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25 Maggio 2012

Brevi passi tratti da una lezione di Rav.Michael Laitman

(Rabash, Articolo 30 –Shlavei HaSulàm1985)

Quest’articolo descrive in maniera breve e precisa tutto il lavoro che si svolge nel nostro gruppo. Lo scopo dello studio nel gruppo è di rivelare il vero stato di coscienza dell’uomo, che sperimentando l’unione si sente immediatamente unito al Creatore. Quando prenderemo coscienza del nostro cattivo stato, allora andremo nel senso opposto. Accadrà alla velocità della luce.

Per riconoscere il vero stato nel quale ci troviamo, abbiamo bisogno dello studio, del gruppo, di un metodo di studio e della divulgazione; solo in questo modo è possibile attirare la Luce capace di correggere la nostra anima, la Luce che ci aiuterà a vedere, attraverso i nostri desideri, il nostro vero stato. Non importa se la verità farà male, poiché se quello è il vero stato del desiderio mi ritroverò in ogni caso con il Creatore. È impossibile ritrovarsi con il Creatore, se non dentro i desideri della persona, dentro il cuore della persona, nel punto dove il Creatore è presente; non importa in che forma, l’importante è ritrovarsi con Lui.
Nella nostra generazione non abbiamo avuto la possibilità immediata di riconoscere il nostro vero stato e la conseguente opportunità di cambiare, per migliorarci e arrivare alla verità, che non desideriamo vedere per timore di ferire il nostro ego. Chi desidera scoprirla, comunque sia, cerca l’unione con il Creatore, poiché appoggiandosi a Lui può entrare nel desiderio di ritrovarsi, di studiarlo profondamente e correttamente. Da qui partono la trasformazione e il desiderio, dalle quali nasce la trasformazione che è già in sé una preghiera. Non occorrono parole e rituali per avvicinarsi a Lui, poiché il Creatore vede ciò che c’è nel cuore dell’uomo, nel suo punto più nascosto. E se l’uomo arriva fino a questo punto, qui lo incontra. Non è importante trovarsi nel peggiore degli stati, ciò che conta è essere connessi con il Creatore. Se l’uomo è cosciente che è nel suo peggiore stato, già si trova in adesione con il Creatore, poiché quello è lo stato che Lui gli ha dato. L’uomo deve cogliere la sensazione del suo vero stato, nel più profondo, come un’opportunità per studiarlo correttamente, valutarlo, sentirlo, niente più di questo. Certamente lo può scoraggiare, ma non deve, perché lo ha stabilito il Creatore per il suo bene. Ciò che gli deve far provare pena è il non conoscere il suo vero stato e forse chiudersi per non volerlo vedere, perché gli provoca dolore. In realtà anche se soffre, nella misura in cui è disposto ad accettare questa sofferenza, è già pronto ad aprirsi alla conoscenza di se stesso. Non è davvero semplice guardarsi nella propria vera forma e dire: «Ecco, questo sono io». Infatti nel conoscere il suo vero stato l’uomo può desiderare di allontanarsi da esso.
Non abbiate paura di scoprire queste cose; questo è il mio consiglio: ci potete riuscire solo aderendo al Creatore. Così come il Creatore disse a Mosè: «Va’ con il Faraone», andate anche voi, consapevoli che non vi manca la protezione. Potrebbe essere terribile, lo so, però se l’uomo si connette con il Creatore e comprende che questo è ciò che Lui gli chiede, prendendo profitto della Luce nell’oscurità, troverà dei poteri dentro di sé, la mano del Creatore che lo sosterrà, e potrà riconoscere profondamente il dolore e le afflizioni, senza fare niente più, perché sa di essere sorretto. La sensazione del suo vero stato è già una vera preghiera e immediatamente avrà una risposta. Non abbiamo bisogno d’altro che della conoscenza del male. Chi decide di proteggersi pensando che è positivo, finirà nel senso opposto poiché, nel distanziarsi dalla verità, si allontanerà dal Creatore. Le correzioni verranno, passo dopo passo, e questo è un altro fatto.

Rav. Michael Laitman

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