Ecco alcuni suggerimenti su come leggere i riassunti dei capitoli della Torah.
La Torah stabilisce le basi della teoria e della pratica per realizzare la vita spirituale. Né Adamo ne Abramo ricevettero il metodo completo per raggiungere il Creatore; venne dato solo a Mosé. Tutti gli altri testi sono dei commentari, cioè, altri modi di descrivere il raggiungimento del Creatore o la descrizione di un parziale raggiungimento.
Torah deriva dalle parole Ohr- Luce e Ora’a- istruzioni. É scritta nel linguaggio dei Rami, che attribuisce il nome alle cose del nostro mondo che vengono create dalle forze spirituali. Quindi anche se noi pensiamo si stia descrivendo il nostro mondo, di fatto si stanno descrivendo le forze spirituali, poiché nel mondo spirituale ci sono solo forze senza materia.
Perché abbiamo bisogno di queste descrizioni del Mondo Superiore?.
1. Perchè leggendole, evochiamo l’influenza della Luce che corregge (Ohr Makif) su di noi.
2. Perchè dopo esserci corretti attraverso la Luce, saremo poi colmati da Essa nella misura in cui ci saremo corretti.
Se questo metodo non ci fosse, rimarremmo nel livello animale dell’esistenza per sempre. Non saremmo in grado di raggiungere il livello dell’eternità, della perfezione e dell’equivalenza con il Creatore.
Il linguaggio dei Rami (che descrive le Forze Superiori attraverso l’aiuto dei loro risultati o rami) presenta quattro modificazioni o, in altre parole, esistono quattro diversi linguaggi dei rami:
1. Il linguaggio del Tanach – la narrazione storica, come quella usata nei riassunti dei capitoli della Torah.
2. Il linguaggio dell’ Halacha - leggi;
3. Il linguaggio delle Haggadot - leggende;
4. Il linguaggio della Kabbalah – questo linguaggio è il più vicino in assoluto alle radici spirituali ed è il più preciso tra tutti e quattro i linguaggi. Per approfondire l’argomento, si veda l’articolo di Baal HaSulàm «L’essenza della saggezza della Kabbalah».
Un suggerimento di Rav Laitman: mentre si legge la Torah, immaginate si stia parlando dell’egoismo, del desiderio che deve essere corretto, così da cambiarlo da «per il proprio bene» a «per il bene del prossimo», (che equivale al bene per il Creatore); questa correzione avviene gradualmente, in stadi. Ogni cosa è divisa tra la forza della dazione (il Creatore) e la forza della ricezione (la creazione). La parte della creazione che è corretta o che subisce la correzione è chiamata Israele (Isra-El- diritto al Creatore). Ci sono anche parti chiamate persone, regole, schiavi (dei desideri), guardie (della correzione), Levites, Kohens, e così via. Bisogna esaminare se stessi per capire quanto siamo in grado di distinguere le azioni delle forze che governano il nostro mondo, che si nascondono dietro le scene «teatrali» che ci appaiono.
