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25 Maggio 2012

Israele sono coloro che puntano dritti al Creatore

Domanda: la Kabbalah vede il popolo ebraico come il popolo eletto da Dio?

La risposta di Rav Laitman: il popolo eletto sono un gruppo di persone che possono avere le caratteristiche o le qualità terrene. La cosa importante è che abbiano il «punto nel cuore» – un’aspirazione per l’obiettivo della creazione: l’adesione con il Creatore attraverso l’equivalenza della forma. Questo gruppo deve anche avere il senso della sua missione: apprendere il metodo della correzione e insegnarlo al mondo intero.

Il gruppo è chiamato Israele (dalle parole Isra – diretto e El – il Creatore) perché è diretto “diritto al Creatore” in dazione e amore verso il prossimo. Chiunque si trova in questa situazione è chiamato Israele, ed è un «prescelto».

Noi tutti proveniamo dall’antica civiltà di Babilonia- una nazione. Alcune persone nella Babilonia antica accettarono il metodo della correzione che Abramo offrì a tutti e proprio rispetto alla sua intenzione, questo gruppo è stato chiamato Israele.

Oggi, noi – e tutta l’umanità, riconosciamo che abbiamo raggiunto un vicolo cieco dello sviluppo egoistico che è durato 4500 anni,  dai tempi dell’antica Babilonia. Questo riconoscimento ci costringe di elevarci oltre l’egoismo, ed insieme raggiungere il livello del Creatore. Questo è il piano della Natura.

Coloro che sentono e riconoscono questa chiamata hanno il compito di condurre tutta l’umanità, tutta Babilonia. Questo è ciò che li rende prescelti. Questo è ciò che scrive Baal HaSulàm al punto 19 dell’articolo «L’Arvùt (Garanzia Reciproca)».

Rabbì Elazar, figlio di Rabbì Simon, autore del Libro dello Zohar, chiarisce ulteriormente questo concetto, dicendo che non è sufficiente che tutta Israele sia responsabile l’uno per l’altro, ma che tutto il mondo deve essere incluso in quell’obbligo… la fine della correzione del mondo arriverà quando tutte le nazioni del mondo si uniranno nella loro aspirazione per il Creatore. Il Creatore allora si rivelerà a tutti, come i saggi dissero: «E il Signore sarà re su tutta la terra. In quel giorno il Signore sarà uno e uno il Suo nome. E la terra sarà piena della saggezza del Signore, e tutte le nazioni fluiranno verso di Lui».

Il ruolo di Israele verso il mondo è di essere obbligati ad ascendere spiritualmente e a preparare tutta l’umanità ad accettare il lavoro eccelso di «amore per il prossimo», il mezzo, una scala che conduce all’obiettivo della creazione- adesione con il Creatore.

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