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10 Febbraio 2012

Ama il prossimo tuo come te stesso, questa è la ricompensa

Domanda: Cosa ne pensi della divulgazione della Kabbalah alle masse attraverso il Cristianesimo e l’Islamismo? Applicare il metodo della Kabbalah allo studio dei Vangeli produce dei risultati stupefacenti. Cominci a capire che non stai leggendo della favole o trucchi magici, ma di sforzi per cambiare qualcosa nel mondo spirituale, e vuoi spiegarlo a tutti quelli che ancora non lo sanno o non lo hanno capito. Credo che dovresti spiegare questo ai tuoi studenti Cristiani, specialmente poiché il Vecchio Testamento rappresenta una parte importante della Bibbia. Una volta capito questo, una volta che percepiranno il raggiungimento della vera felicità senza la necessità di allontanarsi dalla loro cultura o religione, potranno portare questo concetto anche più in là.

La risposta di Rav Laitman: la religione non è collegata in nessun modo alla Kabbalah, ma di fatto le si oppone. La religione è stata data all’umanità per essere un sostegno nei momenti di oscurità, prima della rivelazione della Kabbalah. E questo è il motivo per cui la religione sta scomparendo nel nostro tempo, sebbene questo processo sia lento, è possibile che in futuro accadranno ancora guerre di religione.

Noi non ci rivolgiamo agli ebrei religiosi e divulghiamo la Kabbalah solo tra il pubblico secolare-laico. Non è una novità quella di mostrare alle persone religiose i significati più profondi della Torah. Ma non sono interessati a questo, perché distruggono le fondamenta della loro fede, l’egoistico principio del nostro mondo, «fare certe azioni per riceverai delle ricompense».

La Kabbalah, d’altra parte, contraddice l’egoismo e insegna che non si riceve nulla dalle proprie azioni (cioè, non si riceve nulla dal proprio egoismo). L’intera ricompensa si trova nell’essere corretti dalla Luce Superiore, nell’amare il tuo prossimo come te stesso.

Questo è qualcosa di cui si può parlare solo alle persone che hanno già attraversato tutti i desideri egoistici e hanno il «punto nel cuore» - il desiderio per il Creatore e di capire il significato della vita. Le persone che sono ancora soddisfatte dalla religione non hanno «il punto nel cuore», e quindi per il momento non possiamo parlare con loro. La Kabbalah rivela all’uomo la legge dello sviluppo spirituale, ma questo sviluppo può avvenire solo quando è libero e non coercitivo e questo è un altro aspetto che si oppone fondamentalmente alla religione.

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