposato diverse volte; per alcuni è persino difficile da sopportare la vita familiare tra un divorzio e l’altro.
Lo stesso succede con il nostro essere. Oggi, non capisco il mio comportamento di ieri e mi sento costantemente sconcertato. Tutto questo è il risultato dello sviluppo accelerato del nostro desiderio di ottenere piacere. Non possiamo fare una pausa per analizzare se abbiamo o meno, affinità nelle nostre nature e di conseguenza, decidere se possiamo restare insieme.
Per questa ragione, non importa quanto sia grande il nostro desiderio di raggiungere l’amore in questo mondo, non lo raggiungeremo. Ci sentiremo meglio se decidessimo che l’amore non esiste nel mondo. (Risate e animazione durante l’udienza).
Domanda: allora, possiamo andare a casa?
Rav: perché? Non credete che ci sia qualcosa di più? (Risate) Cos’è una famiglia?…… C’è qualcuno che vi aspetta lì, qualcuno che vi ama? No? ….. Aspettate. Vi insegnerò io ad amare.
