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26 Maggio 2012

I bambini e il Ritalin

Oren Leibovich: molti dei miei studenti prendono il Ritalin, e altre medicine del genere che dovrebbero reprimere gli scoppi emozionali.

Rav Laitman: ma questo non avviene. Dando loro queste droghe, è come se gli mettessimo addosso delle manette. Non ci rediamo conto di che razza di catastrofe gli stiamo creando. Un bambino che sta crescendo, che corre e che non riesce a sedersi e a stare fermo, deve fare queste cose per svilupparsi. Non è lui che non riesce a stare seduto o fermo. É la Natura che lo spinge a correre e a saltare e noi dobbiamo tenerne conto.

Ma se gli diamo delle droghe, di fatto gli creiamo delle forzature nel suo intimo, e così ci saranno di sicuro delle conseguenze psicologiche molto serie.

Oren Leibovich: ma almeno è calmo

Rav Laitman: puoi dire che non ci sia altra scelta.

Oren Leibovich: É come se non si riuscisse a controllare il bambino; è come se esplodesse davvero.

Rav Laitman: Tuttavia i maestri e i genitori non capiscono come fare per andare d’accordo con il bambino e così semplicemente lo sgridano (lo percuotono). Oggi si sta scoprendo che il Ritalin blocca tutte le esigenze intime che sono naturali in un bambino.

Dieci, quindici anni fa, quando ancora mi prendevo cura delle persone, uno o due individui vennero da me e non c’era niente che potessi fare se non dare loro il Ritalin. A quel tempo era un fenomeno sociale. Oggi non è lo stesso fenomeno dell’iperattività dei bambini. Oggi si vuole definire il problema e limitarlo, vale a dire renderlo qualcosa di ordinario. Se questo è un fenomeno che tocca la maggior parte della gente allora non si tratta di una malattia, ma si tratta di un fenomeno che abbiamo bisogno di studiare e che dobbiamo trattare in un modo diverso.

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