Domanda: cosa si intende, in accordo con la Kabbalah, per «resurrezione dalla morte» e «venuta del Messia»?
Tu hai detto che «resurrezione dai morti» significa che le persone smetteranno di essere egoiste. La resurrezione dai morti è descritta nel libro di Yechezkel, e non corrisponde con quello che ci hai detto. Volevi forse intendere che con la resurrezione il mondo materiale si unirà con il Mondo Spirituale, e poi le persone e le anime esisteranno in un unico mondo? E se non è così, se ogni cosa è spirituale, allora anche il Messia è spirituale, invece che materiale?
La risposta di Rav Laitman: il Messia non è una persona, ma una forza che ci corregge. Dopo tutto, che cosa può fare una persona da sola? Questa forza correggerà le intenzioni egoistiche associandosi a tutti i nostri desideri e rendendoli altruistici. Allora diventeremo del tutto equivalenti al Creatore e otterremo l’obiettivo della creazione, cioè l’adesione con Lui.
In altre parole: le persone scopriranno nella loro interiorità la forza per correggere il loro egoismo. Questa forza, che le spingerà al di fuori della loro percezione egoistica, è chiamata il Messia (che, in ebraico, significa “estrarre, uscire da”). Al posto del loro egoismo, acquisiranno la percezione degli altri, una connessione con loro attraverso i desideri e le sensazioni e all’essere un tutt’uno con loro. Come risultato, acquisiranno la loro anima.
L’anima è una parte del Creatore, la qualità dell’amore e della dazione. Quando le persone faranno tutto questo, quando saranno completamente interconnesse, perderanno la percezione delle loro differenze, la percezione dei corpi fisici. Allora, all’interno di una percezione condivisa, realizzeranno il Mondo dell’Infinito e l’adesione con il Creatore.
