home email us! feed
25 Maggio 2012

Adesione con il Creatore, dai testi originali

La spiritualità è chiamata ciò che non sarà mai perduto. Il desiderio di ricevere con l’intenzione «per il proprio bene», è chiamato “corporeità”, è può essere cancellato da questa forma e assumere la forma “per il bene del Creatore”.
(Baal HaSulàm. Articolo di Shamati, «La spiritualità è chiamata ciò che non sarà mai perduto»)

Dobbiamo lavorare per la dazione, dato che è opposta alla nostra natura, che è «il desiderio di gioire». Dobbiamo fare l’opposto, cioè aspirare alla dazione e non ricevere solo per noi stessi.
(Baal HaSulàm, articolo «L’essenza della correzione della creatura»)

«Uno che è arrabbiato è come un idolatra», perché si è arrabbiati, si gode della rabbia e, per di più, si è orgogliosi perché si è convinti di essere nel giusto. Abbiamo due peccati qui: il godimento e l’orgoglio. Sull’orgoglio è scritto: «Io non posso stare con un uomo orgoglioso», cioè l’anima lascia questo tipo di persona.
(Baal HaSulàm, articolo «Uno che è arrabbiato»)

Ognuno deve sapere nel proprio cuore che il Creatore lo rincorre tanto quanto lui rincorre il Creatore. Non lo si dovebbe mai dimenticare, anche attraverso il più grande anelito per il Creatore.
«Nel ricordare che il Creatore sente la sua mancanza e lo cerca, dovrebbe aspirare a Lui ancora di più, fino a raggiungere l’adesione attraverso l’amore».
(Baal HaSulàm, Letters, p. 70)

Possiamo attirare le grandi anime intorno al nostro mondo, e queste determineranno la correzione del mondo attraverso la virtù dei loro grandi desideri. Ogni cosa dipende dal nostro desiderio di diventare simili al Creatore.
(Rav Abraham Isaac Kook, “Arpilei Tohar”, 41)

Qui c’è la conoscenza che una persona è obbligata ad avere: conoscere il Creatore e conoscere se stesso: Chi sono? Come sono stato creato? Da dove vengo e perché? Dove sto andando? Come posso correggere i miei desideri? Come si deve comparire dinanzi al Creatore?
(Il Libro dello Zohar, «Shir HaShirim»)

La legge della Kabbalah afferma che non c’è nessuna connessione tra la spiritualità e la materialità, in nessuna parola, idea o lettera, perché le lettere e le figure sono disegnate su carta bianca, mentre l’uomo è costituito da un corpo e da un’anima.
(Rav M. Faivosh, «Esher Divrei Emet», p. 27)

«L’impudenza aumenterà alla fine dei giorni» (Talmud. Sota, 49). Questo perché questa generazione si trova estremamente lontana dal Creatore, e le persone sono orgogliose della loro ignoranza. E colui che è più lontano dal Creatore è più disonesto e sfacciato.
(Rav M. Faivosh, “Esher Divrei Emet”, p. 28)

No comments yet

Spiacente, al momento l’inserimento di commenti non è consentito.