Notizia (da Enviroment News Science): «Si prevede che il riscaldamento globale lascerà metà del mondo affamato per il 2100. Il cambiamento climatico essiccherà i raccolti nelle zone tropicali e subtropicali alla fine di questo secolo, lasciando metà della popolazione mondiale a fronteggiare una crisi alimentare. L’area a rischio si distende dal sud degli Usa al nord dell’Argentina e sud del Brasile, dal nord dell’India al sud della Cina, dal sud dell’Australia a tutta l’Africa.
Il commento di Rav Laitman: queste popolazioni saranno forzate a lasciare le loro terre per emigrare a nord. Ma i paesi sviluppati resisteranno ad una tale affluenza? E se sì, come? Forse usando armi nucleari, come Baal HaSulàm scrive nell’articolo «L’ultima generazione»?
La fonte di tutti i nostri problemi deriva dal disconnetterci dalla natura, pensando che tutta l’esistenza sia divisa in «uomo» e «ambiente». Questa visione della natura ci fa pensare a tutto ciò che è intorno a noi come un supplemento per l’uomo.
Persino quando ci preoccupiamo dell’ambiente, lo facciamo solo per il nostro ristretto guadagno, senza riguardo per l’olistico sistema della natura. Violando questo sistema chiuso della natura evochiamo la sua reazione negativa verso di noi. E poiché noi siamo un prodotto della natura, finiamo per soffrire in tutti i livelli della nostra esistenza.
Perciò, dobbiamo rimpiazzare tutti i nostri programmi educativi, come «Salvare l’ambiente», con programmi educativi come, «L’uomo è una parte integrale della natura». Dopo tutto, la soluzione non giace solo nel ripulire le acque dall’inquinamento o nel ripristinare l’ecosistema, ma nel creare un sistema singolo, dove tutto è «Una Natura», invece di «uomo e natura». Quindi ci deve essere solo un programma educativo, proprio come una è la Natura.. Dobbiamo imitare gli organismi viventi ed usarli come modello nell’organizzare le nostre vite come un singolo tutt’uno.
