Recentemente, oltre 200 lavoratori di Chicago «hanno occupato pacificamente», l’edificio della Republic Windows & Doors, dopo essere stati licenziati inaspettatamente senza essere risarciti. Qualcuno avrebbe pensato, fino a poco tempo fa, che i cittadini nordamericani, sarebbero dovuti ricorrere ad “occupare un edificio” per ricevere ciò che gli spetta per legge?
Non molto tempo fa, una protesta ancora più drammatica è avvenuta ad Atene, Grecia. La morte di un adolescente in seguito ad uno sparo della polizia ha provocato proteste pubbliche di massa che hanno causato perdite milionarie, estendendosi rapidamente per tutto il paese ed in altre parti d’Europa, incluso Spagna, Danimarca, Francia, Italia e Germania. La stampa ha descritto le violenti proteste, come una valvola di sfogo di fronte al malcontento profondo dovuto alla pressione della crisi finanziaria, ai licenziamenti di massa che sono arrivati come conseguenza di ciò e al timore dell’aumento del tasso di disoccupazione nel futuro.
Le cose possono peggiorare?
È probabile. La Relazione Internazionale sulla Sicurezza 2008, elaborata dal Gruppo di Ricerca di Oxford ha ammonito sulle violenti proteste mondiali. La notizia, chiamata provocatoriamente «Punto di Svolta», indica che «Il declino economico globale è la minaccia più grande per la sicurezza mondiale. Alla luce di queste tendenze, diverse centinaia di milioni di persone appartenenti alle comunità più povere al mondo, soffriranno di più. Questo, probabilmente causerà l’intensificazione di movimenti sociali radicali violenti che saranno controllati con l’uso della forza, provocando un ulteriore aumento della violenza».
Un pronostico abbastanza pessimista. Cosicché, siamo condannati a sprofondare in un conflitto violento su scala mondiale? Non necessariamente. C’è una via alternativa: renderci conto della vera causa della crisi finanziaria che spinge molti sull’orlo della violenza, ed iniziare a risolverla.
Allora, qual è la ragione del fiasco finanziario globale senza precedenti? Si tratta della nostra incapacità di adattamento ai cambiamenti che il nostro mondo ha sperimentato. Vale a dire, durante il secolo scorso, il divario nel mondo è andato rimpicciolendosi, mentre le nostre attitudini e modi di pensare non si sono evoluti così rapidamente.
Come è stato dimostrato dall’ultima ricerca, la «riduzione del mondo» che tutti abbiamo sperimentato e sulla quale molti analisti hanno scritto libri super venduti, non riguarda solo Internet e il commercio. Siamo arrivati ad essere interconnessi ed interdipendenti in modo tale che non solo le nostre azioni, ma anche i nostri pensieri e desideri, determinano il destino degli altri in tutto il mondo. Siamo diventati un solo corpo, una sola famiglia, i cui membri non possono ignorare la stretta connessione esistente tra loro. È come se fossimo collegati l’un l’altro per mezzo di fili invisibili, e la nostra incapacità di vederli, non cambia il fatto che ci siano .
La presente crisi è il risultato delle nostre attitudini obsolete opposte al sistema globale. Come ha indicato il Gruppo di Ricerca di Oxford, i nostri problemi possono essere prevenuti solo invertendo le tendenze attuali.
Il sentiero alternativo
Cosa dobbiamo fare per ripristinare lo squilibrio che ha portato il mondo alla crisi? E, come possiamo guidare il mondo verso un percorso che porta all’equilibrio, alla tranquillità e all’armonia? Cosa dobbiamo fare per cambiare, verso una «mentalità globale» che migliorerà la crisi finanziaria e ci metterà in alternativa sul percorso di sviluppo pacifico?
Tutto questo può essere realizzato attraverso l’educazione e l’opinione pubblica. Invece di “educare” le persone con i metodi attuali, riempiendo i mezzi di comunicazione di messaggi egoisti che ci spingono ad essere migliori degli altri, sopraffacendoli lungo il nostro cammino, possiamo utilizzare la televisione, la radio, la pubblicità e Internet, per creare consapevolezza sulle relazioni che sono necessarie per sopravvivere e prosperare in questo mondo nuovo, dove le azioni ed i pensieri di ogni persona hanno una relazione diretta sul benessere di tutti.
Si possiamo
Se i mezzi di comunicazione che riempiono le nostre menti con informazioni e plasmano la nostra visione del mondo, cominceranno a parlare della nostra interdipendenza e dell’importanza delle nuove attitudini di bontà e cura delle persone intorno a noi, l’opinione pubblica comincerà a cambiare gradualmente.
Dobbiamo solo utilizzare gli strumenti che già possediamo, in modo da portare beneficio a tutti. Quando implementeremo un sistema educativo differente, «a livello globale consapevole», la società umana, nella sua totalità, cambierà i suoi valori egoistici e procederà in sintonia alla nostra nuova realtà globale,
